Cava Fornace: nuova mozione unanime per escludere ampliamento discarica in attesa chiusura

Firmata da Monica Pecori (Gruppo misto/Tpt), Stefano Baccelli e Giacomo Bugliani (Pd), arriva a seguito di altre due già votate che chiedevano la “celere chiusura del sito”. Dopo l’audizione in commissione Ambiente dell’assessore regionale Federica Fratoni, si valuta l’opportunità di acquisire il parere igienico-sanitario dei Comuni di Montignoso e Pietrasanta, ma anche della Via ex post

di Sandro Bartoli e Federica Cioni, 1 agosto 2018

AULA – Cava Fornace: il Consiglio regionale approva con voto unanime una nuova mozione per rinnovare la richiesta di chiudere la discarica e, in attesa della chiusura “più celere possibile”, “valutare l’esclusione della previsione di ampliamento a 98 metri”. L’atto di indirizzo è stato presentato, come prima firmataria da Monica Pecori (Gruppo Misto/Tpt) e dal gruppo Pd (firmatari il presidente della commissione Ambiente Stefano Baccelli e il consigliere Giacomo Bugliani).

La mozione tiene conto di quanto riferito dall’assessore regionale Federica Fratoni in commissione Ambiente lo scorso 25 luglio. Audizione che ha rilevato una “discrasia” tra l’indirizzo politico già espresso nel 2017 con una mozione approvata all’unanimità e gli aspetti “tecnico-autorizzativi in fase di rilascio da parte delle strutture regionali competenti”, come si legge nel testo. La discarica di Cava Fornace, ex cava Viti a cavallo tra i Comuni di Montignoso (Ms) e Pietrasanta (Lu).

La mozione impegna inoltre la Giunta a “valutare l’opportunità di acquisire l’emissione del parere igienico-sanitario dei Comuni di Montignoso e Pietrasanta”, ma anche di “prevedere l’attivazione della Valutazione di impatto ambientale ex post”, come “ulteriore approfondimento necessario”.

L’esecutivo dovrà anche verificare l’effettiva sussistenza, da parte del soggetto gestore, della documentazione relativa all’adeguamento delle attuali garanzie finanziarie, comprensiva di perizie attestate e conseguenti fideiussioni. Il tutto per conciliare la volontà politica già espressa, che chiede “la più celere chiusura della discarica”.

Il presidente Baccelli, ricorda il percorso già svolto dal Consiglio regionale e dalla commissione Ambiente: “Abbiamo sentito i comitati e il sindaco di forte dei Marmi che aveva chiesto di essere audito e quindi l’assessore regionale. Con la mozione approvata all’unanimità nel dicembre 2017 avevamo espresso un chiaro indirizzo volto alla chiusura della discarica”. Di fronte a una richiesta di ulteriore emendamento da parte del Movimento 5 stelle (per chiedere l’annullamento in autotutela della previsione di ampliamento a 98 metri), Baccelli ha ribadito l’intenzione di reiterare la richiesta di procedere alla fine del ciclo di vita del sito.

“Abbiamo passato mesi a chiedere la chiusura di Cava Fornace, purtroppo l’assessore ci ha raccontato una storia che non conoscevamo”, ha dichiarato la capogruppo della Lega, Elisa Montemagni. “Si evince dalla mozione che l’azienda sta lavorando senza le garanzie fidejussorie richieste e senza le prescrizioni sanitarie del sindaco. Abbiamo a che fare con una situazione strana, paradossale. Siamo davanti a un bivio, tra i soldi e la salute dei cittadini. Speriamo che con questa mozione si arrivi finalmente all’obiettivo della chiusura”.

Anche secondo Tommaso Fattori, capogruppo di Sì-Toscana a sinistra, “c’è un’evidente divaricazione tra l’indirizzo politico e le scelte amministrative che non sono conseguenti. La Giunta regionale era già stata impegnata da questo Consiglio con voto unanime, ha il dovere politico e istituzionale di attuare gli indirizzi che il Consiglio ha dato. Succede spesso che le note di attuazione arrivino molto in ritardo o, a volte, non arrivino, su questo occorre una regolamentazione migliore. Sappiamo che questo è un sito non idoneo, diamo massimo appoggio alla mozione, arriviamo a una nuova determinazione unanime. Speriamo arrivino scelte coerenti da parte della Giunta regionale”.

Il consigliere Giacomo Giannarelli (M5s), vicepresidente della commissione Ambiente, “stiamo votando un documento anomalo, la Giunta non ha mai elaborato nota di attuazione all’atto di indirizzo approvato con voto unanime. L’assessore avrebbe il dovere di rispettare quell’atto. La verità è che non c’è nessuna intenzione di chiudere la discarica. C’è un problema con le autorizzazioni che le Province dettero all’epoca e di diritti reali che stanno creando un impedimento. La Giunta dovrebbe assumersi la responsabilità di dichiarare che è impossibile attuare l’indirizzo politico espresso dal Consiglio”.

La consigliera Pecori ha ribadito l’intenzione, con questa mozione, di “continuare a dare voce ai comitati, che sono venuti a spiegarci e raccontarci perché questa discarica non può continuare a esistere, e insistere affinché quello che è stato chiesto venga realizzato, anche se ci sono degli ostacoli che l’assessore ha illustrato e tutti conosciamo”.



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