50 sfumature di…viaggi

In occasione dell’uscita dell’ultimo capitolo di “Fifthy Shades” e per festeggiare in modo originale San Valentino, lastminute.com vi trascina in un tour “piccante” alla scoperta delle 10 destinazioni che hanno accolto alcuni tra i film erotici più sensuali ed iconici negli ultimi 40 anni

Arriva da oggi nelle sale cinematografiche italiane il terzo e ultimo capitolo della trilogia “Fifthy Shades”, che ha suscitato curiosità e pruderie in ogni angolo del globo. Allo stesso tempo, è partito il count-down per San Valentino: se siete alla ricerca di una location che renda indimenticabile e hot il vostro prossimo viaggio in coppia, lastminute.com vi conduce in un tour davvero piccante! Dalle Fiji alla Sicilia, ecco 10 destinazioni per accendere la vostra fantasia, ricordando i film erotici più sensuali ed iconici degli ultimi 40 anni.

New York City con “9 settimane e ½”, di Adrian Lyne (1986)

L’indimenticabile spogliarello ironico e sensuale allo stesso tempo, i baci appassionati sotto l’acqua di una grondaia rotta: sequenze che sono diventate iconiche e che hanno consacrato “9 settimane e 1/2”, con protagonisti Kim Basinger e Mickey Rourke, tra i film erotici per eccellenza.
A fare da cornice è la città di New York, con le inconfondibili strade di Manhattan e i meravigliosi scorci di Brooklyn, caratterizzati da tanti edifici stile fabbrica e vecchi magazzini, oggi trasformati in loft, gallerie d’arte, boutique e lussuosi appartamenti.

Parigi con “Ultimo tango a Parigi”, di Bernardo Bertolucci (1972)
Un appartamento vuoto e sfitto nel cuore di Parigi. Due estranei, la giovane Jeanne e il quarantacinquenne Paul, si incontrano: lontani dalla realtà circostante, si scontrano nella frenesia di una passione senza futuro. È Ultimo Tango a Parigi, il film scandalo che ha consacrato Bernardo Bertolucci a Maestro del cinema italiano.

Il quartiere dove si svolgono le scene d’interno è quello di Passy, nel 16° arrondissement di Parigi: la sua raffinatezza si mantiene ancora oggi intatta nel tempo. A due passi dalla Tour Eiffel e dalla piazza del Trocadero, Passy si caratterizza per la sua imponente architettura e come punto di partenza per un tour culturale della città: dal Museo Marmatton, per gli appassionati di impressionismo, alla Città dell’Architettura e del Patrimonio; dalla casa dove visse lo scrittore Balzac (rue Raynouard), alla Fondazione Le Corbusier.

Buenos Aires con “Tango Nudo”, di Leonard Schrader (1990)

Buenos Aires, 1920. Sotto le mentite spoglie di Alba, Stephanie sbarca a Buenos Aires con l’intenzione dare alla sua vita una seconda chance. Si ritroverà tuttavia promessa sposa di un gestore di bordello e coinvolta in una straripante passione con il ballerino di tango, Cholo.

Che si balli tango o meno, Buenos Aires è il suo santuario, riconosciuto tra i beni Unesco nel 2009. La sua anima si rintraccia tra i barrios più antichi in cui persistono le contaminazioni che questa città ha assunto in sé: nella feria domenicale di San Telmo, nel Cementerio di Recoleta, nel Teatro Colon, nel quartiere di origine genovese di Boca e in Plaza de Mayo dove ogni giovedì pomeriggio si ritrovano le mamme dei Desaparesidos per ricordare i propri figli scomparsi. Una città sensuale e misteriosa da cui bisogna solo lasciarsi condurre!

Formentera con “Lucia y el Sexo”, di Julio Medem (2001)

Nel film che ha lanciato l’attrice spagnola Paz Vega, la sessualità è una dimensione dell’essere, un modo per riappropriarsi della propria vera natura ed entrare in contatto con quella dell’altro.
Formentera “un pezzetto di roccia che galleggia, come una zattera”, con i suoi colori cristallini, le sue spiagge e il suo sole illumina e riscalda costantemente il film. Imperdibili le distese di sabbia bianchissima e affollate di Illetes e Llevant; quelle più tranquille e ugualmente suggestive di Cala Sahona e di Migjorn. Ma l’isola si racconta anche attraverso i suoi fari: partendo da quello di Barbaria, icona del luogo e dello stesso film – sullo sfondo della sequenza in cui Lucia corre in motocicletta – si potranno visitare anche quello di La Mola, il più antico e il più alto e quello del porto di La Savina, primo e l’ultimo ricordo che conserverete di questa zattera galleggiante.

