Carlo Varni. Le vicende storico-artistico-economiche dell’organo Franzetti (1866) della chiesa parrocchiale di Castellar Guidobono e del suo restauro

DSCN1396

(Varzi (PV), Guardamagna, 2015. 118 p.) (99)

Si tratta di un libro un po’ diverso dai soliti: non un romanzo ma una lunga storia, non una fantasia ma una vicenda vera, non una lettura “mattone” ma una interessante vicenda che ha per protagonista….un organo.

Contrariamente a quello che potrebbe sembrare dal titolo, questo libro: “Le vicende storico-artistico-economiche dell’organo Franzetti (1866) della chiesa parrocchiale di Castellar Guidobono e del suo restauro”, con prefazione di Gianni Letta e del Vescovo di Tortona, è tutt’altro che noioso, anzi rivelandosi a noi fascinoso, intrigante, istruttivo… Non solo, intorno a questo “bimbo” si intrecciano ostinate liti legali attorno a quattro appezzamenti di terreno intentate dal parroco e dalla comunità contro i nobili Montebruno, molte curiosità e vicende in cui fa persino capolino il grande Honoré de Balzac. Insomma, l’autore Carlo Vanni – cavaliere di Gran Croce e decorato da varie onorificenze, già sindaco di Castellar Guidobono (AL) dal 1975 al 1985 – è riuscito a sapientemente intrecciare una rigorosa ricerca storica di personaggi e fatti del paese con una scorrevolissima narrazione, trasformando le vicende dell’organo in un quasi romanzo, pure didascalico e didattico, di facile lettura e piacevole godimento anche per chi non appartiene a quella comunità. Comunità che ha visto due grandi famiglie nobiliari governare il paese: i Guidodobono dal 1155 al 1825 ca. ed i Montebruno, appunto, dal 1825 al 1921.

Questo “bimbo” organo, nato tra il 1863 e il 1866, per volere dei Castellaresi e costato circa 4000 lire in gran parte fornite dai Montebruno prima della lite del 1870 (costata alla comunità oltre 1050 lire di spese legali per la causa durata 4 anni e persa) è cresciuto e vissuto in buona salute fino agli anni Sessanta del Novecento. Giunto alla veneranda età di quasi 100 anni si ammalò gravemente e non poté più continuare a rallegrare con la sua armonica voce i suoi genitori castellaresi. Malattia, questa, che durò fino al 2010, fino a quando cioè la comunità decise che la chiesa di San Tommaso non poteva privarsi di quella viva presenza, preziosa e tanto amata, per cui con uno sforzo immane i 423 abitanti di Castellar Guidobono accettarono il preventivo di restauro presentato dalla ditta artigiana di Sergio Castegnaro pari a 40mila euro (praticamente 100 euro per abitante!).

Smontato nel febbraio 2014 (28 canne di stagno e 737 in legno, 64 tasti, 19 pedali…), cancellando con sollievo anni di fermo, di fatiche e sforzi economici, sarà consegnato – dopo “una precisa opera di intonazione e accordatura” finale in grado di trasmettere con il suo rinato suono quelle uniche e severe armonie di pace, serenità e spiritualità che gli sono proprie e di cui, tutti, abbiamo oggi bisogno – nei prossimi mesi di primavera estate 2016 a motivo di sopraggiunte necessità di interventi alla balaustra, esterni all’organo.

Il sindaco, Stefano Arrigone, nel ringraziare in primis don Gino Bava e Carlo Varni, manifesta la sua piena soddisfazione e lode verso tutti i cittadini che hanno direttamente o indirettamente contribuito a questa rinascita: “Vede, egregio signore, noi piccoli comuni abbiamo le mani legate, soprattutto economicamente in questi anni di crisi nelle quali dobbiamo affrontare altre, più gravi, emergenze; non sempre possiamo fare ciò che vorremmo, ben vengano quindi questi momenti in cui la collettività sa unirsi ed operare comunemente nell’interesse collettivo, sociale” .

Un augurio, infine, ed un auspicio: ci uniamo volentieri alla voce dell’autore di questa “meritoria fatica”, dottor Carlo Varni, affinché si recuperino al più presto i fondi necessari per restaurare l’ultimo registro (viola gamba 8′) che ancora manca per un completo ripristino di questo pregevole organo Franzetti, uno dei 40-50 creati con maestria in quegli anni da quella pregevole fabbrica artigiana a conduzione familiare.

Tutto ciò per i tanti amanti della tradizione organaria: perché il suono dell’organo è lirica molto intimista, profonda e pura.

Franco Cortese



Informativa sui Cookie

Informativa ai sensi dell’art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196

NotizieInUnClick.it utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione.
Per leggere di più su i cookie utilizzati interni e di terze parti visita la pagina dedicata.
Per continuare a navigare questo sito acconsenti all'uso dei cookie.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi