Agricoltori, comitati, ambientalisti: insieme contro la superstrada Vigevano – Malpensa

“Il territorio abbiatense ha altre priorità, non serve una nuova colata di asfalto, occorre ripartire dalla tutela del suolo agricolo e dal potenziamento ferroviario!”

Trattori, bandiere e striscioni si sono radunati dalla prima mattina alla rotonda di Albairate lungo la SP114, per un presidio che ha visto uniti agricoltori di tutte le organizzazioni – Coldiretti, CIA, Confagricoltura e Copagri – e comitati No Tangenziale, Legambiente e molti amministratori locali. È il segnale forte con cui il territorio scende in campo in vista della Conferenza dei Servizi convocata il 14 dicembre a Roma, l’ennesimo tentativo di forzare l’approvazione finale di un progetto di grande viabilità che sconvolgerebbe il territorio rurale tra Parco Sud e Parco del Ticino. Enti che, al pari di Città Metropolitana di Milano, hanno già deliberato netta contrarietà ad un’opera inutilmente gigantesca di collegamento tra Vigevano e Malpensa: un tracciato che evidenzia enormi sproporzioni tra benefici viabilistici e costi economici e ambientali, perché se esiste un problema di collegamenti per l’abbiatense, questo semmai riguarda vistosamente la direttrice ferroviaria verso Milano, infrastruttura anacronisticamente a binario unico (l’atteso potenziamento è stato recentemente accantonato per rimpalli di responsabilità tra RFI e Regione).

A enti e organizzazioni contrarie si è, nei giorni scorsi, aggiunto anche l’Europarlamento, che ha inoltrato note ufficiali della Presidente della Commissione Petizioni, Cecilia Wikström, a Regione Lombardia e Ministro dell’Ambiente, recependo i dossier sottoposti dalla vasta mobilitazione del territorio. L’Europarlamento ammonisce le istituzioni italiane sulla possibile riapertura di fascicoli d’infrazione laddove venisse approvato, sulla base di una valutazione ambientale giudicata ‘obsoleta’, un progetto che “appare controproducente sotto tutti i punti di vista (ambientale, economico, sanitario)”, anche con riferimento alle cause di inquinamento atmosferico.

Il mondo agricolo, primo danneggiato dalla realizzazione della Superstrada, si oppone all’ennesimo colpo a un territorio in cui l’agricoltura ha ancora un valore e una prospettiva. Ma gli agricoltori non sono soli in questa battaglia: ci sono associazioni come Legambiente e i comitati No Tangenziale, insieme a molti amministratori locali, ad interpretare un diffuso dissenso al colpo di coda dell’ideologia autostradale lombarda. «In tutta Europa si è compreso che la crescita del trasporto su gomma non è più sostenibile e si cercano modi alternativi per la mobilità di persone e merci, ma Regione Lombardia appare ostaggio di una visione di sviluppo datata, incapace perfino di fare i conti con i chiari fallimenti recenti negli investimenti autostradali (Pedemontana, Brebemi, TEEM)» dichiarano congiuntamente agricoltori, associazioni e comitati che, per dare un segnale di forte contrarietà, hanno deciso di organizzare il presidio. «Quel progetto non risponde a esigenze reali, è solo una costosa aggressione al territorio: vogliamo che si scriva la parola fine ad un’opera inutile, su cui non siamo più disposti a discutere di modifiche ad un progetto che deve essere archiviato!»



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