Contro il gioco d’azzardo 6,8 milioni di euro

Con 27 sì della maggioranza e del gruppo Mli e 14 non votanti dei gruppi di minoranza l’Assemblea regionale ha approvato il Piano integrato delle attività di contrasto, prevenzione, diagnosi e cura del gioco d’azzardo patologico.

La delibera mira a potenziare i servizi sanitari dedicati alle dipendenze, la formazione degli operatori e l’avvio di campagne di informazione. Il finanziamento è di 6,8 milioni: ai 3,1 milioni stanziati annualmente dalla Regione si aggiungono i 3,7 messi a disposizione dal Ministero della Salute. In particolare, 2,1 milioni serviranno a finanziare attività di prevenzione e 4,7 attività di cura.

Nel corso del dibattito che ha preceduto la votazione i consiglieri Giorgio Bertola e Davide Bono (M5s) hanno sottolineato che il Piano, previsto dall’articolo 3 della legge regionale 9/2016, “Norme per la prevenzione e il contrasto del gioco d’azzardo”, è approdato in Aula con oltre un anno “di colpevole ritardo” ed espresso perplessità sul fatto che, come già rilevato in Commissione, le spese previste per la comunicazione siano di gran lunga maggiori rispetto a quelle previste per la parte sanitaria, invitando l’assessore “in caso avanzi denaro sulla comunicazione, ad avvisare la Commissione Sanità per dirottarli sulle cure”.

Per il Pd i consiglieri Andrea Appiano e Domenico Rossi hanno rilevato che la legge 9/2016 si fonda su due pilastri: ridurre i danni del gioco d’azzardo attraverso la regolamentazione della localizzazione delle slot machine e degli orari cui è possibile utilizzarle e l’entrata in vigore di un piano di prevenzione e cura per informare soprattutto i giovani sull’esistenza della ludopatia e sui rischi ad essa collegati. E hanno evidenziato l’attività di strutture come il Centro Lucignolo dell’Asl To3 che da anni si occupa del problema operando con professionalità e responsabilità.

La consigliera di Mli Stefania Batzella ha dichiarato il proprio voto favorevole al provvedimento sottolineando che la legge 9/2016 “è frutto del lavoro congiunto di tutte le forze politiche” e ha chiesto che la Regione tenga alta la guardia sul tema, dal momento che “molti Comuni, inclusi diversi capoluoghi di provincia come Asti o Cuneo”, non hanno ancora adottato ordinanze relative alle distanze delle slot dai luoghi sensibili e agli orari per il gioco.

Per Marco Grimaldi (Sel) è necessario riattivare i centri d’ascolto, soprattutto per gli studenti delle scuole superiori, poiché possono aiutare a far emergere i problemi psicologici dei teen ager, che non di rado ignorano l’esistenza dei Sert. “Con la legge 9/2016 e il regolamento – ha concluso – abbiamo dimostrato che tornare indietro, rispetto al far west di slot che si è creato negli ultimi anni, è possibile”.

Al termine del dibattito sono intervenuti gli assessori alla Sanità Antonio Saitta e all’Istruzione Gianna Pentenero.

Saitta ha dichiarato che sul territorio piemontese sono attualmente presenti 38 punti ambulatoriali contro il gioco patologico e circa 200 operatori e che, accanto all’informazione, il Piano punta molto sulla formazione.

Pentenero ha annunciato che il lavoro svolto in questi anni per aiutare i Comuni nella lotta contro il gioco d’azzardo ha prodotto una Faq (lista di domande ricorrenti) composta da circa 900 questioni con risposta, che verrà trasformata in una circolare per chiarire i dubbi di applicazione.



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