BENESSERE E EPIGENETICA

Brochure Epigenetica

 Brochure Epigenetica2

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Master di II livello in “Epigenetica e Benessere: Tecniche Preventive, Diagnostiche e Terapeutiche”.
Salvatore Iannotti, MD. FACOG. FACC.
Il sistema nervoso centrale con il suo sviluppo embrionale e con la sua precisa funzione mi ha sempre affascinato.
La rigenerazione nervosa ha assunto per me un’importanza ancora più fondamentale da quando sono stato affetto dalla Sindrome del Guillain – Barré (GBS).
Pensavo di conoscere l’anatomia e la fisiologia, ma mi sbagliavo.
Ho avuto l’occasione di seguire la rigenerazione nervosa, la ripresa delle funzioni muscolari passo per passo, nei loro minimi particolari osservando il tutto su me stesso attraverso la lenta ripresa delle mie funzioni.
Sono stato fortunato perché ho avuto la possibilità di sperimentare in diretta, come paziente e medico, evenienze speciali che altrimenti non sarebbero state mai nemmeno pensabili con il risultato di una migliore comprensione di me stesso e degli altri oltre che dell’armoniosa cooperazione tra la fisiologia e l’anatomia estensibile alla Mente ed al Corpo. Tutto ciò mi ha dato la prova intuitivamente perspicace dell’identità dell’equivalenza indistinguibile nella “vera” realtà tra questa nostra “Mente e Corpo” e mi ha insegnato ad apprezzare la grandezza onnipotente della Natura. Sono stato capace di superare il mio grave problema, senza mai crollare o deprimermi. Intanto la terapista, dopo la risoluzione del mio doloroso evento che durò per circa 15 mesi in ospedale completamente tetraparalizzato, mi disse che nella sua pratica di quaranta anni di fisiatria aveva curato altri due casi di tetraplegia paralitica dovuto alla sindrome del Guiant-Barré, simile al caso mio, ma entrambi erano deceduti. A questo punto il mio caso si verificò esattamente 21anni e mezzo fa.  A quel punto non sapevo della psicologia positiva e sapevo ancora meno della genomica psicosociale e della genomica stessa; nel 1995 queste conoscenze non esistevano, anzi non si conosceva bene nemmeno la funzione cerebrale. Ad una analisi retrospettiva io penso che la mia attitudine positiva, aggiunta a tanto entusiasmo da parte di colleghi, di infermieri, di terapisti nell’ICU e nel reparto, mi abbia dato la   possibilità di esprimere i miei geni primari rapidi che hanno stimolato i geni target nella produzione di nuove guaritive proteine portandomi al miglioramento delle mie funzioni, alla fine. La stimolazione genica ha ricostruito tutto il mio sistema periferico per circa un millimetro al giorno portandomi ad una condizione di salute alquanto migliorata.
Spesso considero che se avessi avuto le nostre terapie mente corpo applicate almeno una volta la settimana durante quel periodo, avrei accelerato il recupero e sarei rimasto con meno deficienza organica, molto normalizzato prevenendo almeno in parte la mia grave perdita muscolare.
Oggi, all’inizio di questo Nuovo Millennio, noi abbiamo il gran vantaggio di poterci spiegare tanti fatti che solo qualche decade fa non era nemmeno immaginabile. Attualmente siamo più consci delle nostre potenzialità e stiamo iniziando a porre le basi per utilizzare ciò che abbiamo in noi stessi onde poter prevenire o auto-guarire malanni fisici e mentali.
Tutto ciò è possibile ora perché ci troviamo in un ambiente culturale avanzato.                                          

Con l’avvento delle neuroscienze, della genomica e della Epigenomica siamo a conoscenza di notevoli informazioni capaci di portarci alla buona salute e di poterla conservare nel miglior modo possibile.
Viviamo in una società di specialisti. Le specializzazioni si sono rese necessarie  per l’ingente accumulo di conoscenze che si sono sviluppate negli ultimi secoli  causando difficoltà alle nostre menti individuali di comprenderle tutte portando ad una eccessiva suddivisione del sapere. Nel campo della medicina, in particolare, si è messa in risalto erroneamente, fin da tre secoli fa, la scissione tra la mente ed il corpo da parte di Cartesio per arrivare, oggi,  alla quasi completa suddivisione  del nostro corpo studiato separatamente attraverso i vari sistemi ed apparati, se non proprio attraverso i singoli organi. Abbiamo perso la visione della totalità del nostro corpo ed in modo particolare dell’unità psicobiologica mente-corpo.      
