chiarimenti sulle misure di contrasto della violenza su donne e minori

L’assessora con delega per la Lotta alla violenza e alla tratta sulle donne e sui minori, Susanna Zaccaria, ha risposto alla domanda d’attualità della consigliera Simona Lembi (Partito Democratico) sulle misure di contrasto adottate.

Domanda d’attualità della consigliera Lembi
“Visti gli articoli di stampa, invita cortesemente il Sindaco e la Giunta ad esprimere una valutazione politico amministrativa circa il contenuto del lungometraggio presentato in città (proiezione di “Ma l’amore c’entra” al Mast, ndr), le innovazioni sulle più recenti misure di contrasto alla violenza su donne e minori, anche alla luce della relazione finale della Commissione d’inchiesta sul Femicidio e Violenza di Genere, approvata all’unanimità martedì 6 febbraio”.

Risposta dell’assessora Zaccaria
“Condivido appieno le sue osservazioni sulla rilevanza di questi fatti, vado per ordine: due parole sul contenuto del lungometraggio intitolato “Ma l’amore c’entra?” perché affronta il tema della violenza partendo, per una volta, dal punto di vista maschile e dal racconto di tre uomini che hanno agito violenza verso le loro mogli o compagne e io condivido appieno questo approccio, è un punto di vista fondamentale ed è anche il motivo per cui qui, a Bologna, in novembre abbiamo inaugurato il Centro per uomini maltrattanti, quindi non posso che esprimere un parere positivo per l’evento che si è svolto in città.
In merito alla relazione finale della Commissione d’inchiesta sul Femicidio e la violenza di genere, invece, colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente l’impegno della presidente Francesca Puglisi perché ha fatto un ottimo lavoro di approfondimento su questi temi, già il fatto stesso che si sia stato fatto questo tipo di lavoro è importante, poi ancora di più il fatto che sia stato fatto così bene, perché è un fenomeno molto complesso ed è riuscito ad approfondire aspetti di questo fenomeno che non sempre sono stati approfonditi in questo modo.
Faccio un esempio: le disfunzioni del sistema penale che difficilmente riesce a dare delle risposte tempestive in termini di protezione, sono state accompagnate da una riflessione sulla difficoltà di dialogare tra il Tribunale civile e quello penale. Questa è un’analisi che va a fondo, non è stata fatta un’indagine che è rimasta in superficie.
A questo proposito aggiungo che finalmente, c’è anche una validazione pubblica del metodo di lavoro dei centri antiviolenza, quindi non solo in termini di risultati, perché questi li abbiamo da tempo, e quindi a volte i numeri rimangono un po’ asettici, ma c’è anche proprio un riconoscimento che quel metodo paga: il metodo dei centri antiviolenza è un metodo in cui non c’è nessuna forzatura rispetto dei tempi delle donne, c’è un accompagnamento nei percorsi di empowerment, e per me questo è molto positivo, il fatto di essere andati così a fondo in un’analisi, ci fa sperare che, qualunque sia l’esito delle elezioni, il lavoro della Commissione venga tenuto in alta considerazione dal Parlamento.
Certo, io rimango dell’idea che siano fondamentali i rapporti che pongono l’accento sul rapporto di potere e, su questo, consentitemi di prendermi solo un minuto per ricordare Jessica, che è stata uccisa con 10 coltellate, che da domani sparirà dalla cronaca perché è stata uccisa da un italiano, quarantenne, regolarmente sposato, occupato, e quindi non possiamo usare la crisi economica come scusa, o il razzismo, il fatto che fosse senza casa. Aveva anche una moglie, ma l’ha uccisa lo stesso, l’ha uccisa perché gli ha detto di no, nessuno si indigna, io mi imbestialisco, scusate, un minuto di più per ricordare questa ragazza che da domani svanirà insieme alle 150 donne che tutti gli anni muoiono ma che interessano poco perché nessuno riesce a strumentalizzarle”.



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