Amicizia di gentil sesso

di Maria Araceli Meluzzi

Si sa che l’amicizia tra donne veicola in sé un sentimento di benevolenza di per sé innato nell’animo femminile. Alla prova dei fatti, non a caso, secondo la mitologia romana, le Grazie erano le dee della gioia di vivere ed erano capaci di infondere la gioia della Natura nel cuore degli dei e dei mortali. Oggigiorno le cose sono forse un po’ meno celestiali ma pur sempre veritiere in amicizie che vediamo concepite in stile “Sex and the city”.

È indubbio che le donne amino condividere gioie e dolori con le degne compari. Ci si racconta di tutto: dai tradimenti coniugali alle gioie progettuali di coppia e di famiglia, ai problemi sul lavoro piuttosto che alle aspirazioni nella scalata alla carriera. Da tempi remoti, si crea tra donne quella tendenza assoluta a confidarsi apertamente in tutto e per tutto; e risale probabilmente già al Pleistocene, in forma di psicoterapia, l’abitudine a parlare delle proprie emozioni che nei maschi manca totalmente.

Questo sentimento fa aprire enormemente il cuore delle donne tra donne. Se da un lato questo aiuta ad una reciproca introspezione in perfetto stile psicanalitico, dall’altro inevitabilmente rende queste donne “amiche” anche perfettamente vulnerabili. Ed è di fronte a questa sincera apertura che se cadono lealtà e fedeltà, casca anche l’asino, o meglio “l’asina” in questo caso. Si sa infatti che, purtroppo di qualsiasi tipologia di unione al femminile si tratti, le donne siano condannate ad essere considerate in qualche modo sempre un po’ furbe o maliziose. Dalle amicizie dei tempi della scuola a quelle per cui ci si comincia ad accompagnare in bagno in discoteca mano nella mano ad un’età più matura e adulta, c’è sempre qualcosa di ambiguo nei legami del “gentil sesso”. Per questo non sempre le donne restano amiche a lunga conservazione. Il detto medioevale del “foemina foeminae lupior” (la donna è ancora più lupo con la donna) resta valido tuttora perché si sa che le donne pur avendo loro sempre buone motivazioni giustificate, restano comunque imprevedibili. Non si sa mai.

Più che alla vera amicizia, quindi, potremmo piuttosto affermare che il sentimento che lega le donne riguarda invece la forma pura dell’alleanza. Le donne infatti o sono alleate o non lo sono. E quando lo sono, il loro patto di unione resta saldamente sacro in un reciproco rapporto di ammirazione sincero e veridico a prova del tempo e della loro consistente durata. A suon di stacchetto nelle musiche e nelle coreografie nella vita, perfette compagne lasciando prevalere una prospettiva di condivisione di successi o non, di vittorie o sconfitte. Un rapporto che rimane ferreo nella complicità di ammirevoli colleghe o forti sodali ammiratesi con tempra l’un l’altra. Così come nel gioco di squadra, le pallavoliste della nostra Nazionale sanno quando è ora di battere sotto rete e capiscono quando è bene passare la palla alla compagna restando unite senza invidie né rivalità. In definitiva potremmo sostenere delle donne più di cento sfumature di amicizia, dense ed intriganti. E resta l’entusiasmo l’unico vero motore dei legami tra donne: sia nella condivisione di esperienze che nella stima reciproca. Perché si sa che la solidarietà nasce al femminile; e quando questa diventa capace di spaziare a 360° nell’arco intero delle proprie vite, resta l’unica amicizia geniale.



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