San Francisco con Basic Instinct, di  Paul Verhoeven (1992)
La perversa relazione tra il detective Nick Curran (Michael Douglas) e la scrittrice Catherine Tramell (Sharon Stone) è al centro di “Basic Instict”, un thriller che scandaglia le fantasie più contorte e viziose dei protagonisti, scavando nel loro passato.

Il film è stato girato tra le inconfondibili salite e discese di San Francisco e camminando lungo Montgomery Street non sarà difficile trovare proprio la porta di casa di Nick Curran. Senza dimenticare le meravigliose spiagge californiane: per passeggiare sulla stessa sabbia dei protagonisti del film sarà necessario raggiungere Garrapata State Beach, poche miglia a sud di San Francisco.

Isole Fiji con “Laguna Blu” di Randal Kleiser (1980)
Richard ed Emmeline (Brooke Shields) sono i due unici giovani superstiti di un naufragio. Rifugiatisi su una meravigliosa isola tropicale, impareranno a crescere da soli, vivendo immersi nella natura circostante e nei cambiamenti dei loro corpi.

Sullo sfondo la natura incontaminata dell’arcipelago delle Fiji, nel cuore del Pacifico: Turtle Island, 500 acri di terra, vegetazione rigogliosa e mare cristallino pronti ad accogliere non più di 28 persone per una lussuosa, indimenticabile vacanza d’amore.

Madrid con “Le età di Lulù” di Bigas Luna (1990)

Ossessione, condanna, continua espiazione: questo il senso della carnalità per Lulù (Francesca Neri) che si muove in una Madrid cupa, parco giochi delle sue fantasie.
La capitale spagnola e la sua vita notturna accolgono e accontentano chiunque voglia visitarli e viverli: dal quartiere centrale Malasaña, vicino Plaza de Dos de Mayo, culla della movida madrilena degli anni ’80 con numerosi locali e pub con musica dal vivo, a Calle Huertas, la zona più affollata, con locali aperti fino al mattino; da La Latina, vicino a Plaza Mayor, ricco di tapas e ristoranti, ideale per una cena ed un cocktail pre serata, a Chueca, la “Soho” di Madrid, il quartiere gay che affaccia sulla Gran Via, un’oasi spumeggiante nel cuore della città.

Londra con “Eyes wide shut”, di Stanley Kubrick (1999)

Bill (Tom Cruise) e Alice (Nicole Kidman) sono i protagonisti dell’ultimo lavoro di Stanley Kubrick, che tanto fece parlare di sé per la vischiosità delle scene e dei temi trattati. In maniera più o meno inconsapevole, la coppia si trova infatti coinvolta in strani incontri e rituali sessuali: il sesso è mistero, attrazione, in alcuni momenti anche incubo.
La vicenda si svolge tra le vie di una cupa New York, ma per ritrovare i luoghi della pellicola bisogna muoversi a Londra, dove è stato interamente girato: per le strade di Soho potrete divertirvi a riconoscere alcuni scorci che si intravedono nel film. Per vedere gli interni del “Club Sonata”, entrate al Madame JoJo’s, in Brewer Street.

In Sicilia con “Malèna”, di Giuseppe Tornatore (2000)

Sicilia, anni Quaranta: Renato è un dodicenne innamorato di Malèna (Monica Bellucci), la donna più bella e desiderata del paese che, per sopravvivere alla fame e alla miseria durante la guerra, è costretta a concedersi ai personaggi più in vista della zona. L’unico ad amarla in maniera sincera è proprio Renato, che la spia, la insegue, la sogna.
Il calore e la passione del giovane si rispecchiano nei colori e nei paesaggi siciliani di Siracusa, Ortigia e Noto, dove il film è stato girato: semplici e maestosi allo stesso tempo, antichi e irresistibili.

Praga con “L’insostenibile leggerezza dell’essere”, di Philip Kaufman (1988)

Tomáš, Tereza e Sabina: un triangolo di passioni, tradimenti, perdono e gelosie sullo sfondo della rivoluzione del 1968 a Praga e la sua successiva repressione russa. Il film è “L’insostenibile leggerezza dell’essere”, trasposizione cinematografica del romanzo di Milan Kundera. In ricordo di quegli anni di oppressione, Praga conserva ancora oggi il Muro di John Lennon simbolo della pace e della libertà a cui i giovani praghesi inneggiavano durante il passato regime comunista. Ma Praga esige anche una tappa per ammirare l’orologio astronomico e aspettare che allo scoccare dell’ora i 12 personaggi, posti sopra il quadrante, si animino; per passeggiare tra le tombe disordinate del cimitero ebraico all’interno dello Josefov (il ghetto); per passeggiare lungo il maestoso ponte Carlo, dalle mille storie e leggende occulte.

 



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