BREXIT, ITALIA UNICA: PER EVITARE USCITA GB SI RISCHIA LA UEXIT

Alla fine la fumata bianca è arrivata. O meglio grigia. Perché l’accordo tra i paesi Ue e David Cameron – non con la Gran Bretagna- fa segnare un punto ai fautori di un’Europa a scartamento ridotto. Senza contare che il sì del premier laburista dovrà essere ratificato in patria da un referendum dall’esito tutt’altro che scontato, visto che già oggi si sono levate le prime voci contrarie. Ma anche ammettendo che Cameron vinca nelle urne di giugno, non si può non vedere nell’accordo di ieri la nuova debolezza dell’Unione impegnata ormai ad arginare i distinguo e le politiche venate di nazionalismo che a costruire il futuro. Lo status speciale disegnato per gli inglesi potrebbe aprire -paradossalmente ma non troppo- a infinite deroghe alle regole. Lo si vede già per la questione dei migranti. L’asse Germania-Italia chiede solidarietà spalleggiato da una Grecia generosa quanto inadeguata, l’Austria usa la politica del contagocce, i paesi dell’est danno sulla voce e alzano ogni genere di barriera al grido sottinteso di mors tua vita mea. Una cacofonia in cui Bruxelles fa fatica a inserirsi con autorevolezza. Ma se l’Unione Europea non intonerà presto una canzone nuova il suo stesso nome non avrà più senso o ragione.

Così in una nota Italia Unica, il movimento fondato da Corrado Passera.



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