Crisi idrica, si valuta fattibilità sbarramento Gazze

Le conseguenze dei mutamenti climatici a partire dalla siccità, con particolare riferimento al bacino dell’Enza, sono state al centro ieri a Palazzo Allende di un incontro tecnico-istituzionale tra il presidente della Provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi, l’assessore regionale alla Difesa del suolo e della costa, Protezione civile e Politiche ambientali e della Montagna Paola Gazzolo, Francesco Capuano e Federica Manenti del Servizio Area Affluenti Po (ex Stb) dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, i tecnici di Regione (Rosanna Bissoli e Massimo Romagnoli) e Provincia (Anna Campeol e Barbara Casoli), i sindaci di Bibbiano, Canossa con l’assessora all’ambiente, Sant’Ilario, Ventasso e Vetto, nonché i vicesindaci di Montecchio, San Polo e Vetto.

“Insieme alla Regione stiamo esaminando le possibili soluzioni alle gravi conseguenze che i mutamenti climatici stanno causando anche nella nostra provincia”, spiega il presidente Giammaria Manghi. Del resto, aggiunge l’assessore regionale Paola Gazzolo, “proprio questa settimana il presidente Bonaccini avanzerà ufficialmente al Governo la richiesta dello stato di emergenza nazionale per la crisi idrica che ha colpito l’intero territorio regionale, con punte di deficit idrico per la scarse precipitazioni del 40-50% a Piacenza e Parma: puntiamo ad ottenerlo il prima possibile, così da poter mettere in campo misure straordinarie per affrontare la situazione che sta interessando in particolare i settori potabile ed agricolo”.

“Nel corso dell’incontro – continuano Manghi e Gazzolo – si è deciso di costituire un gruppo di lavoro tecnico che analizzi la compatibilità, sotto il profilo ambientale ed economico, delle possibili soluzioni da adottare, a partire dallo sbarramento sull’Enza alla Stretta delle Gazze di Vetto, ipotesi emersa anche nel corso del convegno promosso lo scorso ottobre a Barco di Bibbiano, alla presenza del ministro Gian Luca Galletti, dal coordinamento Agrinsieme, dal Comune di Bibbiano e dall’Unione Val d’Enza”. In quello stesso convegno era emersa la necessità di avviare un confronto istituzionale, coordinato dalla Provincia, che da allora ha prodotto diversi incontri, tra cui quello di ieri.

Nei prossimi giorni, le istituzioni incontreranno anche le associazioni agricole e la Regione allargherà il tavolo tecnico-istituzionale alla “sponda parmense” dell’Enza, al Consorzio di bonifica e all’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti



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