Alternanza scuola lavoro, “no a storture”: via alla campagna on-line di Cgil Firenze

“L’alternanza scuola lavoro non è lavoro, no a usi impropri”: nasce lo sportello on-line con le storie degli studenti fiorentini per denunciare storture e anomalie (e anche valorizzare esempi positivi). Una iniziativa di Cgil Firenze e Rete degli Studenti Medi. Appello del sindacato alla Camera di Commercio: “Un tavolo per scrivere un protocollo garanzia di alternanza corretta”.
Già on-line alcune storie (Laura, guida turistica per caso; Paolo, “fotocopiatore” a tempo perso in uno studio medico; Marco, cameriere “a gratis” in un’estate da dimenticare; Anna, la baby assemblatrice di scatole col sogno dell’alta moda) e offerte anomale di alternanza (per addetti iper qualificati all’accoglienza clienti, amministrativi multiuso, giovani “maghi” della meccanica)

Firenze – Uno sportello on-line attraverso una apposita pagina Facebook (già attiva, “L’alternanza che vogliamo”) e l’apertura di una sezione ad hoc nell’home page del nuovo sito di Cgil Firenze: con questi strumenti la Cgil di Firenze, in collaborazione con la Rete degli Studenti medi di Firenze, intende dare voce agli studenti fiorentine delle superiori in alternanza scuola lavoro per segnalarne l’utilizzo anomalo e improprio (gli studenti infatti sono troppo spesso lasciati soli ad affrontare un sistema in cui si rischia che l’alternanza possa trasformarsi in lavoro o tempo perso) ma anche gli esempi positivi (anche se fino a quando l’alternanza manterrà la sua natura obbligatoria e rigida, con un numero di ore minimo, sarà purtroppo difficile eliminare usi impropri).

Nella pagina Facebook e nella sezione del sito (LINK) si possono già trovare testimonianze di ragazzi e ragazze delle scuole superiori fiorentine: Laura, guida turistica per caso; Paolo, “fotocopiatore” a tempo perso in uno studio medico; Marco, cameriere “a gratis” in un’estate da dimenticare; Anna, la baby assemblatrice di scatole col sogno dell’alta moda. Sono e saranno pubblicate anche frasi di alcune offerte anomale (reperibili sul sito del Registro nazionale delle imprese, sezione Firenze) che vengono avanzate dalle aziende in cerca di ragazzi e ragazze da prendere in alternanza scuola lavoro. Offerte che sembrano cercare profili con alte credenziali e professionalità piuttosto che giovani studenti impegnati in un ciclo di studi: infatti si cercano addetti iper qualificati all’accoglienza clienti, amministrativi multiuso, giovani “maghi” della meccanica.

Per i ragazzi e le ragazze che vogliono raccontare la propria esperienza o segnalare offerte improprie di alternanza, la Cgil invita a inviare un messaggio alla pagina Facebook “L’alternanza che vogliamo” oppure a inviare una mail a lalternanzachevogliamo@gmail.com (tutelato l’anonimato).

La Cgil è interessata anche a dare una corretta informazione agli studenti e alle sue rappresentanze sindacali su cos’è l’alternanza e su come comportarsi per far rispettare le norme. “L’alternanza scuola lavoro non è lavoro né una forma di ingresso nel mondo del lavoro, e non è neanche una sorta di servizio civile. L’alternanza è un momento formativo di contatto col lavoro, che deve educare gli studenti al valore del lavoro come fondamento di libertà, diritti e partecipazione – dice Gianluca Lacoppola di Cgil Firenze -. Per questo confondere l’alternanza col lavoro è un danno enorme per i giovani, che entrano in contatto col mondo del lavoro vedendone il lato distorto e senza diritti”.
“Anche su questo importante aspetto la legge 107, la cosiddetta Buona Scuola, ha fallito – afferma Paola Pisano della Flc Cgil di Firenze – e l’iniziativa della Cgil ha l’obiettivo di evidenziare le distorsioni in atto, ma anche e soprattutto di riaprire una discussione seria e approfondita sul rapporto fra istruzione e lavoro”.
Oggi, 10 maggio, in molte Camere di Commercio è in programma l’Alternanza Day. “Invitiamo da subito la Camera di Commercio di Firenze e le parti sociali a mettersi intorno al tavolo per definire un protocollo affinché i voucher previsti per le aziende che prendono studenti in alternanza siano garanzia di una alternanza corretta e di qualità”, è l’invito di Lacoppola.



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