Abbonamento bus gratis per pendolari dei treni – Un bel segnale della Regione

Ora si apra il confronto sulle strategie nel quadro di un nuovo Piano Trasporti

La Regione, per bocca del Presidente Bonaccini e dell’Assessore Donini, ha annunciato ieri il varo dell’integrazione bus per gli abbonati pendolari del treno a costo zero. Una scelta importante, che ridurrà i costi di spostamento per i pendolari delle tratte superiori ai 10 km, opportunità ancora più vantaggioso se vista assieme alla defiscalizzazione dell’abbonamento introdotta dalla Legge di Bilancio 2018. Un provvedimento a cui va dunque il convinto plauso di Legambiente.

Pur nella sua bontà, la scelta rischia tuttavia di apparire un provvedimento “una tantum”, se non contestualizzato all’interno di un programma organico di azioni e obiettivi per cambiare la mobilità della regione, che aumenti la diffusione e capillarità del servizio pubblico in alternativa al mezzo privato.

Tale programma organico può essere costruito solo all’interno del Piano Regionale della Mobilità che, sempre rimandato, manca all’appello da 8 anni. Un Piano che definisca gli obiettivi su cui serve investire risorse e indichi quali siano le opere utili e quali no: una scala di priorità che oggi manca.

“Chiediamo di nuovo di procedere con un vero Piano – commenta Legambiente Emilia Romagna – non per sminuire questa scelta corretta della Giunta, ma per la necessità di un vero approccio integrato ad una materia che non si presta a iniziative non coordinate, seppur importanti”.

Senza un approccio tecnicamente fondato, il rischio e quello di trascinarsi progetti inutili decisi decenni prima, e di non riuscire mai a spostare veramente il traffico dal mezzo privato ad altre soluzioni più sostenibili. Non si può infatti ignorare che il provvedimento di ieri si inserisce in un acceso dibattito sull’utilità delle nuove autostrade regionali, dibattito che oggi avviene al di fuori di un Piano aggiornato.

Negli stessi giorni sta tenendo banco anche un’incomprensibile querelle nella Città Metropolitana di Bologna sull’applicazione del PUMS (il piano della mobilità sostenibile). Il caso di Bologna mostra in modo emblematico il bisogno di una corretta pianificazione: il Servizio Ferroviario metropolitano – vera alternativa all’auto per capillarità e frequenza – non è mai stato completato, con la città ostaggio delle diatribe elettorali e di progetti catapultati dall’alto, tanto episodici quanto fallimentari.

“Crediamo invece – continua Legambiente – che azioni virtuose come l’integrazione tariffaria inserite in una corretta pianificazione, che ri-orienti gli investimenti oggi previsti sulle autostrade in Emilia Romagna, possa veramente provare a ridurre drasticamente l’uso dell’auto e l’inquinamento.

L’associazione ricorda infine che sono molti i temi, legati alla mobilità, sui quali servirebbe una discussione seria. Anche il tema delle risorse per promuovere l’utilizzo del mezzo pubblico, che oggi sono state stanziate dal bilancio regionale, può essere approfondito. Le risorse per finanziare azioni volte alla sostenibilità dei trasporti potrebbero invece essere reperite in maniera strutturale da un sovrapedaggio per i camion in attraversamento sulle autostrade regionali (a cominciare dal nodo di Bologna). Vale la pena ricordare anche l’opportunità di attingere risorse dai cospicui utili prodotti da Tper, l’azienda regionale che ha chiuso il proprio bilancio in ampio attivo.



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