Attualmente  cominciano a germogliare programmi per integrare il sapere in generale e, in particolare, poter avere una visione d’insieme dell’essere umano in salute, malattia e terapia.   
Abbiamo fatto un grande sforzo, asserisce Ernest Lawrence Rossi, per integrare la lingua e l’intuito delle arti umanistiche, della psicologia e della biologia molecolare per creare un nuovo fondamento al fine di comprendere la psicobiologia della cultura e delle arti terapeutiche. Nel corso dei nostri studi abbiamo tentato di esplorare i modelli matematici elementari che possano facilitare questi nuovi intuiti per alcuni studenti, ponendo enfasi sulla prospettiva scientifica multidisciplinare e di integrazione dei saperi.
Quindi noi abbiamo raggiunto la conoscenza dei nostri geni ed ora stiamo gradualmente imparando la loro funzione attraverso l’ Epigenetica.
L’epigenetica è riconosciuta come un nuovo approccio scientifico per esplorare l’interazione tra natura e cultura: come i geni interagiscono con l’ambiente per modulare il comportamento e la cognizione in malattia e salute (Hsieh & Eisch, 2010).
L’Espressione Genica è il meccanismo di azione che si crea tra natura ed ambiente; l’espressione genica è il denominatore comune alla nostra salute, alla nostra felicità, al nostro comportamento, alla nostra vita e, purtroppo, alla nostra sofferenza e patologia.
Psicobiologia dell’Espressione Genica.
 L’espressione genica nell’esperienza umana è un concetto nuovo nella psicobiologia e viene analizzata come un ponte che collega la crescita cellulare, il comportamento e le esperienze umane creative. Le scoperte fondamentali delle attuali neuroscienze ci aiutano a modificare per sempre il modo in cui percepiamo la natura umana.
 La novità, l’arricchire le esperienze di vita e l’esercizio fisico possono attivare il processo di neurogenesi – nuova crescita del cervello – lungo tutto l’arco della vita.
Queste esperienze possono attivare l’espressione genica in pochi minuti attraverso la mente ed il corpo per guidare la crescita, lo sviluppo e la guarigione in modo quasi miracoloso rispetto ai modelli del passato.
Per di più sappiamo realmente che “ogni richiamo è un re-inquadramento”. Cioè, ogni volta che richiamiamo una memoria importante, la nostra natura ci offre la possibilità di ricostruirla a livello genomico-molecolare nel nostro cervello e cioè noi in effetti ricostruiamo la struttura del nostro cervello, del nostro corpo dalla mente al gene.
Noi possiamo usare la nostra coscienza per co-crearci, per utilizzarla per la psicoterapia e per le arti terapeutiche nonché per combattere lo stress; abbiamo un “ nuovo ponte tra le arti, le arti umanistiche, le scienze e lo spirito”.
“ Stiamo imparando come i nostri pensieri ed emozioni possano influenzare il modo in cui il nostro cervello, corpo e geni interagiscano nella vita di ogni giorno per creare la nostra vita in modi in cui le generazioni precedenti non avrebbero potuto comprendere” (Rossi).
Tutto ciò è semplicemente meraviglioso. Qualche anno fa ciò non era nemmeno pensabile. Ma come questo si è reso possibile? Tutto dipende dal fatto che la nostra vita, nel bene e nel male, viene regolata dall’ Espressione dei nostri geni.                                                                                      La scoperta del nostro genoma, lo studio sulla funzione dei nostri Geni, l’Epigenoma ci porta velocemente nella Nostra Nuova Era. I nostri geni si esprimono in ogni momento della nostra vita in risposta a tutto ciò che stimola la nostra curiosità e  interesse, nei drammi che mutano costantemente scorrendo assieme agli eventi più significativi della nostra vita. I nostri geni si attivano e disattivano in risposta ai nostri sforzi consapevoli di cooperare con gli stress esterni e con le nostre speranze più segrete, desideri, fantasie e sogni. L’espressione genica e neurogenesi vengono coordinate da un binomio importante natura e ambiente  per creare le nostre esperienze di vita e aggiornare continuamente le nostre memorie in modi nuovi, sia consapevolmente che inconsciamente. “Le esperienze, i pensieri, le emozioni e il comportamento di un giorno o anche di poche ore possono modulare l’espressione genica e la neurogenesi in modo da cambiare la struttura fisica e lo sviluppo del cervello (Rossi). Il processo di annotazione nella seconda decade del movimento genomico ci annuncia quali sono i ruoli dei singoli geni e in che modo essi interagiscono con gli eventi esterni per creare il dramma delle nostre esperienze quotidiane. Il fatto che un particolare gene sia espresso e il suo grado di espressione dipende fortemente dalle condizioni ambientali con cui l’organismo è in contatto. Tale espressione genica è implicata negli aspetti positivi e negativi che riguardano la salute. Né i geni né l’ambiente dominano lo sviluppo; piuttosto esiste una continua interazione tra i geni e l’ambiente.
