Aspettando Asti Teatro 39

Aspettando Asti Teatro 39, che, con la direzione artistica di Emiliano Bronzino, dal 23 giugno al 2 luglio animerà Asti con un ricco cartellone, giovedì 22 giugno allo Spazio Kor di Piazza San Giuseppe avrà luogo l’anteprima del festival: alle 18,30 inaugurazione dei progetti Signals e Signals_design ideas, con installazione del giardino a cura di Jacopo Valsania e Chiara Poletti e del riallestimento del foyer a cura di Jessica Koba. Grazie ai due progetti e alla collaborazione con l’Associazione dei Produttori del Nizza lo Spazio Kor inaugura un nuovo rapporto con i suoi spettatori per creare un’esperienza partecipativa. Il progetto è realizzato da Associazione CRAFT, in collaborazione con il Comune di Asti, grazie al sostegno di Compagnia di San Paolo.

Dalle 20,30 alle 24 si terrà la prima nazionale di “Performance for Ropes, Cloth and Pulleys” di Francesco Fassone, prodotta da Centrum Scenografii Polskjei, Festival Nowej Scenografii, Silesia Museum, Craft, Festival Asti Teatro, Teatr Slaski. Il progetto installativo, frutto di una residenza artistica condotta da Francesco Fassone, nel settembre del 2015, presso il Festival Nowej Scenografii di Katowice (PL) è stato selezionato come finalista del World Stage Design di Taiwan, dove verrà rappresentato il 4 luglio prossimo.
Un circuito di carrucole e corde, connesso ad un grande telo bianco di 50 mq, in tessuto da vela, armato da un bordame snodabile, viene installato all’interno di uno spazio architettonico: il dispositivo, manovrato manualmente, è in grado di muoversi nell’ambiente, strisciando sulle superfici e generando forme nello spazio. Francesco Fassone, attraverso la costruzione di macchine sceniche che utilizzano strumenti comuni sia alla nautica che alla scenotecnica teatrale, fa una ricerca sulla possibilità di condurre un viaggio entro i limiti di uno spazio fisico ristretto. Il dispositivo diventa strumento di esplorazione di uno luogo preesistente, creando un confronto-scontro tra i volumi che definiscono quest’ultimo e l’oggetto ospite. Il lavoro si concentra sulla necessità di trasformazione e adattamento all’ambiente circostante, sulla possibilità di manifestare un potenziale energetico attraverso un viaggio nei limiti della materia e della forma ai quali siamo costretti, sul contrasto tra persistenza e trasformazione. Tecnici performer: Riccardo Padovan ed Elisabetta Maniga Ogni mezz’ora circa lo staff farà una pausa di 15 minuti e poi riattiverà il dispositivo per il ciclo successivo di rappresentazione. Il pubblico sarà libero di entrare ed uscire dalla sala in qualsiasi momento; saranno ammessi in sala non più di 20 persone alla volta. Ingresso libero.

Il programma completo del festival è disponibile su www.astiteatro.it



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