Cercando i miei sintomi su internet ho scoperto la sclerosi multipla

Una neurite ottica, poi una parestesia. Sintomi che inseriti sul motore di ricerca aprano link di articoli dove compaiono spesso le parole “sclerosi” e “multipla”. Una situazione che abbiamo vissuto in tanti, intenti a capire qualcosa di più di quello che ci stava succedendo. Questa è anche la storia di Cristina.

All’inizio, quando mi è venuto l’attacco di neurite ottica nessuno mi ha detto: «Hai la sclerosi multipla». Ho letto, mi sono documentata e ho notato che le parole sclerosi multipla apparivano spesso e in tanti articoli.

Mi hanno nutrita di cortisone per tre giorni con flebo, e ho recuperato la vista.

Passano tre anni. Ad ottobre 2016 una mattina, alzandomi dal letto, ho sentito la gamba sinistra fredda in alcuni punti. Non sentivo più gli alluci e quando camminavo sentivo un formicolio ad entrambe le gambe. Lascio passare qualche giorno ma questo disturbo persiste, anzi la gamba sinistra oltre a fredda la sento anche caldissima, seppure al tatto sembra fresca. Lascio passare altri giorni ma niente migliora.

Vado dalla neurologa e mi dice che ho una parestesia. Mi informo, leggo i miei sintomi, e anche qui noto le due parole che avevo riscontrato precedentemente e allora continuo a cercare, a leggere, fino a quando sono arrivata sul sito dell’AISM e ho letto le vostre storie.

Per tutto il mese di dicembre ho fatto delle punture di cortisone, risonanza magnetica e controlli da diversi neurologi, ma tutti mi hanno dato la stessa risposta: sclerosi multipla.

Mi sono rivolta a un centro specializzato in SM e ho fatto la visita che sicuramente conoscete tutti. Mi hanno controllato gli esami, le risonanze e mi hanno prescritto degli esami per cominciare la terapia con Dimetilfumarato, farmaco che mi accompagnerà per un po’, almeno fino a quando non scopriranno la cura che ci farà guarire dalla SM.

Tutti dobbiamo credere in questo. Ci sono tantissime persone, uomini e donne, che stanno dedicando il loro tempo alla ricerca scientifica: per i bambini che nasceranno e purtroppo saranno colpiti da questa malattia, per noi che purtroppo già l’abbiamo, per il futuro, per «un mondo libero dalla SM».

Il 13 gennaio 2017 mi hanno confermato che Lei sarà al mio fianco per il resto della mia vita. Ero arrabbiata con il mondo: ho un figlio, un marito, due genitori di oltre ottant’anni da aiutare. Lavoro e non voglio lasciarlo, sono volontaria in croce bianca e voglio continuare. Voglio continuare la mia vita.

Dobbiamo andare avanti perché tutti ci meritiamo la Vita. Noi che abbiamo la SM siamo diventati persone ancora più forti: abbiamo sbattuto contro un muro che solo la nostra forza di combattere ci aiuterà ad abbattere.

Cristina



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