Non siamo automi genetici, i geni NON controllano la nostra vita,  non siamo vittime. A secondo delle molteplici e diverse influenze ambientali, siamo noi a suggerire ai nostri geni cosa fare, di solito inconsciamente. Il DNA non controlla la nostra biologia. Non siamo vittime destinate a seguire il corso. Siamo Co-creatori. La meccanica quantistica ha stabilito che le forze motrici invisibili sono tutto. «L’epigenetica dice che i segnali ambientali influenzano l’espressione genetica e questi segnali ambientali talvolta sono diretti ed altre volte sono interpretazioni, quando per esempio le percezioni diventano credenze»
Noi abbiamo un esercito di 24000 geni, circa 140 mila proteine ( forse molto di più), e quindi il dogma originale della metà del secolo scorso che riteneva che ogni gene producesse una proteina, è stato completamente spazzato via; un singolo gene può essere usato per creare 2000 o più proteine diverse. La funzione dei geni dipende dal controllo epigenetico che dipende dall’ambiente. L’ Epigenetica è una novella scienza che dimostra che i geni non si autocontrollano; non è stato il gene che ha prodotto ciascuna proteina.               
E’ il DNA il “cervello” della cellula? Il DNA non controlla la nostra biologia.
Vero “cervello” della cellula è la sua membrana,
che reagisce e risponde alle influenze esterne, con adattamento dinamico   ad un ambiente in continuo cambiamento.
A secondo delle molteplici e diverse influenze ambientali,  
siamo noi a suggerire ai nostri geni cosa fare, di solito inconsciamente.
La mente cosciente elabora 40 stimoli al secondo e li discerne e li capisce.
La mente subconscia in quello stesso secondo sta elaborando 40 milioni di bit.
Ci troviamo di fronte al semplice paradigma: se confrontiamo l’elaborazione della mente  conscia con quella subconscia, la subconscia è un milione di volte più potente nell’elaborare  informazioni. Quando la mente cosciente è occupata, non sta osservando il subconscio che farà quello che deve fare senza che dobbiate pensarci.                                                           

Questo ci fa pensare al perché la trance terapeutica e le suggestioni ipnotiche  possono diventare così potenti nelle terapia.
Fanno anche loro parte dell’ambiente ed influenzano il subconscio così potente stimolando  la espressione genica attraverso il controllo epigenetico che ha indotto il gene a produrre  quella proteina o l’altra con un feedback diretto appunto dall’ambiente.                            
Dovremmo programmare il subconscio e vincere la sua opposizione.
La consapevolezza, però, è una cosa molto difficile da addestrare, ed è anche un processore  da 40 bit che cerca di far funzionare completamente il processore da 40 milioni di bit.
Lipton ci spiega come addestrarci in questo modo : «Il pensiero positivo funziona solo se le  credenze nel subconscio sono in linea con esso o se siete completamente attenti.  Se siete totalmente attenti ed usate quel desiderio di essere positivi e far funzionare le  cose, allora vi accorgerete quando il vostro subconscio sta facendo andare un nastro e voi  potete cancellarlo».
 Noi ci spieghiamo l’attenzione e la positività come la materia prima dell’Ipnosi.
Definiamo la trance come la fissazione dell’attenzione e  la positività come il fattore che produce l’espressione genica che induce alla produzione di  proteine che sottostanno al recupero della salute, alla neurogenesi.
Evviva l’insegnamento della Psicologia Positiva nel nostro Master.
Le scienze comportamentali e sociali sono fondamentali per comprendere più approfonditamente queste condizioni ambientali attraverso un approccio integrato multidisciplinare.
“Questo è il momento in cui La Psicobiologia dell’Espressione Genica entra in scena.  Ora che sappiamo come le esperienze significative di vita possano attivare l’espressione genica  e la neurogenesi per aggiornare continuamente mente e corpo in modo tale da influenzare la nostra coscienza, memoria, apprendimento e comportamento nella salute e nella malattia – cosa facciamo?
