Anga Mantova fa i conti con il meteo insieme al professor Luigi Mariani

Quanto possiamo fidarci delle previsioni del tempo? Come fare per avere la certezza che tali previsioni siano corrette? E soprattutto, come nascono le previsioni, chi le fa e quando? Tutte domande cui il professor Luigi Mariani, docente di agrometeorologia all’Università degli studi di Milano, ha cercato di dare risposta nel corso del convegno “Non saremo mai come volete voi! Quanto possiamo fidarci delle previsioni del tempo?”, organizzato da Anga Mantova e andato in scena a Cimbriolo. «Il clima europeo non è più uguale a prima – ha premesso Mariani – e con tutta probabilità lo spartiacque è compreso nel periodo che va dal 1982 al 1990, con il 1987 come anno più probabile di partenza del cambiamento. Ma attenzione, la colpa non va fatta ricadere soltanto sulle emissioni di CO2».
Come fare dunque per ottimizzare al meglio le previsioni del tempo in agricoltura? «Si parte dalle osservazioni visuali, lo stato del cielo, le nubi, i fenomeni in atto, la fenologia delle piante coltivate, per poi arrivare alle misure, con strumenti di buona qualità sparsi sul territorio, alle previsioni vere e proprie e soprattutto ai modelli interpretativi, per trasformare i dati in nostro possesso in informazioni utili per l’azienda. Gli studi sulla meteorologia nascono millenni fa, ma gli usi previsionali scattano dal 1842 con l’invenzione del telegrafo, che ha consentito di comunicare in tempo pressochè reale i cambiamenti del tempo. Nel 1859 poi è nato il servizio meteo nazionale». Oggi le previsioni si basano su modelli matematici a base fisica, che possono essere globali o ad area limitata. Tali modelli sono alimentati da dati osservati tramite sondaggi, satelliti, reti di stazioni o radar meteo. Dalle informazioni raccolte vengono poi elaborate previsioni a brevissimo termine (validità 3-12 ore), a breve termine (12 ore-3 giorni), a medio termine (4-15 giorni) o a lungo termine (15 giorni-3/6 mesi). E l’attendibilità? «Varia moltissimo – spiega Mariani – in funzione del periodo dell’anno, dell’area interessata e della circolazione in atto». Nel settore agricolo sarebbe importante avere una previsione a medio-lungo termine attendibile: «È un settore che si sta evolvendo tantissimo, ma persistono ancora problemi di affidabilità. Ad esempio nel marzo 2012 in Gran Bretagna Uk Meteoffice disse che ad aprile ci sarebbe stata grande siccità. Il risultato? Si ebbe l’aprile più piovoso degli ultimi cento anni».

In conclusione «le previsioni meteo vanno utilizzate in maniera consapevole perché sono espressione di una probabilità e quindi affette da incertezza. I prodotti a breve-medio termine possono essere utilizzati senza troppi problemi, ricordandosi di considerarli come tendenze dopo il 5°-7° giorno. Nei prodotti a lungo termine invece persistono ancora problemi legati all’affidabilità». «Ringraziamo il professor Mariani per la grande disponibilità e per l’enorme interesse degli argomenti di cui ci ha relazionato – ha detto Andrea Carlini, presidente di Anga Mantova – le previsioni meteo sono un elemento fondamentale per la nostra attività, e capire come vengono prodotte, come osservarle e quanto possono essere attendibili è estremamente importante per tutti i nostri associati». Al termine del convegno è andata in scena la cena di Natale di Anga Mantova.



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