14.000 nuove colonnine Enel di ricarica

Enel non vende energia sotto forma di idrocarburi, vende energia sotto forma di elettricità; e ogni veicolo solo elettrico dovrà rifornirsi dalla rete elettrica per ottenere l’energia di cui oggi si rifornisce dai distributori di benzina.

Un fatturato potenzialmente enorme, a cui mancano però due elementi: la clientela e la rete di distributori. La clientela, paradossalmente, dipende dalla rete di distribuzione (l’utopia di ricaricare la batteria nell’autorimessa vale solo per chi dispone, appunto, di una autorimessa). Oggi le colonnine di ricarica ENEL sono solo 900.

Se per ricaricare un’auto di benzina bastano 2 minuti, un distributore può caricarne 720 al giorno. Se pe3 ricaricare un’auto di elettricità bastano 6 ore, un distributore può caricarne 4 al giorno. Con questa approssimazione, chiaramente brutale perché soggetta a troppe variabili, sarebbero necessarii circa 200 punti di ricarica per ogni pompa di benzina.

A parte il tempo di ricarica, già di per sé un ostacolo enorme per chi vuole fare viaggi lunghi, c’è “l’ansietà da ricarica”: come faccio a ricaricare il veicolo se non ho prese a disposizione?

I distributori di carburante in Italia sono circa 20.000; in attesa di arrivare alle centinaia di migliaia di punti di ricarica teoricamente necessarii, l’Enel punta a portare le sue colonnine a 14.000 entro 5 anni, investendo circa 300 milioni di euro. Circa 22.000 euro a colonnina, che si ripagheranno con i profitti della vendita di energia elettrica.

L’80% dei punti di ricarica sarà installato nelle aree urbane;di cui il 21% nelle grandi aree metropolitane e il 57% nelle altre città. Il restante 20% sarà lungo la rete stradale per consentire spostamenti di medio e lungo raggio, per chi sarà disposto ad accettare le lunghe soste di ricarica. Ovviamente l’energia elettrica così fornita sarà “pulita” solo quando sarà ricavata al 100% da fonti rinnovabili, come fotovoltaico, eolico, idroelettrico.

Le attività di mobilità elettrica saranno gestite dalla società E-global solution. Obiettivo dell’investimento è accrescere gli utili, Nei primi nove mesi del 2017 Enel ha visto i ricavi salire del 5,3% a 52,2 miliardi e l’utile netto è di 2,6 miliardi, in crescita del 3%. Il vero “punto di svolta” si avrà però solo quando i punti di ricarica coincideranno con i “punti di sosta”, consentendo a chiunque posteggi di ricaricare la vettura senza problemi.

Con questo rapporto profitti/ricavi, per ripagare i 22.000 euro una colonnina dovrà vendere energia per circa 400.000 euro. Ipotizzando un prezzo di 50 cent a kWH, basterà vendere 800.000 kWh. Ipotizzando che la colonnina ne eroghi 20 con continuità, basterebbero 40.000 ore, circa 4-5 anni. Questo dtao spiega anche perché la realizzazione della rete di colonnine sarà graduale: ogni fornitore deve rientrare dell’investimento più velocemente possibile, e questo avverrà solo se ogni nuova colonnina erogherà il massimo di energia per 24 ore ogni giorno. Il numero di auto elettriche e il numero di colonnine cresceranno insieme, con le colonnine allocate dove l’utenza può aspettare la ricarica, come ad esempio i parcheggi usati dai pendolari.



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