Dobbiamo custodirli come concetti astratti rigorosamente sequestrati nei testi accademici o possiamo trasportarli nell’agire umano? Possiamo utilizzare  questi concetti per creare una nuova visione del ruolo della cultura, delle arti umanistiche e delle arti nel facilitare la novità, la neurogenesi e la guarigione? Nell’affrontare queste tematiche, ho avanzato delle ipotesi sull’associazione tra novità, espressione genica, neurogenesi ed il numinoso – l’esperienza del fascino, del mistero e del tremendo che motiva la nostra vita”. (Rossi)                                             
L’esperienza del numinoso può trasformarsi in negativa, tuttavia, quando la nostra ricerca conduce a disavventure e stress eccessivo.
Numinoso è la nostra esperienza cosciente  del mistero, fascino, stupore, curiosità e creatività; neurogenesi  codifica  nuova memoria, apprendimento e comportamento che danno luogo all’-effetto novità-numinosità-neurogenesi.
Lo stress cronico può alterare la nostra espressione genica negativamente, tale da generare “proteine da stress”.  Queste proteine da stress possono interferire con il nostro funzionamento ottimale e produrre, infine, patologie psicosomatiche. Quando abbiamo realmente bisogno della psicoterapia e delle arti terapeutiche? Il Rossi qui sostiene che ciò è necessario quando i normali equilibri della nostra famiglia e le strutture culturali e  le strutture sociali non riescono ad incanalare lo stress cronico e l’espressione genica irregolare in maniera creativa.   L’espressione genica è un concetto nuovo nella psicobiologia e viene analizzata come un ponte che collega : crescita cellulare, comportamento ed esperienze umane creative.
Il Rossi afferma: “esploriamo una nuova idea del problema mente-corpo – una carenza esplicativa tra le scienze della mente e della materia – che si risolve attraverso una scienza emergente che definiamo “genomica psicosociale. Inizieremo ad esplorare il modo in cui possiamo facilitare creativamente le psicodinamiche dell’espressione genica,
della neurogenesi e della guarigione nella psicoterapia.                                                  

Impareremo come:
l’interazione tra l’espressione genica comportamentale stato-dipendente (natura)
e l’espressione genica esperienza- o attività- dipendente (ambiente)
generino le interconnessioni tra biologia e psicobiologia. Ci occuperemo di un nuovo modo di vedere le relazioni tra geni ed esperienza umana che è molto diversa  da quella dalle discipline accademiche della genetica. Andremo a sottolineare gli aspetti dell’attuale neuroscienza e della genomica funzionale che creano la nuova disciplina della genomica psicosociale: come le esperienze soggettive della coscienza umana, la nostra percezione del libero arbitrio e le dinamiche sociali possano modulare l’espressione genica e vice versa (Rossi) per il comportamento e la psicologia evoluzionistica.
La fase strutturale iniziale del Progetto di Genoma Umano si è concluso con  l’identificazione di circa 24,000 geni umani, ora abbiamo la fase funzionale o di Annotazione dei geni. La genomica funzionale è una nuova disciplina che esplora il modo in cui i geni si esprimono  ed interagiscono nella salute e nella malattia – cioè, il modo in cui i geni si attivano e disattivano in risposta ai segnali provenienti da tutte le parti del corpo e dall’ambiente esterno. I Geni Sono  giocatori attivi che rispondono rapidamente, da un momento all’altro, agli stimoli, alle sfide e alle evenienze della nostra mutevole esperienza di vita. I pensieri, le emozioni ed il comportamento modificano l’espressione genica nella salute, nella malattia e nello stress.
Da adesso in poi  dobbiamo utilizzare queste nuove conoscenze  sulle nostre innate capacità di prevenire problemi, di aiutarci a superare difficoltà  che fino ad ora, dovuto ad ignoranza scientifica, a pregiudizi e condizionamenti appresi, hanno reso la nostra vita molto più difficile e dolorosa. Il parto, un evento naturalissimo, è diventato l’ incubo delle nostre donne, paura che non ha fatto altro che incrementare l’angoscia, lo sbigottimento  e l’agitazione cambiando la soglia del dolore per cui si è fatto ricorso a terapie farmacologiche, metodiche anestesiologiche che hanno tolto l’aspetto umano e molto dall’esperienza che avrebbe dovuto apportare unione armoniosa, felicità, celebrazione, festività. Con la conoscenza e la preparazione, eliminando tutta la parte negativa che abbiamo aggiunto noi, anche il travaglio ed il parto, pur rimanendo un faticoso lavoro (Labor) ed un evento difficile possono e devono  assumere il loro vero valore esperienziale ed evolutivo.
