Allarme siccità: un miliardo di danni dall’inizio del 2017

Caldo e assenza di pioggia stanno mettendo a dura prova l’Italia. La crisi idrica tocca da vicino circa 16 milioni di persone residenti nelle regioni e nelle province più a rischio. Nei soli tre mesi primaverili sono mancati all’appello ben 20 miliardi di metri cubi d’acqua su tutto il territorio nazionale e, in queste settimane, molte regioni e comuni stanno dichiarando lo stato di emergenza. Dopo Toscana, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Sardegna a fine giugno è stato il turno anche delle province di Parma e Piacenza. Anche nel Lazio mancano le risorse idriche e, per questo motivo è scattata l’allerta rossa con erogazione a singhiozzo in 72 città della provincia di Roma. L’attuale crisi idrica, secondo una stima di Coldiretti, ha provocato danni per quasi un miliardo di euro in agricoltura.  La crisi idrica, iniziata nell’autunno del 2016, è stata aggravata dalle elevate temperature e dal gran numero di turisti che hanno determinato un considerevole aumento delle esigenze di acqua potabile.

A soffrire, spiega la Coldiretti, è l’intero bacino idrografico del Po dal quale dipende il 35% della produzione agricola nazionale: il livello del Po a Piacenza è inferiore di oltre 1,5 metri a quello dello stesso periodo dello scorso anno, inferiore alla media storica del 65%. In Lombardia il totale della riserva idrica invasata nei grandi laghi risulta inferiore alla media del periodo del -35.3%.
 

 

In Sicilia negli ultimi dodici mesi le riserve idriche sono calate del 15 per cento; In Veneto nella prima metà del mese di giugno i deflussi nelle sezioni montane a regime idrologico naturale sono stati in calo e sulle sezioni montane del Piave le portate sono ben sotto la media storica del periodo; in Toscana per il mese di maggio si è registrato un deficit di pioggia (rispetto al precedente trentennio) sulla quasi totalità del territorio regionale, con valori dell’ordine del 50%. In Friuli Venezia Giulia portata del prelievo ridotta per il fiume Tagliamento: nella fascia montana in questo mese ha piovuto tra il 25 e il 36 percento in meno rispetto alla norma.  

A rischio le coltivazioni, il bestiame ma anche la vita quotidiana: in assenza di acqua le risorse vanno infatti razionate attraverso una interruzione secondo fasce orarie o a giorni alterni. La situazione è preoccupante dal Piemonte alla Lombardia alla Liguria, dalla Toscana al Lazio, dall’Umbria alla Calabria, dalla Campania alla Puglia, dalla Basilicata, dal Friuli alla Sicilia considerando che, con questo caldo il fabbisogno idrico è superiore al normale. Sono a rischio ortaggi, frutta, cereali, pomodoro, ma anche girasoli e vigneti, il fieno per l’alimentazione degli animali e la produzione di latte per i grandi formaggi. Secondo la Coldiretti le anomalie climatiche della prima parte del 2017 hanno già provocato perdite per quasi 1 miliardo di euro.



Informativa sui Cookie

Informativa ai sensi dell’art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196

NotizieInUnClick.it utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione.
Per leggere di più su i cookie utilizzati interni e di terze parti visita la pagina dedicata.
Per continuare a navigare questo sito acconsenti all'uso dei cookie.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi