CONSUMO DI SUOLO, L’ANCE PIEMONTE: ASPETTIAMO LA LEGGE NAZIONALE

CONSUMO DI SUOLO, L’ANCE PIEMONTE: “ASPETTIAMO LA LEGGE NAZIONALE PER EVITARE UN TRAUMA AD AMMINISTRAZIONI E CITTADINI PIEMONTESI”  

Torino – Non si proceda con una specifica Legge regionale sul consumo di suolo finché la Legge nazionale non sarà entrerà in vigore. In merito alla proposta della Regione, l’Associazione dei Costruttori Edili del Piemonte mette un freno: «L’importanza e la trasversalità dell’argomento del contenimento del consumo di suolo non possono essere assoggettate a localismi e frammentate logiche regione per regione», dichiara Giuseppe Provvisiero, Presidente dell’ANCE Piemonte.

Il disegno di legge nazionale sul consumo di suolo è attualmente all’esame del Senato. L’ANCE Piemonte ha più volte manifestato l’opportunità di una nuova regolamentazione che, tutelando il suolo, ponga rimedi ai dissesti idrogeologici e, promuovendo il riuso edilizio, tuteli il patrimonio immobiliare, rendendolo capace di sopportare le calamità naturali quali i terremoti e consumando meno energia.

«Stiamo tutti lavorando per rendere la legge nazionale efficace e sostenibile, la Regione Piemonte con questo disegno di legge va contro ogni logica del buon senso, che porterebbe ad attendere la norma statale per poi attuarla a livello regionale, tanto più che la legge dello Stato non prevede alcun meccanismo di riconoscimento delle normative delle Regioni sulla materia – sottolinea Provvisiero -. A nostro avviso la Regione dovrebbe concentrarsi già da ora sull’argomento che sarà centrale per l’attuazione del contenimento del consumo del suolo: il riuso edilizio del nostro patrimonio immobiliare esaustivamente, obiettivo fondamentale per il nostro territorio. Per questo la Regione dovrà dotarsi dei necessari strumenti all’interno della legge urbanistica regionale, sostenendo realmente questi interventi con misure economiche adeguate, quali l’esenzione del pagamento del contributo straordinario e del tributo per il conferimento in discarica dei rifiuti delle demolizioni».

Per l’Associazione il disegno di legge regionale contiene non poche criticità e non strettamente connesse alla riduzione del consumo di suolo, argomento trattato non così chiaramente ed esaustivamente. Con il provvedimento la Regione coglie l’occasione per introdurre un ulteriore e nuovo sistema di pianificazione duale costituito da una pianificazione strutturale e una pianificazione operativa, per nulla necessario al fine del raggiungimento di riduzione del consumo del suolo.

«Questo sistema di pianificazione – spiega Provvisiero – produce un impatto insostenibile sui Comuni che si configurano come i primi destinatari di questa legge regionale e che dovrebbero sostenere sforzi insostenibili per adeguarsi alla nuova norma».

Nello specifico:

viene imposto ai Comuni di aggregarsi adottando il criterio dei sub-ambiti territoriali regionali, criterio in contrasto con le norme vigenti degli Enti locali che già prevedono la gestione congiunta delle funzioni fondamentali, quali l’urbanistica, per i comuni fino a 5.000 abitanti, ossia la maggioranza dei comuni piemontesi;

il tema del riuso edilizio viene affrontato marginalmente e solo come enunciazione di principi e non con efficaci strumenti attuativi ed incentivanti;

il regime transitorio è in netta contraddizione con quello della legge nazionale: il disegno di legge regionale, infatti, prevede che decadano le previsioni di trasformazione di suolo libero per le quali non sia ancora stato rilasciato il necessario titolo abilitativo, se entro 24 mesi dalla variazione del piano territoriale regionale i Comuni non abbiano adottato il piano strutturale o sottoscritto l’accordo di pianificazione. La decadenza, ossia la preclusione dell’esercizio del diritto, è sanzione inaccettabile e non è neanche prevista nella prossima legge nazionale.

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