Banche Venete: che fare dopo il Decreto

Confconsumatori “rilegge” il Decreto dal punto di vista dei risparmiatori e delle possibilità, ad oggi, di recuperare i risparmi in fumo

PARMA – Alla luce del via libera del Consiglio dei Ministri al decreto legge ‘Disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza Spa e di Veneto Banca Spa’, Confconsumatori ha analizzato il Decreto dal punto di vista dei tantissimi azionisti e obbligazionisti subordinati che sperano di recuperare i propri risparmi.

Nella dettagliata analisi (allegata) a cura dell’avvocato Antonio Pinto, disponibile sul sito www.confconsumatori.it, dopo alcune considerazioni preliminari in cui si traducono i contenuti del Decreto in termini di ricadute sui risparmiatori (consci che il quadro legislativo non è ancora definito), si individuano tre prospettive di “reazione”.

«Il Decreto Legge – spiega Antonio Pinto nella sua analisi – è costruito in maniera tale da rendere concreto il rischio che le due banche in liquidazione coatta amministrativa, rimangano verosimilmente prive delle risorse necessarie per rispondere dei danni cagionati agli azionisti ed agli obbligazionisti subordinati azzerati.

Pertanto si propone la seguente reazione giuridica a questo decreto:

1)    Promuovere un’unitaria azione giudiziale civile contro Banca d’Italia e Consob per negligenza nell’adempimento delle proprie funzioni e per omesso tempestivo controllo;

2)    Promuovere un’unitaria azione giudiziale civile contro Banca Intesa e la Società per la Gestione di Attività S.p.A., ovviamente chiedendo nel corso del giudizio, l’accertamento in via incidentale della incostituzionalità di talune norme del Decreto Legge per violazione degli artt. 24 e 47 della Costituzione. Se sarà dichiarata l’incostituzionalità, Intesa potrebbe essere chiamata a rispondere per l’illegittima vendita dei titoli fatta dalle banche venete e dalle loro controllate.

3)    Fare istanza di ammissione al passivo della Veneto Banca e BPVI in liquidazione coatta amministrativa».

Nell’analisi di Pinto sono contenute altre considerazioni sul Decreto che non possono essere ignorate dai risparmiatori (tra cui le numerose agevolazioni e deroghe concesse a Intesa).

Alla luce di queste riflessioni la Presidente Mara Colla ha chiarito che: «Confconsumatori, insieme alle altre associazioni, promuoverà a breve proposte tecniche e di politica consumerista che saranno presentate al Ministero ed a Banca Intesa per salvaguardare le ragioni degli oltre 210 mila azionisti e obbligazionisti subordinati che hanno visto bruciare circa 11,2 miliardi di euro dei propri risparmi. I costi di tali proposte saranno di certo inferiori ai costi che deriverebbero dalla sfiducia generalizzata in un sistema finanziario che scarica i propri illeciti e le proprie negligenze ed inefficienze solo sui risparmiatori e sui dipendenti. Inoltre, Confconsumatori continuerà a tenere aggiornati i risparmiatori sull’evolversi della vicenda».

 



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