Cnu, «opportunità per far crescere il Molise»

Il Molise, grazie alla sua preziosa Università, dal 18 al 27 maggio sarà al centro del mondo sportivo accademico: molti comuni della regione ospiteranno i Campionati nazionali universitari. Cosa vuol dire in numeri? Gli atleti di più di 40 Cus di tutto il Paese saranno in Molise. Con loro gli staff tecnici. I giudici. Gli assistenti. Indicativamente circa 6mila persone che avranno la possibilità di scoprire e conoscere una regione incantevole.
Ospitare i Campionati nazionali delle Università non avviene per caso. Dietro alla scelta del Centro universitario sportivo italiano c’è un duro lavoro iniziato mesi fa, quando l’UniMol si è candidata, e che il magnifico rettore Palmieri definisce «di squadra».
L’evento richiede uno sforzo organizzativo disumano, considerando che, rispetto ad altre regioni, il Molise non annovera città o paesi in grado di ospitare i Campionati. Tanto per la carenza di strutture sportive, quanto per la carenza di quelle ricettive. Ciò non ha fatto desistere il rettore che si è lasciato guidare da una convinzione: si può fare! Anzi, è necessario farlo.
«L’iniziativa di organizzare in Molise la 72esima edizione dei Giochi – spiega Palmieri a Primo Piano Molise -, è stata assunta dall’Ateneo e del Cus nella convinzione che questo territorio sia in grado di organizziate manifestazioni di rilievo nazionale».
Quale occasione migliore da cogliere per farsi conoscere e apprezzare? «L’Università – ancora Palmieri – include tra i suoi principi quello di contribuire allo sviluppo economico e sociale del territorio. Certo, è stato molto complesso. Ma tutti coloro impegnati nella cura dell’organizzazione dell’evento hanno “gettato il cuore oltre l’ostacolo”».
Non è stato semplice anche per tutta una serie di ragioni contingenti, come, ragiona il rettore dell’UniMol, il passaggio tra il governo regionale uscente e quello appena eletto. Le elezioni amministrative. «Un momento fisiologico di instabilità istituzionale che poteva non facilitare l’organizzazione di una manifestazione grande e complessa, che richiede il coinvolgimento di enti e istituzioni. Ciononostante – afferma soddisfatto Gianmaria Palmieri – abbiamo trovato porte spalancate ovunque. Approfitto per ringraziare il governatore Frattura e l’assessore Nagni: si sono attivamente interessati al cofinanziamento. Altrettanto dico grazie al presidente Toma che ancor prima dell’insediamento ci ha fatto pervenire vicinanza e disponibilità, ponendosi in prospettiva di continuità. È evidente che Frattura prima e Toma dopo abbiano intuito l’importanza dei Giochi: un investimento che dà lustro al Molise e al suo fantastico territorio».
Nello studio del magnifico, defilati, ma concentrati sull’intervista, ci sono Raffaele Pagano, ex questore di Campobasso, oggi presidente del Comitato che ha organizzato i Campionati. E, poco più in là, Giovanni Carugno, responsabile dell’Ufficio relazioni e comunicazioni istituzionali dell’Unimol.
«Un lavoro complesso – ribadisce il rettore – facilitato dall’ingresso del dottor Pagano che coordina e presiede il comitato organizzativo. La sua autorevolezza e l’energia che ha profuso sin dal primo momento hanno facilitato l’organizzazione che conta sul sostanziale contributo di tutti i comuni interessati, le federazioni, gli albergatori, le società di trasporto e di coloro che hanno fattivamente partecipato. Come gli sponsor che hanno voluto collaborare alla organizzazione della manifestazione: piccole imprese che rappresentano il meglio di questa regione».
Quindi non grandi industrie ma piccole e medie imprese, che probabilmente più di altre hanno saputo cogliere l’opportunità per pubblicizzare in tutto il Paese le eccellenze (perché quando si parla di Molise di questo si tratta) prodotte.
Undici i comuni che ospiteranno le varie discipline (Campobasso, Isernia, Agnone, Ferrazzano, Filignano, Mirabello Sannitico, Riccia, San Giuliano del Sannio, San Giuliano di Puglia, Termoli e Venafro). Una scelta che ha messo a dura prova la struttura organizzativa, ma che «ci ha reso felici, perché l’obiettivo – le parole di Palmieri – era appunto quello di coinvolgere nella sua complessa articolazione l’intero territorio, da Venafro al Basso Molise. Ciò è stato possibile grazie, mi piace ribadirlo, all’autorevolezza del dottor Pagano, alla struttura del Cus Molise coordinata da Maurizio Rivellino e dal delegato allo Sport, il prof Guerra: hanno superato tutti gli ostacoli. Ma d’altronde il Molise è questo: tutte le istituzioni coinvolte hanno saputo fare i conti e affrontare positivamente ogni problema. L’Università aveva il dovere di coinvolgere tutti (Regione, Province, Comuni, enti, federazioni, associazioni, etc.), tutti si sono resi conto dell’importanza della scelta e hanno dimostrato di sentire propria l’Università. L’Università è del Molise, perciò da anni lavoriamo alla rete che ci vede presenti in moltissimi comuni e che in questa occasione è stata punto di riferimento prezioso per tutte le amministrazioni interessate ai Campionati».
Il Molise nelle prossime ore sarà “invaso” da migliaia di giovani. Un’importante occasione di confronto e crescita culturale per tutti.
Tra le varie discipline, particolare attenzione è stata riservata a quelle paralimpiche «nella quali – ragiona il rettore – tra l’altro l’Italia eccelle e rispetto alle quali Cus Molise e Università negli ultimi anni si sono mostrati sensibili, ospitando atleti di caratura nazionale».
Un pizzico di rammarico «per non aver potuto organizzare le gare di nuoto. Mi auguro – l’auspicio di Palmieri – che quanto prima in regione possa essere realizzata una piscina omologata per le manifestazioni agonistiche».
Infine il ringraziamento al «Cus nazionale (Cusi) che ha preferito il Molise rispetto al altre Università. Un’attenzione e una sensibilità che il territorio molisano dovrebbe meritare di più da parte delle istituzioni nazionali».



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