Cattivi odori a Rovereto: dopo il monitoraggio ecco il piano di interventi

La Sandoz ha presentato ieri alla Conferenza dei Servizi un “pacchetto” di proposte per risolvere il problema

Cattivi odori a Rovereto fase 2: dopo il monitoraggio da parte dell’Appa, che grazie ad un innovativo “nasometro” ha permesso di individuare le fonti del problema, si passa ora alle azioni concrete per eliminare le emissioni moleste. Ieri – lunedì 10 ottobre – in occasione della seconda Conferenza di Servizi, sono state analizzate le proposte presentate dall’azienda Sandoz, risultata la principale origine degli odori che hanno creato disagio, seppure con modalità, frequenze ed intensità diverse, a Rovereto ed in particolare a Lizzana, nel periodo compreso fra i mesi di maggio ed agosto 2016. Il “pacchetto” di interventi presentato dall’azienda è molto nutrito e si suddivide in azioni immediate, già avviate nei mese di settembre-ottobre, a breve termine, ovvero entro novembre, e a medio termine, cioè da realizzarsi entro la primavera 2017. Si va dalla riduzione della temperatura interna al tank della biomassa all’installazione di un nuovo aspiratore fino alla messa in opera di un nuovo impianto di abbattimento degli odori. Il piano – che avrà un costo complessivo di oltre un milione di euro, a carico dell’azienda – è stato presentato stamani nel corso di una conferenza stampa a cui hanno preso parte l’assessore provinciale all’ambiente Mauro Gilmozzi, l’amministratore delegato della Sandoz Nicola Berti, l’assessore all’ambiente del Comune di Rovereto Carlo Plotegher, la dirigente generale dell’Appa Laura Boschini.
“La cosa importante – ha sottolineato Gilmozzi – è stata mettere a punto, anche con gli strumenti legislativi a nostra disposizione, un metodo condiviso, che ha permesso a tutti i soggetti interessati di lavorare assieme per individuare le fonti del problema e poi di indicare i percorsi per la sua risoluzione”. Gli ha fatto eco l’assessore Plotegher che ha ricordato come, a fronte della richiesta avanzata dal Comune di colmare un vuoto legislativo in materia, la risposta della Provincia sia stata positiva “aprendo la strada ad una collaborazione proficua anche con l’azienda, che ha consentito l’esecuzione dei monitoraggi necessari al fine di individuare finalmente le fonti delle emissioni odorigene”. La Sandoz, dal canto suo, ha spiegato per bocca dell’amministratore delegato Berti che “da tempo la Sandoz era impegnata a trovare delle soluzioni, ma alcuni dei risultati del monitoraggio compiuto da Appa hanno stupito anche noi. Abbiamo appurato che le principali fonti di emissione non erano quelle che immaginavamo, ma altre, in particolare una vasca di equalizzazione che esiste da 40 anni e un’altra zona per il deposito del fango umido. Abbiamo anche visto quanto la condizione dei venti possa influire sulla percezione dell’odore””. Soddisfazione infine da parte della responsabile dell’Appa Boschini, per un approccio, “basato su una strumentazione molto sofisticata, che ci ha permesso di andare al cuore del problema, e che potremmo replicare altrove qualora ve ne foss ela necessità”.

L’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente, in occasione della prima Conferenza di Servizi del 20 settembre scorso, aveva presentato l’esito del monitoraggio delle sostanze odorigene conclusosi recentemente a Rovereto, individuando in particolare quale fosse l’origine delle emissioni moleste che avevano impattato sull’abitato di Rovereto ed in particolare a Lizzana. L’esito di questa attività era stato esposto ai gestori degli impianti della zona che hanno ecceduto, per quantità e durata, le soglie oltre le quali, secondo le Linee Guida approvate dalla Giunta provinciale nel giugno di quest’anno, è obbligatorio introdurre dei correttivi in grado di eliminare le emissioni odorigene causa delle molestie. L’insediamento produttivo che in termini quantitativi e temporali si era rivelato il più impattante è, come noto, quello della Sandoz.

Nella prima conferenza di servizi si era chiesto quindi ai responsabili dell’azienda di proporre, entro 20 giorni, un programma dettagliato degli interventi urgenti da attivare nell’immediato e di quelli impiantistici, da realizzare successivamente, ritenuti risolutivi della problematica. Ieri, lunedì 10 ottobre, in occasione della seconda Conferenza di Servizi,sono state analizzate le proposte presentate dalla Sandoz. Alla presenza di Appa, Sava, Apss e del Comune di Rovereto, l’Amministratore delegato della Sandoz ha presentato tre tipologie di interventi da eseguire nel breve e lungo termine. La Conferenza di Servizi, dopo un’attenta valutazione delle proposte dell’Azienda, ha avallato le misure proposte, ma chiedendo un sensibile contenimento dei tempi di realizzazione. Provincia e Comune si sono impegnati pertanto a ridurre al minimo necessario i tempi per il rilascio delle autorizzazioni.

Durante l’attuazione del piano l’ Appa eserciterà un costante monitoraggio delle emissioni odorigene per testare gli effetti delle misure via via adottate. Inoltre, a cura della Sandoz, tutte le fasi di realizzazione dell’impianto verranno accompagnate da un’ indagine di olfattometria dinamica per ottenere un riscontro dell’impatto percettivo prima e dopo l’intervento.

In sintesi questo è il piano degli interventi:

Azioni immediate (Sett – Ottobre 2016)
Tempistica
– riduzione della temperature interna nel tank (Biomass) che alimenta lo spappolatore
24 Set
convogliamento dell’aria esausta del Biomass tank al biofiltro e aumento della nebulizzazione di acqua al Biofiltro
7 Ott
– pulizia interna della vasca COD e operazione dell’impianto di depurazione bypassando la vasca di equalizzazione COD
10 – 28 Ott
Azioni a Breve Termine (Nov 2016)
Tempistica
– installazione di un nuovo compressore aria che aspira il locale all’interno del quale è contenuto lo spappolatore
Nov 2016
– copertura completa della vasca di equalizzazione COD
Feb 2017
Azioni a Medio Termine (2016_2017)
Tempistica
– prove pilota per verificare l’idoneità di trattamento di un sistema di abbattimento odori
Ott – Nov 2016
– presentazione progetto esecutivo e tempi di autorizzazione
Ott. 2016
– esecuzione e costruzione impianto di abbattimento odori
Ott 2016 – Mar 2017
– start up e messa in opera impianto
31 marzo 2017
Va detto infine che, come reso noto dall’assessore Plotegher, anche uno studio commissionato dall’azienda ad una  società indipendente esterna ha confermato quanto i dati a disposizione della Provincia – a cui compete il rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale per le attività economiche svolte sul territorio – già affermavano: i cattivi odori emessi dalla Sandoz non hanno ripercussioni nocive sulla salute delle persone.

E le altre fonti di emissioni di “puzze”? Esse sono risultate essere sostanzialmente due: il depuratore e la discarica. Per quanto riguarda  il depuratore, è prevista, dopo una prima fase di sperimentazione, la chiusura delle vasche per la sedimentazione primaria dei liquami e la loro sostituzione con delle macchine. Per quanto riguarda la discarica, invece, che peraltro è in via di esaurimento, si è visto che una possibile emissioni di odori si genera nella fase di trasferimento dell’umido dai camion ai container. Qui si interverrà pertanto con un nuovo sistema di aspirazione e filtraggio che dovrebbe essere risolutivo. 



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