Cave di porfido: i canoni costeranno meno per le imprese che fanno qualità

A partire dal 1° gennaio 2018 i Comuni trentini applicheranno nuovi criteri per il calcolo dei canoni delle cave pubbliche di porfido. La decisione, sancita oggi da una delibera di Giunta su proposta del vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro Alessandro Olivi, si inquadra nella riforma generale che il settore ha sperimentato, all’insegna della qualità del prodotto, dell’innovazione, dello sviluppo di filiere, della lavorazione del materiale per quanto possibile “in proprio”. I nuovi criteri incoraggiano i concessionari che si muovono nella direzione indicata dalla nuova legge, in particolare effettuando la lavorazione di materiale grezzo in misura pari almeno all’80% con ricorso a propri dipendenti. Premiati anche i concessionari che acquisiscono la certificazione ambientale di prodotto. I nuovi canoni, in altre parole, premieranno le imprese che fanno qualità e recepiscono le novità introdotte dalla nuova legge.

La proposta dei criteri è stata approvata dalla “Commissione tecnica per la determinazione dei canoni”, commissione nella quale siedono rappresentanti della Provincia, dei Comuni e delle imprese.

Considerato il perdurare della crisi del settore estrattivo del porfido, oltre ad alcuni aggiustamenti degli attuali criteri, le novità di rilievo sono diverse. Innanzitutto, la riduzione del 20% del canone nel caso in cui i concessionari effettuino la lavorazione di materiale grezzo in misura percentuale almeno pari al 80% con ricorso a propri dipendenti, come previsto dalla legge provinciale sulle cave. La riduzione vale per il triennio 2018 – 2020, in quanto poi lavorare in proprio almeno l’80% del grezzo diventerà un obbligo.

Introdotta inoltre una riduzione del canone di 2.500 euro (si stima che possa coprire circa i 2/3 della spesa per l’accreditamento) per i concessionari che acquisiscono la certificazione ambientale di prodotto UNI EN ISO 14025, al fine di favorire una produzione rispettosa dell’ambiente.

Infine, viene aggiornato l’importo del canone annuo minimo, che passa da 20.000,00 euro a 25.000,00 euro, sostanzialmente tenendo conto dell’indice ISTAT, considerato che la tariffa precedente era stato stabilito nel 2003.



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