Cooperazione: Serracchiani, servono nuove regole sulla vigilanza

TRIESTE – Per quanto riguarda il mondo della cooperazione “è arrivato il momento che il Governo italiano metta mano al sistema della vigilanza e del prestito sociale. Parallelamente è arrivato il momento di saper distinguere tra chi è realmente cooperativa e chi non lo è”.

Lo ha ribadito la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, oggi a Trieste, ai delegati di Coopservice, uno dei principali player nazionali nella progettazione, erogazione e gestione di servizi integrati alle imprese, alle comunità e alle pubbliche amministrazioni, che ha per la seconda volta ha scelto Trieste, “città di cultura europea”, per tenere la propria assemblea generale con all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio 2016.

Coopservice, con sede a Reggio Emilia, vanta oltre 5.500 soci, occupa 19.000 persone (60% donne), di cui 540 in Friuli Venezia Giulia dove collabora con Generali, Electrolux, strutture ospedaliere e, di recente, con il magazzino del farmaco di Pordenone. Azienda solida che, come hanno sottolineato il presidente Roberto Olivi e il direttore generale Emil Anceschi nelle loro relazioni, presenta numeri “che consentono di guardare con fiducia al futuro”.

Nel suo indirizzo di saluto ai delegati, riuniti al Molo quarto, Serracchiani, oltre a parlare del sistema Fvg, con un accenno particolare alle infrastrutture, agli sforzi per ridurre la disoccupazione e alla riforma sanitaria, ha ricordato le criticità legate al mondo della cooperazione, “a Trieste con le Coop Operaie, in Carnia e nel pordenonese con CoopCa”, e ha evidenziato come “se abbiamo in parte risolto i problemi lo dobbiamo anche alla solidarietà del mondo della cooperazione”.

In ogni caso, per Serracchiani “una cooperativa rimane comunque dentro il sistema delle imprese un’azienda che ha bisogno di avere dirigenti competenti, capaci, preparati. Un’impresa che può avere utili e perdite e quindi quando investe i soldi dei propri soci deve avere rispetto per gli stessi soci”.

Da qui ancora una volta il richiamo alla necessità di nuove regole sulla vigilanza, affinché ci sia chiarezza sulle responsabilità e sui controll

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