ALLE GALLERIE D’ITALIA DI NAPOLI ULTIMO WEEKEND PER “LE MILLE LUCI DI NEW YORK”

Napoli  – Chiude oggi  5 novembre la mostra Le mille luci di New York. Basquiat, Clemente, Haring, Schnabel, Warhol presso le Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli. Per l’occasione, e in concomitanza con la prima domenica del mese, domenica 5 novembre l’ingresso alla mostra e all’intera collezione del Museo di Intesa Sanpaolo sarà gratuito.

Inaugurata il 15 settembre scorso, l’esposizione ha totalizzato oltre trentamila visitatori.

La mostra, curata da Luca Beatrice, presenta una selezione di opere dei cinque grandi artisti contemporanei, Basquiat, Clemente, Haring, Schnabel, Warhol, provenienti da collezioni private, e pertanto raramente disponibili al pubblico, e da istituzioni come il Museo Madre di Napoli e dalla collezione di Intesa Sanpaolo.

Il progetto espositivo Le mille luci di New York – dal titolo del romanzo Bright Lights, Bright City pubblicato nel 1984 da Jay McInerney – accende i riflettori sul clima culturale degli anni ’80, che vede la città di New York più splendente che mai, illuminata da neon colorati, per suggellare un decennio straordinario, dove cultura ed economia, arte e finanza, vita mondana e divertimento sono tra gli indicatori di un nuovo boom, anche più clamoroso di quello degli anni Sessanta. Nello stesso decennio Napoli si dimostra la città italiana artisticamente più stimolante e di respiro internazionale, grazie all’attività di gallerie come Lucio Amelio, Lia Rumma, Morra e Trisorio, che fanno da ponte tra l’Italia e la Big Apple, creando le condizioni per il contatto con questi cinque artisti.

Andy Warhol, all’inizio degli anni ’80, realizza in Italia, in particolare a Napoli dove collabora con il gallerista Lucio Amelio, diverse opere ispirate al territorio campano: la serie Vesuvius, la celebre Fate presto, alcuni ritratti di collezionisti.

Keith Haring nasce con la Street Art nella metropolitana, ma si ricordano sue mostre e interventi a Roma, Napoli, Milano, oltre il grande murale di Pisa.

Jean-Michel Basquiat sintetizza lo straordinario incontro tra il graffitismo e una pittura decisamente più colta, che guarda all’Espressionismo, a Picasso e all’Art Brut. Entrambi morti giovani, Haring e Basquiat rappresentano in pieno la storia rapida e consumata in fretta degli anni ’80.

A New York, nello stesso periodo, si trasferisce il pittore napoletano Francesco Clemente, emerso con il gruppo della Transavanguardia, capace di unire il linguaggio e le immagini dell’Italia del Sud a uno stile decisamente più internazionale che include lo sguardo verso il lontano oriente. Clemente affresca il soffitto del Palladium, discoteca newyorkese di tendenza dell’epoca.

Julian Schnabel, nato come pittore per i musei e le gallerie, immerso in un immaginario ironico e trasversale, a metà degli anni ’90 unisce all’arte il nuovo mestiere di regista di cinema raggiungendo risultati eccellenti, a partire dal suo ritratto generazionale in forma di film dedicato proprio all’amico e collega Basquiat.



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