Alternanza scuola-lavoro, accordo tra categorie economiche e ufficio scolastico provinciale

La Camera di Commercio si impegna a collaborare per dare ospitalità ai 30mila studenti obbligati al tirocinio in azienda. Sono 78mila le imprese con almeno un addetto potenzialmente interessate

Verona – La scuola offre la formazione di base, la formazione specifica la fornisce l’azienda. Parte a Verona il progetto Alternanza scuola-lavoro voluto dalla riforma scolastica “La buona scuola” del Governo Renzi (Legge 107/2015). L’Ufficio Provinciale Scolastico Provinciale e la Camera di Commercio di Verona hanno firmato oggi un protocollo d’intesa perché i 30mila studenti delle superiori scaligere obbligati al tirocinio nel triennio trovino collocazione nelle imprese del territorio. Ovvero gli studenti del terzo, quarto e quinto anno di tutti gli istituti superiori della provincia. La firma ha concluso il primo incontro informativo sul tema con le associazioni di categoria, ospitato dall’Istituto Tecnico Galileo Ferraris.
“Sono circa 8000 gli studenti di classe terza – ha spiegato il professor Stefano Quaglia, Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale – che iniziano quest’anno il percorso di Alternanza Scuola Lavoro a Verona. Siamo ottimisti perché da tempo le nostre scuole sono partite con progetti pilota. A Verona c’è una lunga esperienza di progetti di Alternanza Scuola Lavoro che costituiscono una routine di alta qualità; dal 2006 numerosi Istituti tecnici e professionali hanno stabilito consolidati rapporti con le aziende del territorio. Molte attività sono state progettate e realizzate in collaborazione con CIM&FORM di Confindustria. Ma ci tengo a specificare che questo progetto mira ad educare al lavoro, non ad addestrare al lavoro. Il cambio di mentalità è profondo: la scuola passa da un orientamento predicatorio-psicologico ad un orientamento operativo e di investimento nel lavoro”.
Aprire il mondo della scuola al mondo esterno consente di trasformare il concetto di apprendimento in attività permanente (lifelong learning, opportunità di crescita e lavoro lungo tutto l’arco della vita), consegnando pari dignità alla formazione scolastica e all’esperienza di lavoro. L’esperienza in azienda durerà dalle 200 alle 400 ore, a seconda della tipologia di istituto superiore: 200 per i licei, 400 per gli istituti tecnici. Per poter accogliere studenti, le imprese debbono aderire al Registro dell’alternanza scuola lavoro, tenuto dal Registro Imprese della Camera di Commercio che si impegna a fare da ponte con il mondo delle imprese. Queste saranno direttamente riversate sul portale aperto www.scuolalavoro.registroimprese.it da dove gli studenti potranno presentare domanda.
“Gli studenti di oggi saranno i lavoratori di domani – ha aggiunto Paolo Arena, componente di Giunta della Camera di Commercio di Verona – è fondamentale che si rendano conto di che realtà li aspettano una volta usciti dalla scuola. L’alternanza scuola lavoro formerà futuri lavoratori più consapevoli e quindi risorse umane più in linea con le esigenze delle aziende. Oggi il contesto economico in cui ci troviamo ad operare impone alle aziende di agire in tempi rapidi, adeguandosi ai mutamenti dei mercati e con margini sempre più ridotti. Gli studenti di oggi, rappresentano il nostro capitale umano di domani: una risorsa fondamentale per garantire alle aziende veronesi quella creatività e capacità di innovazione che è l’unico fattore che ci può differenziare dalla concorrenza sempre più agguerrita degli altri paesi. Diamo quindi la massima collaborazione per veicolare il progetto tra le imprese veronesi, sfruttando i canali associativi. Sarà un impegno di diffusione e comunicazione, ma anche di creazione di cultura e apertura alle giovani leve, dato che in azienda gli studenti dovranno essere seguiti da un tutor con approccio pedagogico”.

Le aziende potenzialmente interessate ad ospitare gli studenti veronesi sono tutte quelle che abbiano almeno un dipendente, circa 78mila imprese, anche l’inserimento in una struttura organizzati più complessa sarebbe maggiormente efficace.

