CHI HA TEMPO NON ASPETTI TEMPO

CHI HA TEMPO NON ASPETTI TEMPO, LA PROPOSTA M5S PER DIMINUIRE LE LISTE D’ATTESA NEL SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO.

PETTINARI “PER ALCUNE VISITE LA DISPARITA’ TRA PUBBLICO E PRIVATO, SEMPRE IN STRUTTURE DEL SERVIZIO SANITARIO, PASSA DA 125 A 3 GIORNI. E’ INACCETTABILE”

Una proposta di legge del M5S per contenere le liste d’attesa del Servizio Sanitario pubblico in regione Abruzzo. Il fine è quello di tutelare il diritto alla salute e garantire in tempi sostanzialmente brevi visite di controllo che sono fondamentali per la diagnostica e per la prevenzione concreta di alcune patologie che potrebbero essere curate prima di diventare seriamente pericolose. “Quello che proponiamo” afferma Domenico Pettinari Vice Presidente della Commissione sanità in Regione Abruzzo e primo firmatario della proposta di legge “è di introdurre una norma aggiuntiva alle disposizioni già in vigore in Regione per la disciplina delle attività libero professionali in Intramoenia (a pagamento) allineandole alle erogazioni delle prestazioni istituzionali (Servizio sanitario pubblico). Da un attento studio dei dati” spiega il consigliere regionale “abbiamo visto che la proporzione tra le due prestazioni per le stesse visite è assolutamente sproporzionata. Per esempio per un’Ecografia all’addome bisogna attendere circa 64 giorni se effettuata con il servizio sanitario regionale, ma solo 3 giorni nella stessa struttura con il servizio intramoenia, quindi a pagamento. Per un Ecodopler Cardiaco, si deve aspettare circa 60 giorni di attesa ed appena 3, nella stessa struttura, con il servizio intramoenia. Arriviamo anche a disparità molto più ampie, pensiamo all’Ecodopler Tronchi Sovraortici che richiedono addirittura 125 giorni con il servizio Sanitario regionale, ma appena 3 per la stessa visita nella stessa struttura con il servizio a pagamento.

Questi sono alcuni esempi di liste d’attesa per esami di controllo nelle Asl Abruzzesi” continua Pettinari “ma salta subito all’occhio come ci sia una sproporzione che pone il cittadino che non può permettersi la visita a pagamento in condizione potenzialmente pericolose per la sua salute. Infatti, anche in assenza di particolari sintomi che richiedono i trattamenti di urgenza, una visita di controllo fatta in tempi brevi può salvare la vita o migliorare notevolmente la qualità della vita del paziente in caso di riscontrata patologia. Ed è per colmare questa disparità che nella nostra Proposta di legge prevediamo lo STOP delle prenotazioni in intramoenia nel momento in cui il divario con quelle del servizio sanitario pubblico è troppo elevato a discapito del pubblico. Prevediamo che siano i Direttori generali ad ordinare la sospensione dell’Intramoenia, fin quando queste ultime non tornino ad allinearsi alle visite istituzionali del Servizio sanitario. Riteniamo che questo vincolo serva a stabilire una corretta proporzione, scoraggiando l’utilizzo eccessivo delle strutture pubbliche per le visite a pagamento.  Il volume delle prestazioni erogate in istituzionale, infatti, deve essere garantito e non può essere superato dal volume erogato in regime libero professionale, come previsto dalla Delibera di Giunta regionale 546 del 29.08.2012, poi integrata dalla delibera 741 del 2012, con la quale si è regolato l’accordo dell’attività libero professionale ai sensi dell’accordo stato – regioni del 18.11.2010.

I tempi massimi di attesa sono un elemento fondamentale per il diritto alla salute. Per analizzarli si   deve fare riferimento al piano regionale per il governo delle liste d’attesa (PRGLA) approvato dalla giunta regionale con la delibera 575 del 11.08.2011, che sostanzialmente prova a ottimizzare il servizio prevedendo le seguenti classi:

URGENTE da eseguire nel più breve tempo possibile e comunque entro 72 ore;

BREVE da eseguire entro 10 giorni;

DIFFERIBILE  da eseguire entro 30 giorni per le visite o 60 giorni per gli accertamenti diagnostici;

PROGRAMMATA senza limite di tempo. Ed è qui che il sistema non funziona,  molte prestazioni infatti, riguardano visite di controllo o accertamenti e quindi fondamentali per venire a conoscenza di problemi di salute. Sicuramente sono meno urgenti ma non è accettabile un lasso per esempio di 125 giorni o oltre, contro i 3 del servizio a pagamento. Pertanto intervenendo con una norma che controlli costantemente la proporzione tra visite intramoenia e pubbliche tutti i cittadini potranno beneficiare di un servizio sanitario efficiente e che tuteli davvero il diritto alla salute degli abruzzesi”.



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