Abetone e Cutigliano: referendum per il comune unico

Il Consiglio regionale, all’unanimità, approva la delibera per la consultazione ed il relativo quesito. Gli interventi di Bugliani (Pd), Baldi (Pd), Bianchi (M5S), Vescovi (LN), Donzelli (FdI) e Marras(Pd)

Firenze – “Siete favorevoli all’istituzione del comune Abetone Cutigliano, per fusione dei due comuni di Abetone e Cutigliano a partire dal 1’ gennaio 2017?”. Sarà questa la domanda a cui presto dovranno rispondere i cittadini dei due comuni della Montagna pistoiese, che saranno chiamati al referendum.

Lo ha deciso, all’unanimità, il Consiglio regionale, approvando la delibera che indice la consultazione.

E’ stato il presidente della commissione Affari istituzionali, Giacomo Bugliani (Pd), ad illustrarla in aula, precisando che le delibere dei rispettivi consigli comunali, favorevoli alla fusione a due, hanno dichiarato espressamente l’incompatibilità di questo processo con altri tipi di fusione.

La sede del futuro comune unico, con 2170 abitanti, sarà a Cutigliano, del cui territorio Abetone faceva parte fino a metà degli anni Trenta. Il consiglio comunale sarà composto da nove consiglieri.

“Sono felicissimo, entusiasta e commosso di portare a termine un percorso, iniziato nella scorsa legislatura e non giunto a conclusione” – ha sottolineato Massimo Baldi (Pd) – E’ un punto di partenza decisivo per ridare speranza, risorse e prospettive alla Montagna pistoiese”.

“Appoggiamo la fusione a due, anche se avremmo preferito che il quesito contenesse un secondo quesito con la fusione a quattro” ha dichiarato Gabriele Bianchi (M5S). D’accordo con lui Manuel Vescovi (Lega Nord).

“E’ un primo passo importante nella razionalizzazione del quadro istituzionale della Montagna pistoiese – ha affermato Marco Niccolai (Pd) – E’ una proposta concreta, condivisa dalle istituzioni locali, realizzabile. Altre proposte non hanno questi presupposti e rischiano di essere compromesse per sempre”.

Secondo Giovanni Donzelli (FdI) siamo in una situazione non facile: “Dobbiamo dare ai cittadini la possibilità di scegliere e di esprimersi tutti insieme – ha detto – C’è il rischio, altrimenti, d’instabilità istituzionale”.

“E’ uno dei compiti più rilevanti della legislatura delineare un nuovo modello di relazioni istituzionali in Toscana dopo la riforma delle province e l’affacciarsi della città metropolitana – ha affermato il capogruppo Pd Leonardo Marras (Pd) – Molto passa attraverso la fusione dei comuni, con una maturazione diffusa. Dobbiamo accogliere tutte le istanze dei consigli comunali”. (dp)



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