I Geni primari Immediati e i geni correlati allo stato comportamentale rappresentano i ponti di unione tra Corpo, Cervello e Mente e si può accedere ad essi attraverso la psicoterapia e la medicina Olistica onde riportarci sulla “Dritta Via” quando ci “troviamo per una selva oscura” (Dante , XIII secolo, Divina Commedia, Inferno, I canto).
Il Rossi (2002) afferma: “ricerche attuali suggeriscono che noi abbiamo raggiunto il massimo con i presenti approcci terapeutici privi di una misurazione diretta dei profili di attivazione genetica (gene chips) durante il processo psicogenetico.
Per ottenere progressi ulteriori sono necessarie nuove ricerche cliniche – sperimentali che prendano in esame, che giudichino, valutino l’espressione dei Geni durante l’esperienza della Psicoterapia e delle Arti della Guarigione.
Noi (Rossi, 2002) proponiamo che questa valutazione delle dinamiche psicosociali della terapia Mente- Corpo possano essere correlate con mezzi quali “brain imaging”, DNA  e microarrays proteici o gene chips. E’ nostra convinzione che  alla base di tutte le modalità psico-terapeutiche oggi presenti ci sia l’effetto della comunicazione mente-corpo.
Questa è stata la ragione per cui, in occasione del congresso: “Hypnosis and the Other Therapeuthic Modalities in the New Millennium” della European society of hypnosis in psychotherapy and psychosomatic medicine, tenutosi a Roma dal 23  al 29  settembre 2002, ho messo insieme  e presieduto il simposio “Hypnosis and Psychotherapy as Neurogenetic Facilitators: a research for the New Millennium”, composto dalle seguenti relazioni:
 Facilitating  neurogenesis and healing with therapeutic hypnosis (Ernest Lawrence Rossi);
Neuro-Psycho-Physiology( Michele Trimarchi);
 Roles of Astro-Glial cells in brain function(Giorgio Carmignoto).
 Elimination of the Cartesian Dichotomy  ( Salvatore Iannotti).
Questo  simposio, il  cui scopo era quello di mettere in risalto  l’importanza dell’eliminazione della dicotomia cartesiana e l’ esistenza della comunicazione Mente-Corpo, (le basi principali su cui sono costruite le nuove idee dell’ autoguarigione),  finalmente ha dimostrato che abbiamo le fondamenta per poterci spiegare neuro-psico-fisiologicamente il meccanismo d’azione delle varie modalità terapeutiche ed ha enfatizzato l’ importanza, oggi più che mai, di condurre adeguate ricerche per consolidare praticamente queste teorie. Le ricerche sono veramente indispensabili anche per convincere i tanti “scettici” nel campo clinico che certamente abbondano ogni qual volta vi è una teoria rivoluzionariamente novella. Sono convinto che, se il mondo scientifico spendesse nelle ricerche di Genomica Psicosociale ed Epigenetica  un decimo della somma che spende nelle ricerche farmacologiche nel prossimo decennio, noi raggiungeremmo risultati superiori a quelli possibilmente raggiunti dalle case farmaceutiche e, senza dubbio, con nessun “effetto collaterale”.
Nel 2002 a Roma il  nono congresso europeo di ipnoterapia:” L’Ipnosi e gli Altri Modelli Terapeutici nel Nuovo Millennio”, ha avuto l’ assegnazione e la designazione giusta; è stato il nono congresso della società europea di Ipnosi nella “Psicoterapia e nella Medicina Psicosomatica”. Si è enfatizzata la sentita necessità di condurre le suddette ricerche, di dimostrare che abbiamo entro di noi la potenzialità di prevenire e di curare i nostri malanni da noi stessi, migliorare la nostra vita ed eventualmente raggiungere l’Umanità’, il nostro paradiso, nel nuovo millennio.
Ed il nuovo Millennio ha avuto un buon inizio.
Ha visto nascere la nuova scienza introdotta dal Rossi con la pubblicazione del suo nuovo libro “The Psychobiology of Gene Expression” denominata GENOMICA PSICOSOCIALE e la formazione di una Nuova Fondazione per la Ricerca fondata da Salvatore Iannotti nel 2003., (“ELRF”) rivolta  alle Neuroscienze ed in particolare alla  Genomica Psicosociale nonché La Fondazione Iannotti Rossi (F. I. R.) che ha fondato una scuola basata sulla genomica ed epigenomica e ha interessato la Facoltà di Medicina dell’ Università Politecnica delle Marche a tal punto da avere una convenzione con essa e partecipare all’insediamento del Master di secondo livello “Epigenetica e Benessere: tecniche preventive, diagnostiche e terapeutiche”.
