BANDI REGIONE ABRUZZO, CRITERI OGGETTIVI INDIVIDUATI DOPO LA CHIUSURA DELL’AVVISO

Scuola Borello 3

MARCOZZI: LE REGOLE DEVONO ESSERE CHIARE E SOPRATTUTTO DEVONO ESSERE SCRITTE PRIMA

Il Movimento 5 Stelle presenterà un’interpellanza per chiedere di bloccare l’Avviso Pubblico che dovrebbe finanziare l’efficentamento energetico delle scuole. Numerosi i dubbi sollevati dal M5S relativamente al bando in corso di pubblicazione: il comma 4 dell’articolo 5 del Bando chiede ai soggetti di produrre una fantomatica Analisi Energetica”, una procedura che non esiste fra le normative tecniche che regolano il settore. Contrariamente, esiste l’audit energetico o la Certificazione Energetica APE. Infatti, fra le F.A.Q. predisposte dalla Regione, molte sono quelle di tecnici del settore che chiedono chiarimenti a tal riguardo. Ma la contestazione più importante che il M5S muove contro questo avviso sta nella modalità di assegnazione dei punteggi che, stando a quanto previsto dall’articolo 18 dell’Avviso è del tutto aleatorio. A confermarlo è la stessa Regione che, sempre nella sezione dedicata alle F.A.Q. pubblicate sul sito istituzionale alla domanda n.14, in cui un tecnico chiede come verranno individuati i criteri di assegnazione dei punteggi, si legge la risposta, che riportiamo per intero: “La commissione procede per quanto possibile a individuare criteri oggettivi di graduazione”. E’ inaccettabile che i criteri per l’assegnazione dei micro-punteggi vengano decisi solo dopo la chiusura del bando” commenta Sara Marcozzi “è un modo di operare che potrebbe lasciare spazio a criteri poco trasparenti di composizione delle graduatorie. I criteri di punteggio devono essere conoscibili prima. Peraltro” prosegue la Consigliera M5S “i criteri di valutazione dovrebbero essere lo strumento con cui raggiungere precisi obiettivi che la Regione si è prefissata, non si può delegare alla Commissione l’individuazione di tali criteri. Mi auguro di sbagliare, ma è evidente che, se il bando dovesse rimanere questo, potrebbe provocare numerosi ricorsi che esporrebbero la Regione a contenziosi che inevitabilmente peseranno sulle casse dell’ente e che rallenteranno l’attività dei beneficiari dell’Avviso e dei professionisti che li supportano.” conclude Marcozzi.

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