CIP SARDEGNA DI NUOVO IN VETRINA CON IL TIRO CON L’ARCO MONDIALE PARALIMPICO

ATTESI IL PRESIDENTE PANCALLI E GLI ALUNNI DEL PROGETTO AGITAMUS

La Sardegna si mette in mostra a livello mondiale con un appuntamento unico nel suo genere. Ad Olbia tutti i meccanismi sono stati sufficientemente oliati per dar vita al Para Archery European Cup, la manifestazione di Tiro con l’Arco Paralimpico che può contare sulla partecipazione dei migliori specialisti della disciplina, provenienti da venticinque nazioni di tutto il mondo.

Davanti ad un’imponente mole organizzativa, chi sta sudando maggiormente è il Commissario Straordinario del CIP Sardegna Paolo Poddighe che in veste anche di arciere e di vice presidente nazionale della Federazione Italiana di Tiro con l’Arco desidera il perfetto funzionamento di tutta la macchina. E tra l’altro la sua società di appartenenza, la ASD Arcieri Torres di Sassari, capitanata da Bruno Derudas, è ugualmente in prima fila nell’allestimento del campo gara che troverà dimora presso il Geovillage Sport Wellness & Convention Resort, luogo in cui gli atleti troveranno un comodissimo alloggio.

Non farà mancare il suo apporto il presidente nazionale del CIP Luca Pancalli, atteso in Costa Smeralda per i prossimi giorni. Un segno tangibile molto importante il suo, a dimostrazione di come abbia sempre ammirato lo spirito di intraprendenza del comitato isolano, già distintosi lo scorso anno per l’ottima partnership in diversi appuntamenti agonistici internazionali.

Anche vari presidenti nazionali di altre federazioni sportive non faranno mancare la loro presenza durante la kermesse sportiva che comincerà lunedì 4 giugno e si protrarrà fino al 9.

Ospiti d’eccezione gli alunni dell’Istituto Comprensivo n. 2 di Porto Torres che si sono resi protagonisti del progetto “AGITAMUS. Quando la scuola e lo sport valorizzano la diversità”. Avranno modo di conoscere a fondo i campioni paralimpici presenti in Gallura e affinare ulteriormente il loro lavoro invernale che li ha visti mettersi nei panni di persone con disabilità alle prese con l’attività sportiva”.

“Ho appoggiato immediatamente questa idea – sottolinea Paolo Poddighe – perché dal mondo della scuola possono emergere delle sensibilità nei confronti dello sport paralimpico che poi resteranno tali anche in età adulta. E questo è un risvolto molto importante”.



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