AFFITTOPOLI, SICET ROMA E LAZIO: ACCORDO ADEGUAMENTO CANONE FIRMATO DUE ANNI FA CON IL COMUNE

DA ALLORA PERO’ NON HANNO FATTO NULLA. DI CHE SI STUPISCONO ORA?

ROMA – “Rimaniamo basiti di fronte al grande scandalo ‘Affittopoli’ perché noi, come sindacato degli inquilini, ben sappiamo che è un problema noto da tempo, tanto che due anni fa firmammo un accordo con il Comune di Roma per adeguare i canoni di locazione a livelli più consoni ai tempi odierni, pur nel rispetto delle singole situazioni reddituali. Ci stupiamo quindi che ora si stupiscano di questi affitti così bassi. Ma se il Comune non fa nulla, chi lo deve fare?”. Così, in una nota, il Sicet di Roma e Lazio. “Il 20 marzo 2014, insieme agli altri sindacati degli inquilini, abbiamo firmato un accordo con l’allora Vice Sindaco Nieri, all’epoca anche assessore al Patrimonio, per adeguare i canoni di locazione degli immobili affittati distinguendo le singole capacità reddituali di ogni nucleo familiare e stabilendo anche che il nuovo canone di locazione venisse aumentato gradualmente nel tempo, e quindi con una gradualità degli aumenti da uno a più anni, e con una soluzione per la morosità pregressa. Una accortezza messa in atto perché comunque parliamo di immobili, questi del Comune, che vengono dati a nuclei familiari che presentano difficoltà economiche, e a cui doveva essere proposto un alloggio nell’Edilizia Residenziale Pubblica. Questo accordo è stato condiviso con gli inquilini in un’assemblea ed approvato, ed è stato reso operativo con la delibera n.165 che è stata approvata dalla Giunta capitolina in data 11 giugno 2014. Questo significa che già dal giorno dopo, ossia dal 12 giugno 2014, il Comune di Roma aveva in mano tutti gli strumenti necessari per verificare ogni singola locazione, chiedendo di conoscere i redditi secondo l’indicatore Isee, e procedendo quindi all’immediato adeguamento dei canoni di locazione e stipulando i contratti a chi ancora non li aveva. Perché tutto questo non è stato fatto? E perché adesso tutti si stupiscono e gridano allo scandalo, quando la situazione era nota a tutti gli stakeholder, in primis il Comune di Roma?”.   



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