Lo spazio che ci apre è immenso. Possiamo pensare a nuove teorie, nuove opportunità terapeutiche, ma soprattutto ci offre la possibilità di comprendere e, quindi, utilizzare le nostre potenzialità “inconsce” dischiudendoci molteplici  nuovi percorsi in tutti i campi del sapere ed in modo particolare nella prevenzione e nella terapia dei nostri malanni. Noi abbiamo la potenziale capacità di essere autosufficienti e di vivere in modo fisiologico. Il problema per tanti secoli  è stato la nostra incapacità  di utilizzare ciò che abbiamo nel modo giusto causando in tal guisa quella che noi chiamiamo “patologia”.
La cosa più bella è che non dobbiamo andare troppo lontano per trovare la retta via; abbiamo tutto nel nostro cervello. E’ nostra responsabilità venire a conoscenza di noi stessi, cioè incrementare la nostra coscienza. Nell’ultimo secolo siamo stati testimoni di scoperte fenomenali che hanno accresciuto la nostra consapevolezza. Durante il “decennio del  cervello” le neuroscienze hanno fatto veri passi da giganti per cui ci troviamo in condizione di accelerare il nostro   percorso verso l’autoguarigione e l’autosufficienza e la capacità di affrontare tutte le evenienze difficili nella nostra vita, incluso il parto.
Questa relazione ci potrebbe portare a completare, eventualmente, un programma basato sull’ Epigenomica per il parto e con la speranza di poter aiutare ad affrontare tutto il processo riproduttivo  umano  in un modo adeguato al Terzo Millennio.
Intanto la trattazione sull’eliminazione della dicotomia cartesiana è stata eseguita perché ritenuta la base del nostro metodo per la preparazione del nostro programma terapeutico genomico ed epigenetico con gli allievi del Master.
Il Rossi ha intuito l’effetto dei geni sull’ambiente e quello dell’ambiente sui geni eliminando il lungo dilemma “Nature-Nurture” già alla fine del secolo scorso.
 Solamente negli ultimi anni, però, si è venuti alla conoscenza del meccanismo d’azione attraverso cui avviene questa favolosa comunicazione tra Nature & Nurture e più precisamente dopo che il Rossi ha presentato ufficialmente nel 2002 il suo nuovo campo: La Genomica Psicosociale e Culturale con il libro PBGE e con il seminario messo insieme da me a Roma in occasione del IX congresso ESH (2002).
 Quando il Rossi presentò la sua nuova disciplina, pur avendo intuito che “gli stimoli psicosociali possono indurre la risposta mente-corpo a livello della trascrizione genica,[e che],.. gli stati psicologici della coscienza modulano l’espressione genica, la neurogenesi e la guarigione mente-corpo», tuttavia non si conoscevano ancora i meccanismi d’azione attraverso cui ciò avveniva. Il Rossi anticipa le nuove conoscenza anzitempo. In quest’ultimo decennio, durante il famoso “decennio comportamentale” si è avuto l’emergenza e lo sviluppo dell’EPIGENETICA che studia, appunto, come i geni sono attivati o disattivati in risposta a segnali ambientali.
È quella scienza che mostra che i geni creano un’interazione con l’ambiente nel bene e nel male a secondo dello stimolo che li esprime. Stimoli terapeutici positivi, quindi, portano alla guarigione; stimoli negativi, stressanti, producono patologia come per esempio cancro, disturbo post traumatico da stress e formazione di radicali liberi nonché alterazioni del sistema immunitario con le ben note conseguenze. Segnali epigenetici modulano l’espressione genica per generare comportamenti nuovi e talvolta sorprendenti. L’Epigenetica e la Genomica Psicosociale sono il nuovo studio emergente di come il nostro ambiente interagisce con l’espressione dei geni sia nella vita quotidiana che nelle dinamiche creative dell’esperienza umana nelle arti culturali, nelle scienze e nella guarigione (Lloyd & Rossi, 1992, 2008 ; Rossi, 2002b). Un nuovo esempio di preveggenza scientifica di Ernest Lawrence Rossi. Sembra che il Rossi sia sempre avanti ai nostri tempi così come lo è stato Leonardo Da Vinci. Il concetto chiave della Epigenetica e della genomica psicosociale (come riportato nel volume II Parte B della Creazione della Coscienza, Rossi, 2014) è che molte forme di eccitazione psicobiologica e di riposo durante i vari stati di risveglio, sonno e sogno possono evocare l’espressione dei geni primari immediati o rapidi (IEGs), dei geni correlati allo stato comportamentale (BSGE) e l’espressione dei geni attività dipendenti (AdGE) per ottimizzare la sintesi delle proteine, allo scopo di facilitare la plasticità cerebrale, la soluzione dei problemi e la guarigione nel classico ciclo creativo a quattro stadi di Ernest Lawrence Rossi (2002 -2004).
