Ambiente: Vito, Ispra censirà sprofondamenti naturali in Fvg

Trieste – La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Ambiente, Sara Vito, ha approvato uno schema di convenzione con l’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, volta a favorire lo sviluppo delle conoscenze in materia di sprofondamenti naturali, chiamati sinkhole, esistenti sul territorio del Friuli Venezia Giulia. E finalizzata a poter definire la pericolosità derivante dagli stessi fenomeni, nei depositi gessosi e dolomitici, chiamati evaporiti. L’Ispra, è un istituto sottoposto alla vigilanza del Ministro dell’ambiente, ed è un ente di ricerca nato nel 2008 dall’accorpamento di tre enti controllati dal ministero, l’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (Apat), l’Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologia applicata al mare (Icram), e l’Istituto nazionale per la fauna selvatica (Infs), con l’obiettivo di assicurare maggiore efficacia alla protezione ambientale.

“La convenzione approvata dalla Giunta – prosegue l’assessore Vito che ne aveva illustrato anticipatamente i contenuti in occasione del recente Meeting per la speleologia a Doberdò de Lago – definisce infatti le modalità di collaborazione tra la Regione e l’Ispra, per lo sviluppo delle conoscenze sulla localizzazione e caratterizzazione dei sinkhole di origine naturale esistenti sul territorio del Friuli Venezia Giulia”.

“L’obiettivo che ci poniamo – ribadisce Vito – è quello di disporre dei dati pregressi raccolti dall’Ispra, per poter censire questi fenomeni del terreno, valutarne la pericolosità e adottare o creare le misure e gli strumenti necessari a garantire la sicurezza delle persone”.

“Nel contempo – prosegue l’assessore – la Regione metterà a sua volta a disposizione dell’Ispra i dati in proprio possesso, in particolare inerenti l’Alta val Tagliamento e già raccolti attraverso una convenzione con l’Università di Trieste, per favorirne l’approfondimento, e perchè vadano a comporre, assieme agli altri inerenti il Friuli Venezia Giulia, un database nazionale”.

“Nella consapevolezza – soggiunge – che l’Ispra, attraverso l’attività di ricerca, consulenza strategica, assistenza tecnico-scientifica, sperimentazione e controllo, nonché l’azione di consulenza conoscitiva, di monitoraggio e valutazione, saprà valorizzare il lavoro fin qui svolto dall’Amministrazione per comporre uno strumento di riferimento per ricercatori, studiosi, appassionati del territorio e delle numerose ricchezze che si trovano nel sottosuolo del Friuli Venezia Giulia”.



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