Caccia al cinghiale: il dibattito in aula

AULA – “Affidare la soluzione della popolazione dei cinghiali alle associazioni venatorie è per noi causa del proliferare degli ungulati”. Con queste parole il consigliere Tommaso Fattori (Sì -Toscana a sinistra) ha aperto il dibattito in Consiglio, ribadendo la non validità della legge Remaschi, come dimostrano i danni all’agricoltura. “E’ necessaria una strategia più articolata e complessa se vogliamo risolvere le problematiche legate agli ungulati”, ha sottolineato.

Questa delibera è connessa alla legge 10 e dovrebbe portare ad un incremento delle catture, ma per Roberto Salvini (Lega) “non è ancora sufficiente, il problema di fondo è la densità e la regolamentazione della legge”. “Le aree vocate devono essere zone boschive, non possono trovarsi nel bel mezzo di zone coltivate”, ha sottolineato, invitando a contenere la specie, in difesa dell’agricoltura e degli allevatori.

“Noi siamo contrari alle legge 10 e anche a questa delibera”, ha esordito Gabriele Bianchi (M5S), invitando a tenere d’occhio ciò che avviene nel settore della caccia e degli Atc (Ambiti territoriali di caccia), “dove non c’è assolutamente governance”. “Stiamo assistendo alla mancanza di pianificazione e monitoraggio – ha concluso – e non c’è alcun rispetto né per l’agricoltura né per i cacciatori”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Irene Galletti (M5S) che, partendo dalla legge 10 e definendola una norma “fallimentare e da abrogare”, si è soffermata sulla necessità di “rifare il Piano faunistico regionale, vecchio di otto anni”. E “incuriosita” dalle tante sollecitazioni arrivate, ha chiesto se siano espressione dei territori.

“Il mio intervento si limiterà a una chiosa politica” ha sottolineato Simone Bezzini (Pd), invitando i consiglieri della Lega e del Movimento 5 Stelle a parlare con i ministri dell’Agricoltura e dell’Ambiente. “A livello nazionale siete maggioranza parlamentare – ha affermato – e vorrei evidenziare che abbiamo una normativa obsoleta, il quadro nazionale deve cambiare e non potete esimervi”.

Anche la replica dell’assessore all’Agricoltura Marco Remaschi è partita dall’importanza di rivedere la legge nazionale e, venendo alla Toscana, ha precisato: “l’obiettivo è ridurre la densità degli ungulati nella nostra regione, per dare risposte al mondo agricolo”. Secondo l’assessore è “una battaglia da fare insieme, collaborando con il governo nazionale e continuando a dialogare con i territori, dai quali abbiamo ricevuto e sempre riceviamo sollecitazioni”. In tema di legge 10, Remaschi ha affermato che “i danni in Toscana sono diminuiti e il monitoraggio va fatto al termine dei tre anni”. “Questo provvedimento, che ha richiesto tanto lavoro, non è il migliore degli atti, ma va ad incidere sulla densità: abbiamo ancora della strada da fare e l’importante è continuare insieme”, ha concluso l’assessore.



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