L’epigenetica è la scienza che studia il meccanismo attraverso cui si esplica l’interrelazione tra gene ed ambiente. Essa, perciò, rappresenta la parte centrale, il nucleo, il core, il fulcro della genomica psicosociale e culturale che tratta l’effetto dei geni sull’ambiente e viceversa. Con la genomica psicosociale Rossi affronta il tema della guarigione attraverso l’integrazione della mente, del corpo, dello spirito e dell’arte, riunendo i concetti fondamentali di biologia, medicina, neuroscienza e psicologia in un modo nuovo ed intrigante nella sua teoria psicobiologica unificante.
L’essenza di questa nuova teoria è data dal fatto che gli IEG’s ed i cosiddetti “clock genes” hanno un ruolo centrale nella psicobiologia profonda della vigilanza, del dormire, dello stress e della guarigione. “L’espressione genica correlata allo stato comportamentale rappresenta l’origine genetica del comportamento che può essere modulato da indizi psicosociali. I geni attività- od esperienza-dipendenti sono un’altra classe di geni rispondenti ad indizi psicosociali e ad eventi vitali significativi che hanno il compito di generare la sintesi delle proteine, la neurogenesi nel cervello la quale codifica nuova memoria, apprendimento, comportamento e guarigione. In conclusione gli eventi vitali significativi, le esperienze di vita giornaliere e di ogni ora, i nostri pensieri, le nostre emozioni, il nostro comportamento possono attivare i geni e, quindi, mediante la loro espressione, la neurogenesi in modo tale da cambiare la struttura fisica del cervello nonché “il nostro modo di vedere la vita” (Rossi). Così la controversia “nature-nurture” è stata risolta.
 Aggiornamento epigenetico.
 I progressi scientifici nel nostro tempo si susseguono in modo frenetico. Le terapie considerate dissimili fino a poco tempo fa hanno incominciato a trovare delle basi in comune. Sempre più si aboliscono le divisioni. Nuovi concetti delle relazioni tra l’espressione genica, la plasticità cerebrale e la coscienza offrono una nuova visione della natura umana che ci sta conducendo ad una rinascita nella nostra comprensione filosofica e spirituale più profonda della vita, del significato vero e della guarigione.
Ma c’è ancora molto di più; Psico-ipnoterapia e Psicofarmacologia ora vanno a braccetto. Il Rossi già da tempo ha affermato che la psicoterapia, l’ipnoterapia, la preghiera, yoga, la meditazione e tutte le arti della guarigione e cioè tutte le numerose metodiche psicoterapeutiche (ne possiamo contare centinaia e centinaia) hanno un denominatore comune cioè lo stesso meccanismo d’azione rappresentato dall’espressione genica. Sta incominciando a farsi strada il concetto generale che le suddette metodiche terapeutiche possano venir considerate dei potenziali “Farmaci” e, ancora più interessante, che in combinazione con gli psicofarmaci possano avere un effetto sinergico.  Stahl nell’ultima edizione del suo magnifico testo di psicofarmacologia “Essential Psychopharmacology” (2013) afferma che la psicoterapia è “un farmaco” epigenetico come riportato qui di seguito. “La psicoterapia tradizionalmente è stata in competizione con la psicofarmacologia……ma oggi si può dire che i farmaci e la psicoterapia forse hanno un link neurobiologico in comune visto che entrambi possono cambiare i circuiti cerebrali. Non ci sorprende, perciò, che sia la psicoterapia che la psicofarmacologia possano avere efficacia clinica nel trattamento dei disturbi psichiatrici e, addirittura, la loro combinazione possa essere terapeuticamente sinergica. La Ipno-psicoterapia, allo stesso modo di altre forme di apprendimento, può indurre cambiamenti epigenetici nei circuiti cerebrali che rinforzano l’efficienza delle elaborazioni dell’informazione nei neuroni mal funzionanti migliorando i sintomi dei disturbi psichiatrici esattamente come fanno i farmaci. Perciò la psicoterapia può essere concettualizzata come “farmaco” epigenetico od almeno come agente terapeutico che agisce epigeneticamente in maniera simile o complementarmente ai farmaci” (Stahl, 2013 pag. 352).
