“Calice d’Oro dell’Alto Piemonte”

Concorso enologico “Calice d’Oro dell’Alto Piemonte”: i vincitori della sesta edizione
Rovellotti Viticoltori in Ghemme di Ghemme e Cantinoteca dei Prolo di Fara Novarese sono le aziende vincitrici della sesta edizione del Concorso Enologico Calice d’Oro dell’Alto Piemonte, organizzato dalla Camera di Commercio di Novara in accordo con gli Enti camerali di Biella e Vercelli e del Verbano Cusio Ossola, con la collaborazione dell’Associazione Enologi Enotecnici Italiani, partner tecnico dell’iniziativa.

Le operazioni di selezione, divise in due sessioni, si sono svolte venerdì 28 ottobre presso l’Ente camerale novarese.

Ad aprire la manifestazione è stato Maurizio Comoli, presidente della Camera di Commercio di Novara: «Il vino è tra i prodotti che meglio sintetizzano sapienza produttiva, buon gusto e buona tavola e, pertanto, rappresenta un’efficace icona di qualità e lifestyle. A confermarlo sono anche i dati sulle esportazioni: nel 2015 l’export di vini e spumanti italiani ha raggiunto i 5,4 miliardi di euro, con un surplus commerciale di 5 miliardi e con il Piemonte collocato al secondo posto nella classifica delle regioni esportatrici. Un trend positivo che è proseguito anche nel primo semestre di quest’anno – ha sottolineato Comoli – con una crescita annua delle vendite all’estero pari al +1% in volume e al +3% in valore».

È quindi intervenuto Alessandro Ciccioni, presidente della Camera di Commercio di Biella e Vercelli: «In passato il bacino vitivinicolo piemontese era concentrato nell’Alto Piemonte, con un’estensione di ben 40mila ettari che è andata riducendosi nel tempo, non per ragioni qualitative, bensì per via della fillossera e della progressiva industrializzazione. Per troppo tempo abbiamo sofferto di nanismo: le nostre produzioni possiedono elementi qualitativi distintivi, che devono diventare un punto di forza».

Una posizione condivisa anche dal vice prefetto Marco Baldino, il quale ha sottolineato l’importanza dell’enogastronomia quale componente del network turistico, unitamente a paesaggio, arte e cultura. «Il concorso può contribuire ad innalzare la qualità di questo network, facendolo diventare una calamita in grado di incrementare le presenze turistiche sul territorio». Un territorio che ha visto la nascita della prima Cantina sociale d’Italia, quella di Oleggio, come ha ricordato Giuseppe Martelli, presidente del Comitato Nazionale Vini, il quale ha sottolineato come il Calice d’Oro sia uno dei concorsi più qualificati tra le manifestazioni abilitate dal Ministero delle Politiche Agricole al rilascio di distinzioni. «I campioni non vengono inviati, ma prelevati direttamente da pubblici ufficiali – ha spiegato Martelli – L’anonimizzazione e la validazione dei documenti di valutazione, nonché la stesura delle classiche è demandata al vice prefetto e ogni vino viene valutato da ben ventuno commissari, le cui schede sono rese disponibili su richiesta dei produttori, a conferma della serietà e della professionalità della competizione».

I quarantacinque vini dell’edizione 2016 sono stati così suddivisi nelle categorie previste dal regolamento: otto in Colline Novaresi, Coste della Sesia e Valli Ossolane d.o.c. bianchi; venti in Colline Novaresi, Coste della Sesia e Valli Ossolane d.o.c. rossi e rosati e diciassette in Nebbioli da invecchiamento (Boca, Bramaterra, Fara, Gattinara, Ghemme, Lessona, Sizzano).
I campioni sono stati prelevati e catalogati dalla Camera di Commercio di Novara e successivamente resi anonimi dal dottor Marco Baldino, pubblico ufficiale.

È quindi avvenuta la formazione, per sorteggio, delle tre commissioni di valutazione, ognuna delle quali composta da un giornalista e sei enologi (di cui due operanti nelle province interessate dal Concorso), sotto la presidenza dell’Associazione Enologi Enotecnici Italiani.

Ogni vino è stato valutato dalle commissioni e il risultato finale di ogni campione è stato calcolato, dopo aver eliminato la scheda con il punteggio più alto e quella con il punteggio più basso di ogni commissione, attraverso la media aritmetica delle 15 schede rimanenti.

A tutti i vini che hanno conseguito il punteggio complessivo di almeno 80 centesimi, corrispondenti all’aggettivazione “ottimo” in base al metodo di valutazione Union Internationale des Oenologues, è stato assegnato un diploma di merito.

Al vino di ogni categoria che ha ottenuto il miglior punteggio, purché raggiunto il minimo di 85 centesimi, è stato attribuito il trofeo “Calice d’Oro 2016”.



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