A Verona le esperienze già realizzate di alternanza scuola lavoro sono i progetti di Archeologia del Liceo Cotta di Legnago, il progetto Antica Messene dei licei Fracastoro e Maffei di Verona. Più i progetti di collaborazione dell’istituto tecnico Marconi con CadIt, Rfi e Volkswagen-Autogerma e dell’IP Giorgi con la Toyota. A livello regionale, di recente, è stato istituito il progetto M.U.S.A, esperienza di alternanza scuola lavoro per i licei, finalizzato a realizzare una sinergia tra scuola e musei del territorio.

Progetto alternanza scuola lavoro, sintesi

L’alternanza si realizza con attività dentro la scuola o fuori dalla scuola.

Nel primo caso, si tratta di orientamento, incontri formativi con esperti esterni, insegnamenti di istruzione generale in preparazione all’attività di stage. Le attività fuori dalla scuola riguardano lo stage presso le strutture ospitanti e la formazione in aula. Sono previste diverse figure di operatori della didattica: tutor aziendali, docenti che seguono l’attività didattica in aula, docenti incaricati del rapporto con le strutture ospitanti/aziende, i consulenti esterni.

L’istituzione scolastica o formativa con la collaborazione del tutor esterno designato dalla struttura ospitante/azienda valuta il percorso di alternanza effettuato e provvede a certificare le competenze acquisite dagli studenti nel percorso.

Le competenze acquisite costituiscono credito sia ai fini della prosecuzione del percorso scolastico o formativo per il conseguimento del diploma o della qualifica, sia per gli eventuali passaggi tra i sistemi ivi compresa l’eventuale transizione nei percorsi di apprendistato. Al termine del percorso, quindi, vengono rilasciati attestati di frequenza, certificati di competenze e crediti.

I percorsi formativi di alternanza scuola lavoro sono resi possibili dalle istituzioni scolastiche, sulla base di apposite convezioni stipulate con imprese, camere di commercio, industria, artigianato, commercio, agricoltura, terzo settore che sono disposti a ospitare lo studente per il periodo dell’apprendimento. Affinché si realizzi una convenzione, l’istituzione scolastica si impegna a fare un’attenta e accurata valutazione del territorio in cui va ad inserirsi. Dopo questa fase di studio, le scuole individuano le realtà produttive con le quali poter avviare collaborazioni concrete: queste assumeranno sia la forma di accordi ad ampio raggio, a valenza pluriennale, sia di convenzioni operative per la concreta realizzazione dei percorsi.

I percorsi di alternanza possono svolgersi anche all’estero, oppure, durante la sospensione delle attività didattiche o con la modalità dell’impresa formativa simulata.

La costituzione del Registro nazionale per l’alternanza scuola-lavoro presso le Camere di Commercio rappresenta uno strumento di raccordo per facilitare l’incontro tra imprese ed istituzione scolastiche. Difatti la Legge 107/2015 ha previsto che tramite questo strumento sarà possibile conoscere le aziende disponibili ad accogliere gli studenti e stipulare, quindi, apposite convenzioni. Il Registro si divide in due sezioni: una prima, aperta e consultabile in modo gratuito, dove le aziende e gli enti pubblici e privati  indicano il numero di studenti ospitabili ed i periodo dell’anno in cui sarà possibile svolgere i tirocini. La seconda sezione speciale del Registro a cui devono essere iscritte le imprese coinvolte nel percorsi di alternanza consentirà la condivisione delle informazioni relative all’anagrafica, all’attività svolta, ai soci e agli altri collaboratori, al fatturato, al patrimonio netto, al sito internet e ai rapporti con gli altri operatori della filiera.

Le fonti di finanziamento utilizzate dalla scuola per realizzare percorsi di alternanza derivano per la quasi totalità dal Ministero dell’istruzione, università e ricerca (MIUR). Dall’anno scolastico 2004/2005, il MIUR contribuisce allo sviluppo dell’alternanza attraverso l’attribuzione di appositi finanziamenti agli Uffici Scolastici Regionali, i quali ne dispongono con modalità e criteri di assegnazione alle singole scuole. L’assegnazione dei fondi è differente in base alle regioni: alcuni Uffici scolastici regionali hanno finanziato tutti gli ordini di studio, altri hanno destinato l’importo ricevuto unicamente agli istituti professionali. Altre forme di finanziamento riguardano i fondi d’istituto, i fondi regionali, i fondi FSE, privati e quelli previsti dal PON.



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