Conrad Waddington nel 1942 conia il termine “epigenetica” (dal greco,“ sopra la genetica”), definendola come:
“la branca della biologia che studia le interazioni causali fra i geni e il loro prodotto e pone in essere il fenotipo”.    
 Per epigenetica si intende una qualunque attività di regolazione dei geni attraverso processi chimici che non comportino cambiamenti nel codice del DNA, ma possono  modificare il fenotipo dell’individuo o della progenie.
Attualmente l’epigenetica viene definita come “lo studio delle  modifiche ereditabili nella funzione del genoma[attraverso l’espressione genica] che si verificano senza cambiamenti della sequenza del DNA” (Waterland & Michels, 2007).
 L’epigenetica è la scienza che studia il meccanismo attraverso cui si esplica l’interrelazione tra gene ed ambiente. Essa, perciò, rappresenta la parte centrale, il nucleo, il cuore (core), il fulcro della genomica psicosociale e culturale che tratta l’effetto dei geni sull’ambiente e viceversa.
“L’epigenoma è, in effetti, il programma che realizza il genoma.”  L’epigenoma è uno strato dinamico di controllo del genoma.  Jirtle ritiene l’interazione tra l’ambiente precoce di un bambino e il suo DNA è influenzato dall’epigenoma il quale stabilisce il potenziale di molte malattie che si sviluppano nel corso della vita. “Al fine di comprendere come il processo di malattia si stia svolgendo, dovete capire  l’ epigenoma”. “Non si può conoscere una malattia senza saperlo.” Oggi abbiamo a nostra disposizione la possibilità di utilizzare con un singolo esperimento tutto il genoma umano dal punto di vista sperimentale e non sarà a lungo che attraverso i DNA microarrays avremo profili genomici diagnostici che faciliteranno le diagnosi indirizzandoci verso una terapia più accurata ed un follow up clinico diligente e meticoloso.
Su questi principi si basa il Master di II livello “Epigenetica e Benessere: tecniche preventive, diagnostiche e terapeutiche” che dura un anno come per locandina ed è rivolto fondamentalmente a Medici, Psicologi, Odontoiatri ed altre figure professionali interessate alla Prevenzione e Terapie Ipnotiche, autoipnotiche, Meditazione, Interventi psicologici sulla Piena Coscienza ed alla Psicologia positiva, Counseling, PNL, Massaggio, Training autogeno etc… come per locandina.
La FACOLTÀ DI MEDICINA E CHIRURGIA dell’ UNIVERSITÀ POLITECNICA DELLE MARCHE, in convenzione con la FONDAZIONE IANNOTTI-ROSSI (F.I.R.) ha organizzato un Master  di II livello in
 “EPIGENETICA e BENESSERE : Tecniche preventive, diagnostiche e terapeutiche”.   Per iscriversi al Master, che è di secondo livello, è obbligatorio possedere una laurea magistrale o laurea specialistica ovvero:  
1.      Medicina e Chirurgia (LM-41; 46/S)
2.      Odontoiatria e Protesi Dentaria (LM-46; 52/S)
3.      Psicologia (LM51; 58/S)
4.      Scienze Cognitive (LM-55; 63/S)
5.      Scienze Infermieristiche e Ostetriche (LM/SNT1; SNT_SPEC/1)
6.   Scienze delle Professioni Sanitarie della Riabilitazione (SNT_SPEC/2
7.   Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie (LM/SNT2)
8.   Scienze dell’Educazione degli Adulti e della Formazione Continua (LM-57; 65/S
9.  Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattative (LM-67; 76/S)
10.   Scienze e Tecniche dello Sport (LM-68; 75/S)
Tra i destinatari anche i Counselor od altri professionisti che abbiano una delle lauree sopracitate.
Finalità del Master

Scopo del Master è quello di formare, nel corso di un anno, Medici e Psicologi a diventare originali Esperti Clinici in grado di utilizzare le principali tecniche  mente-corpo ed in particolare quelle che utilizzano lo strumento genomico psicosociale, per orientare a livello preventivo, diagnostico e terapeutico la popolazione ed i pazienti verso un maggiore utilizzo di queste stesse pratiche ad integrazione degli approcci medico e psicologico classici. 

Contatti per maggiori informazioni:

Dr-ssa Elisa Ponzio, tel 071.220.6026, e.ponzio@univpm.it

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