COLDIRETTI, 1 MLD DANNI NEI CAMPI IN 2/A PRIMAVERA PIU’CALDA

ROMA – Ammontano ad oltre un miliardo di euro i danni provocati nelle campagne da una pazza primavera calda e asciutta dove non sono mancati eventi estremi con l’alternarsi in pochi mesi di caldo anomalo e gelate, bombe d’acqua e grandinate violente e una diffusa siccità. E’ quanto stima la Coldiretti nel commentare i dati del Cnr dai quali emerge che la primavera 2017, dal punto di vista meteorologico, è stata la seconda primavera più calda dal 1800 ad oggi, con un’anomalia di +1,9 gradi e la terza più asciutta con un deficit di quasi il 50% rispetto al periodo 1971-2000. Una anomalia che si registra – precisa la Coldiretti – dopo che anche l’inverno si era classificato al terzo posto tra i piu’ asciutti con il 48% di precipitazioni in meno, anche se solo al ventunesimo posto per quanto riguarda le temperature con valori superiori di 0,49 gradi alla media di riferimento. Se nubifragi e grandine – sottolinea la Coldiretti – hanno colpito a macchia di leopardo le campagne della Penisola distruggendo coltivazioni prossime al raccolto, dal Veneto all’Emilia Romagna, dal Piemonte alla Lombardia, dalla Toscana al Lazio, dalla Campania alla Puglia fino in Sardegna si stanno facendo i conti con una situazione di grave siccità che sta compromettendo i raccolti, dagli ortaggi alla frutta, ma anche il mais e i foraggi per l’alimentazione degli animali. L’andamento anomalo della primavera 2017 conferma la tendenza ai cambiamenti climatici dopo che il 2015 è stato l’anno più bollente della storia dall’inizio delle rilevazioni nel 1800, ma nella classifica degli anni più caldi in Italia ci sono, nell’ordine, il 2014, il 2003, il 2016, il 2007, il 2012, 2001, poi il 1994, 2009, 2011 e il 2000. L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è anche il settore più impegnato per contrastarli”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare “che il nuovo quadro internazionale aumenta le responsabilità individuali in una sfida per tutti che può essere vinta solo se si afferma un nuovo modello di sviluppo più attento alla gestione delle risorse naturali nel fare impresa e con stili di vita più attenti all’ambiente nei consumi, a partire dalla tavola”.



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