Abbazia di San Giusto, dopo la staffetta di letture dantesche domani, giovedì 18 febbraio, un nuovo appuntamento

Abbazia di San Giusto, dopo la staffetta di letture dantesche domani, giovedì 18 febbraio, un nuovo appuntamento per presentare le prossime azioni e il video realizzato durante la manifestazione del dicembre scorso

PRATO – Un video, per raccontare la passione e l’attenzione concentrata intorno alla suggestiva Abbazia di San Giusto al Pinone a Carmignano, e le novità ipotizzate per salvare questo gioiello architettonico del XII secolo. L’appuntamento per conoscerle e per approfondire ulteriormente la storia dell’Abbazia è per domani, giovedì 18 febbraio, alle 21.30 nella sala Consiliare del Comune di Carmignano.

Dopo il grandissimo successo dell’iniziativa L’Amor che move il sole e l’altre stelle, una maratona di letture dantesche pensata per accendere i riflettori sul pietoso stato di degrado nel quale versa l’Abbazia, ora è il momento di fare il punto sulle prossime iniziative. Intanto a gennaio si è costituita l’associazione di cittadini Amici di San Giusto, di cui è nominato presidente Fabrizio Buricchi, assessore alla cultura di Carmignano e uno fra i primi promotori del recupero dell’Abbazia.

“Con la nascita dell’associazione puntiamo di mettere a fuoco nuove iniziative – sottolinea Buricchi – Il primo obiettivo è trovare i fondi necessari a consolidare le pareti esterne e la copertura del tetto. Fra l’altro proprio in occasione dell’evento di dicembre il drone che ha ripreso dall’alto l’iniziativa ha permesso di verificare che la situazione del tetto è ancora più precaria di quanto ipotizzato.”

Sicuramente gli interventi necessari, per non gravare ancora di più la situazione di degrado, non sono ulteriormente rimandabili. L’appuntamento di domani è da intendersi come un invito a partecipare e collaborare per condividere azioni da mettere a punto per costruire nuovi eventi utili a raccogliere risorse.

ABBAZIA DI SAN GIUSTO, UN PO’ DI STORIA – Considerata “terra di nessuno” per una serie di fraintendimenti l’Abbazia in realtà è di proprietà dello Stato sicuramente dal 1893, anno in cui fu tolta alla famiglia Cinotti che l’aveva talmente trascurata da usarla come stalla. Ma per tutti i carmignanesi era convinzione comune che l’Abbazia appartenesse a privati da almeno due secoli, dopo i Cinotti infatti i Contini Bonaccossi comprarono una tenuta enorme e si occuparono anche di San Giusto restituendole inizialmente dignità di luogo di culto. La convinzione si rafforza ulteriormente quando il Conte diventa il podestà di Carmignano, ma la realtà racconta invece un’altra storia. L’atto di acquisto dei Contini Bonaccossi contiene infatti molte pagine di protocollo piene di particelle catastali ma nessuna riporta la numero 57 foglio 39, cioè quella relativa all’Abbazia. Sempre dai documenti risulta anche che è il Comune a doversi occupare dell’apertura e chiusura della chiesa per motivi di studio o turistici.

Da quando la storia è stata ricostruita correttamente grazie all’intervento di Fabrizio Buricchi, le chiavi sono tornate in mano statale ma la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per Firenze Prato e Pistoia non si è finora interessata con le giuste modalità all’Abbazia, gli inghippi burocratici stanno prendendo il sopravvento e l’Abbazia sta morendo. Le vele del XIV secolo del transetto stanno crollando, le bellissime absidi si stanno sgretolando, manca il tetto del campanile risalente all’anno Mille e piove dalle mura del transetto costruito con le pietre del vicino sito etrusco di Pietramarina.
 
Francesca Tassi



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