CNHI di Lecce, l’ultima ruota del carrozzone del gruppo ex FIAT

Dichiarazione della Segretaria generale Fiom Cgil Lecce

Su mancato riconoscimento del premio di risultato ai lavoratori di Lecce Cnhi

Morea: “Noi non abbiamo firmato un accordo irricevibile, ma i sindacati firmatari avrebbero dovuto vigilare!”

“Ci auguriamo che non ci siano effetti negativi su investimenti annunciati”

LECCE – “Non ci piace dire ‘ve lo avevamo detto’, ma dobbiamo farlo perché sono anni che la Fiom denuncia che i dipendenti del gruppo Fca/Cnhi sono discriminati nel mondo metalmeccanico. Con il Contratto collettivo specifico di lavoro (Ccsl) firmato da Fim Cisl Fismic Uilm Uil Uglm e Aqp, hanno infatti già perso una quota del salario strutturato che gli altri metalmeccanici percepiscono (circa 75 euro al mese). Ora, qui a Lecce, come a Piacenza, oltre al danno i lavoratori subiscono la beffa: perché non riescono a prendere un premio di risultato, totalmente variabile, che noi non firmatari del Ccsl non abbiamo potuto monitorare. I sindacati che hanno firmato questo accordo, però, e l’azienda, avrebbero dovuto vigilare affinché venisse erogato il premio a lavoratori che hanno lavorato tutto l’anno facendo anche straordinari. Evidentemente, grazie a un accordo capestro e a un metodo di calcolo farraginoso, il risultato prodotto è stato zero!

Ci auguriamo che tutto ciò non abbia un effetto negativo sugli investimenti annunciati per il sito di Lecce, se di investimenti si tratta… Riteniamo infatti che spostare la produzione di Berlino, residuale rispetto alla produzione di Lecce (stiamo parlando di un incremento di 50 macchine all’anno rispetto alle 12 a turno che si producono attualmente a Lecce), non avrà ricadute occupazionali.

Resta l’amarezza di chi, come noi, ascolta le ragioni di tutti i lavoratori e le lavoratrici, quelli della Cnhi e quelli dell’indotto, ormai ridotto al lumicino e in forte sofferenza per merito delle politiche industriali di Cnhi.

La Fiom Cgil, oltre a impegnarsi a fare tutto ciò che è consentito dalla legge per garantire una condizione di vita e di lavoro dignitosa per questi lavoratori, nei prossimi giorni lancerà una campagna straordinaria di iniziative volta a informare ogni dipendente del comparto automotive nella provincia di Lecce. A partire dallo stabilimento di Cnhi, faremo volantinaggi e assemblee per spiegare cosa è accaduto nel gruppo ex Fiat e chi lo ha permesso firmando quel contratto.

La Fiom Cgil è impegnata con tutte le sue forze nella riforma del modello contrattuale e con il percorso di proposta per la Carta dei diritti universali del lavoro, un Nuovo Statuto dei lavoratori che porterà tutti, dai metalmeccanici ai lavoratori a partita iva, a esprimersi su ciò che li riguarda in termini di equo salario e condizione di lavoro al fine di riunificare tutto il mondo del lavoro e di eliminare le disuguaglianze tra lavoratori.

Annarita Morea

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