ALITALIA: AUTORITA’ ANTICORRUZIONE SOTTOPONE AL MINISTERO DELLO SVILUPPO LA NOMINA DEL COMMISSARIO LAGHI

DOPO ESPOSTO CODACONS CHE SEGNALAVA PRESUNTI CONFLITTI DI INTERESSI IN CAPO AL NUOVO COMMISSARIO STRAORDINARI 

ANAC CHIEDE A MISE VERIFICHE SUL RISPETTO DELLE NORMATIVE VIGENTI. INTANTO CODACONS IMPUGNA AL TAR IL COMMISSARIAMENTO DI ALITALIA  

Con una delibera varata ieri l’Autorità Anticorruzione ha accolto l’esposto presentato nei mesi scorsi dal Codacons sulla nomina del Prof. Enrico Laghi a Commissario Alitalia, e ha chiesto al Ministero dello sviluppo economico di eseguire verifiche in merito al rispetto della normativa vigente.

L’associazione dei consumatori aveva infatti segnalato all’Anac un presunto conflitto di interessi in capo ad Enrico Laghi, uno dei tre commissari scelti dal Mise per gestire l’amministrazione straordinaria di Alitalia, che al momento della nomina avrebbe ricoperto 24 incarichi a vario titolo e in diverse società. In particolare il Codacons evidenziava perplessità in relazione agli incarichi di consigliere nel CdA di Cai – “Compagnia Aerea Italiana s.p.a”, società che nel 2009 rilevò il marchio e le attività di Alitalia ora commissariata – e a quello di sindaco nel collegio sindacale di Unicredit, banca già azionista Alitalia, nonché finanziatrice per la cospicua somma di 500 milioni di euro.

L’Autorità Anticorruzione, con una delibera depositata ieri, ha riconosciuto la validità di alcuni dubbi sollevati dal Codacons, disponendo “di sottoporre al Ministro dello Sviluppo Economico, per le valutazioni di competenza, i profili relativi alla mancata applicazione, con riferimento alla nomina del Prof. Enrico Laghi, dell’articolo 38, comma 1 bis del d.lgs. n. 270 /1999, del decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 10 aprile 2016, n. 60 e della direttiva del Ministro dello Sviluppo Economico del 28 luglio 2016;

di sottoporre ai Rettoti delle Università cui appartengono i professori Enrico Laghi e Stefano Paleari, i profili in merito al rispetto della legge 30 dicembre 2010, n. 240 e del DpR 11 luglio 1980, n. 382, chiedendo di rendere noti gli esiti dei rispettivi accertamenti”. 

Scrive l’Autorità nel motivare la sua decisione:

“tra i poteri dei commissari rientra anche quello di esercitare le azioni revocatorie contro gli atti dannosi per i creditori compiuti dall’imprenditore prima di essere ammesso alla procedura e di proporre ai creditori medesimo un concordato come strumento per la chiusura della procedura. Nel caso in esame, vista la disapplicazione dell’articolo 38, comma I bis del d.lgs. n.270/1999 non sembra esservi stata una netta soluzione di continuità tra la gestione industriale precedente e l’attuale amministrazione dei commissari chiamati anche alla gestione della massa passiva nei confronti dei creditori. In questo caso, sembrerebbe effettivamente disatteso lo spinto della normativa sulle amministrazioni straordinarie e legittime le perplessità di chi sostiene la possibile esistenza di un conflitto di interessi.

Occorre, infine, verificare la posizione dei professori Enrico Laghi e Stefano Paleari con riferimento alla legge 30 dicembre 2010, n. 240 (c.d. legge Gelmini), il cui articolo 6, comma 9 sancisce che la posizione di professore è incompatibile con l’esercizio del commercio e dell’industria e che restano ferme le ipotesi di incompatibilità di cui agli articoli 13, 14 e 15 del DPR 11 luglio 1980, n. 382”.

Intanto il Codacons annuncia di aver impugnato al Tar del Lazio il decreto sul commissariamento di Alitalia, ravvedendo forti rischi di comportamenti anticoncorrenziali e a danno dei consumatori nella gestione della vicenda.



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