BANCHE, IERI LA MIA DICHIARAZIONE DI VOTO CONTRO LA FIDUCIA AL GOVERNO

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Daniele Capezzone. Ne ha facoltà.

DANIELE CAPEZZONE Grazie, signora Presidente. Signori del Governo, non solo non avrete la nostra fiducia e avrete, invece, un pieno e convinto voto contrario, ma, se è consentito, “fiducia” è proprio l’unica parola, è l’unico concetto che, in materia bancaria, prima il Governo Renzi e poi il Governo Gentiloni non possono né articolare, né pronunciare, né chiedere ad altri di avere. Ve lo diciamo da questi banchi, dove non urliamo, non alziamo la voce e nel nostro piccolo, con umiltà, dall’opposizione cerchiamo di fornire argomenti liberali.

Per tre anni, su questa materia, vi abbiamo indirizzato non insulti, come altri, ma vi abbiamo fornito una possibile serie di passi da compiere: liberali, ragionevoli, praticabili, nell’interesse dei contribuenti. Avete sempre e solo detto “no”. Li ricapitolo. 

Da liberali, favorevoli al bail-in e contrari al bail-out, ai vecchi salvataggi di Stato, vi avevamo suggerito un percorso di preparazione all’arrivo del bail-in; ci diceste di no al grido di “le nostre banche stanno bene”. 

Vi chiedemmo, allora, almeno il minimo sindacale, cioè una campagna di informazione sulla RAI, il servizio pubblico (Pubblicità Progresso: cose di questo genere le avete fatte perfino sugli orari delle discoteche), per informare i risparmiatori e i contribuenti di quello che poteva accadere, dei rischi del nuovo regime e anche, diciamo, di quanto previsto a pagina 1 del “manuale del risparmiatore”, cioè l’opportunità di suddividere risparmi e investimenti, di non mettere tutte le uova nello stesso paniere. Ci avete detto “no” perfino su questo. 

Quando cominciò la crisi delle prime quattro banche – Etruria e le altre -, vi suggerimmo di ricorrere (allora era d’accordo anche l’ABI, l’Associazione bancaria italiana) al Fondo interbancario di tutela dei depositi, denaro privato e non denaro pubblico, quindi evitando di bruciare il denaro dei contribuenti. Ci diceste anche lì di “no”, adducendo ipotetiche contrarietà dell’Unione europea, contrarietà che c’erano e non c’erano, ma la verità è che Matteo Renzi era impegnato a pietire presso l’Unione europea gli zero virgola per le sue mancette elettorali, anziché cercare di battersi per una soluzione intelligente di questo problema. 

Quando promuoveste i Fondi Atlante 1 e Atlante 2, li criticammo due volte, una prima volta per principio, perché erano privati solo per nome, ma in realtà era un’operazione pubblica; in secondo luogo, perché era un cerotto che sarebbe saltato, c’erano troppo pochi soldi. 

Vi suggerimmo una soluzione strutturale, di bussare con intelligenza, con preveggenza, come aveva fatto la Spagna, alla porta dell’ESM, per una grande ricapitalizzazione. Certo, sarebbero state chieste delle condizioni all’Italia, ma almeno valutarle, almeno ragionare, sarebbe stato opportuno. 

Avete detto “no” su tutto. Ora rischiamo di bruciare 17 – forse oltre – miliardi dei cittadini italiani; finiranno questi soldi, ci saranno altre crisi, e non avrete più una lira per tamponare. 

Concludo. L’ultima cosa la voglio dire per un pezzo di opposizione, dopo avere criticato voi del Governo…Un pezzo di opposizione, che oggi strilla, alcuni mesi fa vi ha dato mandato – sbagliando, contro il nostro parere – per usare quei 20 miliardi al buio e, allora, dico anche all’opposizione: troppo comodo nei giorni pari dare una pistola carica al Governo e nei giorni dispari lamentarsi perché il Governo, sbagliando, la usa. Siete uniti gli uni e gli altri nel bruciare il denaro dei cittadini. Grazie.

 (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Direzione Italia).



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