CARFAGNA ;“LE ISTITUZIONI SI SERVONO, NON SI OCCUPANO”

L’onorevole Mara Carfagna, vicepresidente di Forza Italia della Camera, parla in una intervista ad “Avvenire” del rapporto con la Lega, che pare sempre piu’ complicato: “Quello che e’ accaduto non ci e’ piaciuto per niente. I Cinquestelle ci stanno abituando al peggio e appena vedono una poltrona ci si siedono. Dalla Lega, pero’, ci aspettavamo correttezza e condivisione, non che decidessero nel segreto di un vertice a Palazzo Chigi il nome del presidente della tv di Stato senza nemmeno fare una chiamata al principale partito alleato. Le istituzioni si servono, non si occupano”. Salvini pero’ cresce e Fi fatica: “Non mi pare che questa volta a Salvini sia andata troppo bene. Il suo candidato non e’ passato e ha alimentato un’inutile tensione con i suoi alleati. Pensare che il centrodestra possa esistere senza un’anima liberale e moderata, e’ soltanto un’illusione”. Queste tensioni potrebbero avere ricadute sulle giunte: “Vogliamo privare i cittadini del Nord, del Molise e della Sicilia di amministrazioni efficienti e concrete? Se Salvini e’ innamorato a tal punto del Movimento cinque stelle, si assuma questa responsabilita’. Continuo a credere che questa esperienza di governo debba essere considerata transitoria. E che la Lega si rendera’ presto conto che non puo’ andare avanti cosi’, a rimorchio dei grillini”. La vicepresidente vede Salvini subordinato a Di Maio: “Basti pensare a quello che e’ successo sul decreto ‘Dignita”. E’ un provvedimento sbagliato, in aperto contrasto con il programma del centrodestra, penalizza lavoratori e imprenditori, non parla al Sud. Insomma e’ un danno e una minaccia e ci stupisce che Salvini e la Lega non abbiano lottato con noi per modificarlo”. Salvini pero’ vuole prendersi il centrodestra e guidarlo: “Per essere leader bisogna comportarsi da leader. Bisogna rispettare alleati ed elettori. Non credo che in questi giorni gli imprenditori, i commercianti, le partite Iva, si sentano rappresentati da una Lega che sul mercato del lavoro asseconda la visione statalista e fallimentare dei Cinquestelle”. La Carfagna spiega che se blocchiamo la Tav, chiudiamo l’Ilva, cancelliamo la Tap, abbiamo sostanzialmente azzerato la politica industriale del nostro Paese: “Stanno spingendo l’Italia sull’orlo del precipizio e la situazione nei prossimi mesi puo’ solo aggravarsi”. La resa del conti sara’ sul Def: “C’e’ uno spread evidente tra le promesse fatte dai Cinquestelle in campagna elettorale e la reale disponibilita’ delle casse dello Stato. La mancata crescita si e’ tradotta in mini risorse, eppure Di Maio fa maxi-annunci. La legge di bilancio sara’ il momento della verita’ e, sinceramente, non vorrei essere nei panni del ministro dell’Economia”. Se il governo cade Fi e’ pronta: “Questa maggioranza non ha futuro, questo governo non regge. Lega e M5S hanno visioni opposte, programmi opposti. Il centrodestra resta l’unico progetto valido. Ma un centrodestra plurale, una coalizione tra diversi, che mette al servizio dei cittadini la nostra esperienza e la nostra capacita’ di governo”. Intanto cresce nel Paese un certo razzismo: “Sono stata la prima a dire che non mi sento a mio agio in un centrodestra dove si parla di una tragedia umanitaria di enormi dimensioni come di una ‘pacchia’ e di barconi carichi di disperati, di donne incinte e di bambini come di ‘crociere’. Salvini e’ il ministro dell’Interno e fa bene ad affrontare con polso l’egoismo dell’Europa e la sua indifferenza davanti a una crisi epocale”. L’Italia e’ pero’ un Paese generoso e per nulla razzista: “Legalita’ e compassione non sono in contrasto, ma trasformare la lotta contro l’immigrazione clandestina e il traffico di esseri umani in propaganda e’ rischioso. E’ arrivato il momento di smetterla”, ha concluso la Carfagna.



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