“CARO RENZI, MANDA A CASA JIM MESSINA. LA CAMPAGNA PER IL SI’ E’ QUESTA. GRATIS”

SCENARI – BATTUTA (MA ANCHE ANALISI!) DELLA SETTIMANA: QUELLA DEL PROF. DI GREGORIO SUL CONVEGNO DALEMIANO: “CARO RENZI, MANDA A CASA JIM MESSINA. LA CAMPAGNA PER IL SI’ E’ QUESTA. GRATIS”.

ITALIA PRIGIONIERA DELLA PLAYSTATION DI RENZI. ECONOMIA BLOCCATA, CRISI BANCARIA ALLE PORTE, EPPURE SIAMO DENTRO UN VIDEOGAME COLLETTIVO SU REFERENDUM E LEGGE ELETTORALE.

MA “PLAYSTATIONERS” FORSE ANCORA PEGGIORI DI LUI SONO BUONA PARTE DEI SUOI OPPOSITORI: ANCHE LORO PERSI NEL LABIRINTO ISTITUZIONAL-ELETTORALE, AGGIUNGONO UN FATTORE DEVASTANTE: IL “RITORNO DEI MORTI VIVENTI”. NON E’ UN’OFFESA, MA UNA BANALE FOTOGRAFIA DI COSA RISCHIA DI ESSERE “PERCEPITO” DAGLI ELETTORI.

ALCUNI DI COSTORO O NON CAPISCONO E CADONO NEL SUO GIOCO, ALTRI SONO COMPLICI. PER ALTRI ANCORA, NON È DA ESCLUDERE IL CUMULO DELLE IPOTESI…

La battuta (ma anche l’analisi!) della settimana è quella del prof. Luigi Di Gregorio, il political-scientist che da anni ragiona sul fattore “emotivo” ed “emozionale” e sulla “percezione” degli elettori, in tempi di politica ipermediatizzata. Ha scritto Di Gregorio su Facebook, mostrando i volti del convegno organizzato da Massimo D’Alema per il No (e allegando un documentato articolo di Huffington Post che offre il disegno politico a corredo: il governo di scopo, ecc): “Caro Renzi, manda a casa Jim Messina. La campagna per il Sì è questa. Gratis”.

E’ proprio così. E allora facciamo un passo indietro. Di tanto in tanto, è opportuno fermarsi un istante, dimenticare i “dettagli” e le scaramucce di giornata, e focalizzare l’attenzione sulla “big picture”, sul quadro d’assieme. 

Dunque: siamo un Paese tecnicamente in stagnazione; non vi sono (purtroppo) valide ragioni per ritenere che questa tendenza sia corretta e invertita in positivo; tasse-spesa-debito sono ai massimi; il calendario europeo dei prossimi mesi (elezioni tesissime in Olanda, Francia, Germania) vedrà fatalmente l’Italia e i nostri titoli del debito pubblico come terminali di gravi tensioni sui mercati. E in più (per sovrammercato!) è alle porte una drammatica crisi bancaria. Come cerco di ricordare da alcuni mesi (siamo in pochi a farlo), se salta MPS, finiscono sulla graticola decine di migliaia (40mila? 50mila?) obbligazionisti subordinati: praticamente, uno “stadio” pieno di persone normali che rischiano di perdere tutto. 

In un Paese normale, queste sarebbero le urgenze stringenti ed esclusive del ceto politico (di maggioranza e di opposizione), dei media, della classe dirigente. Roba letteralmente da non dormire la notte. 

E invece? E invece qui in Italia siamo prigionieri della Playstation renziana: da un anno e mezzo, e ancora per alcuni mesi (tra referendum e post referendum), siamo e saremo dentro un videogame collettivo tutto centrato su altro, su temi scollegati dalla realtà: il Senato, l’Italicum, l’architettura istituzionale ed elettorale. 

Ora, dal punto di vista di Renzi, tutto ciò è moralmente irresponsabile ma – in termini di pura politics – razionale e furbo. In vista del referendum, si è assicurato un controllo venezuelano della Rai, la consueta “dolcezza” di Mediaset, la complicità della quasi totalità dei giornaloni mainstream. E in più ha pure tanti nemici “giusti”: le mummie dell’immobilismo costituzionale, gli arnesi jurassici della sinistra Pd, eccetera. 

Quello che invece appare sconcertante è il fatto che tra i peggiori “playstationers” ci siano buona parte dei suoi oppositori, come mostra il convegno dalemiano. Anche loro persi nel labirinto istituzional-elettorale, aggiungono in più un fattore devastante: il “ritorno dei morti viventi”. Non è un’offesa, ma una banale fotografia di cosa rischia di essere “percepito” dagli elettori.

E così a Renzi può riuscire il doppio colpo: far dimenticare per qualche settimana i drammi economici, e prendere su di sé l’immagine dell’innovatore contro gli immobilisti.

Alcuni non capiscono e cadono nel suo gioco, altri sono complici. Per altri ancora, non è nemmeno da escludere il cumulo delle ipotesi…

GRAFFI

I “graffi” sono il seguitissimo mini-corso di inglese curato da Giuditta (che è una micia British!) per il premier Renzi, sempre più imbarazzante e sempre meno fluent nel suo English. Mentre la prima edizione del corso era dedicata a idioms e phrasal verbs, questa seconda edizione è focalizzata su citazioni tratte da libri inglesi o americani, anche nel tentativo di incoraggiare a letture un pochino più impegnative un Primo Ministro (apprendiamo dai retroscena) troppo preso dalle miniserie tv, da lui stesso suggerite e indicate (pare) come punto di riferimento culturale per la sua cerchia etrusca.

Le citazioni di questa settimana sono tratte da: “Loser takes all” di Graham Greene (prima edizione Heinemann 1955, ora ed. Penguin):

“One adapts onelself to money much more easily that to poverty: Rousseau might have written that man was born rich and is everywhere impoverished”

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PRESTO CHI HA PREANNUNCIATO LA SUA PARTECIPAZIONE SARA’ CONTATTATO (VIA MAIL E TELEFONICAMENTE) PER OGNI DETTAGLIO ORGANIZZATIVO.

I PUNTI DELLA CONVENZIONE BLU, OLTRE AL MODELLO DELLE PRIMARIE AMERICANE:

1.   RINEGOZIARE IN UE.

2.   CHOC FISCALE: MENO TASSE, MENO SPESA, MENO DEBITO. TAGLIO SIMULTANEO DI 48 MLD DI TASSE E SPESA PUBBLICA, E PIANO DI ATTACCO AL DEBITO.

3.   RIFORMA DELLE PENSIONI A CAPITALIZZAZIONE INDIVIDUALE, DALLA PARTE DI GIOVANI E GENERAZIONI FUTURE.

4.   IMMIGRAZIONE: MODELLO CANADA E AUSTRALIA.

Domani recensione di un importante e recente libro non italiano. Lasciamo un po’ di suspense su titolo e autore…

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