BUZZANCA «HO CHIUSO IL MIO STUDIO DI AVVOCATO PER RINCORRERE IL MIO SOGNO»

MASSIMILIANO BUZZANCA «HO CHIUSO IL MIO STUDIO DI AVVOCATO PER RINCORRERE IL MIO SOGNO» COME TUTTI I FIGLI D’ARTE MASSIMILIANO HA DOVUTO DIMOSTRARE PIÙ DEGLI ALTRI PER EMERGERE, E CI SVELA: “MIO PADRE NON VOLEVA CHE FACESSI L’ATTORE”

Massimiliano nel 2001 chiude il suo avviato studio di avvocato per rincorrere suo sogno: la recitazione. Le difficoltà sono tante sia in famiglia che nell’ambiente lavorativo, ma lui non si dà per vinto e continua imperterrito nella sua strada, così che nel 2017 ha girato tre film, un cortometraggio per Cannes, sta preparando una fiction, e addirittura ha pure trovato il tempo di scrivere il suo primo romanzo dal titolo “Che cinema la vita”, un titolo che vuol dire molto.

Sei stato un avvocato fino al 2001, oggi sei un attore affermato, dove si trova il coraggio di cambiare vita?
Il coraggio viene da sé, è come essere innamorati di una persona e vivere con un’altra, ad un certo punto ti chiedi che ci stai a fare li e perché devi stare male quando potresti essere felice con un’altra, e nonostante l’incertezza, rischi. In realtà sapevo che l ‘avvocato non era il mio mestiere, l’ho fatto perché mi sentivo di avere un debito d’onore nei confronti dei miei genitori, ma quando ho capito che il mio debito l’avevo esaurito, ho detto basta. Tua madre è un avvocato, tuo padre un attore, cosa preferivano per te? Mio padre non voleva che io facessi l’attore, entrambi preferivano che facessi l’avvocato perché, nonostante non fosse un posto fisso, era comunque una professione sicura, anche se poi comunque i clienti me li dovevo andare a cercare, come in fondo l’attore si cerca gli ingaggi.
Quale è stata la complicazione maggiore in questo passaggio?
Avere credibilità da parte delle persone. Io come avvocato mi occupavo di diritti d’autore e contrattualistica internazionale; i produttori a cui facevo i contratti erano gli stessi a cui mi sono presentato come attore e loro meravigliati storcevano il naso.

Rimpiangi qualcosa della tua prima vita professionale?
Rimpiango di non aver fatto prima l’attore, di non aver avuto il coraggio di cambiare.

Com’è avvenuto questo passaggio, dove ti sei formato artisticamente?
Prima di scegliere di fare l’attore e di lasciare la professione di avvocato, ho voluto vedere se effettivamente ero capace di satire su un palco e di raccontare una storia. Proprio per questo ho fatto un corso all’Accademia di Arte Drammatica, la stessa dove 40 anni prima aveva studiato mio padre, ho fatto vari altri corsi e successivamente mi sono affittato un teatrino. Sono andato in scena per una settimana con uno spettacolo da solo, era piaciuto ed era andato abbastanza bene quindi da li mi sono detto che ce la potevo fare.

Essere il figlio di un famoso attore come tuo padre Lando è stato un vantaggio?
Per tutti noi figli d’arte e un problema, quando andiamo a fare i provini ci guardano con diffidenza e alla fine pretendono di più di quello che pretenderebbero da un altro personaggio. All’inizio mi dicevano: “Massimiliano sei bravissimo, ma non hai il nome per fare il protagonista”, oppure: “Massimiliano come posso farti fare con questo cognome tre pose?”, ma questo problema sussiste solo per la televisione e per il cinema, non per il teatro. Io comunque sono orgoglioso del mio cognome e voglio mantenere alto il livello di reputazione, ma non si può dire che sono fortunato e che faccio questo mestiere grazie a mio padre.

Sbirciando nella tua biografia si nota che hai fatto tanto teatro e tanta televisione ma poco cinema , una scelta?
Non è una mia scelta, mi piacerebbe molto fare una fiction ma ci sono dei meccanismi per cui non vengo preso in considerazione, si sa come vanno le cose in Italia. Parlaci deli ultimi impegni lavorativi, cosa stai facendo adesso? Nel 2017 ho girato tre film “Girotondo”, “Ninna nanna” e “Felici Condoglianze” che sarà nelle sale il 2 novembre. Ho appena finito di girare un corto per “Cannes” a San Vito Lo Capo , sto preparando una fiction con Gianmarco Tognazzi da titolo, “l’Albino” e il 27 settembre è uscito il mio romanzo “Che cinema la vita”, un’avventura in cui mi sono voluto cimentare visto che scrivo molte sceneggiature. La tua compagna ha scritto un libro, ti piacerebbe interpretarlo in un film? Mi piacerebbe molto interpretarlo, ma non con lei perché è timidissima, non accetterebbe mai.

Che rapporto hai con i social?
Sono molto seguito ma non prendo tanto sul serio i social, ma se ho qualcosa da scrivere lo scrivo.



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