Crisi, Zangrillo e Rosso (FI): dati povertà del Piemonte equivalenti ad uno tsunami sociale

“I dati sulla povertà in Piemonte, comunicati dalla Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Torino, sono devastanti ed equivalgono ad vero e proprio tsunami sociale. Qualcuno dovrebbe finalmente assumersi la responsabilità di questa situazione. Pare evidente che le 100mila famiglie in stato di povertà assoluta rappresentino in modo lampante il fallimento delle ricette promosse dal PD e dal M5S in questi anni di governo nazionale e locale”. Ad affermarlo gli onorevoli piemontesi di Forza Italia Paolo Zangrillo e Roberto Rosso.

“E’ necessario cambiare profondamente il sistema di welfare del Paese e della Regione – spiega Zangrillo -. Utilizziamo modelli costruiti su disponibilità finanziarie e orientamenti economici del tutto superati; su un modello di crescita demografica che oggi é invece involuto; su una istruzione e formazione parametrata ad un mondo del lavoro che non esiste più. E’ evidente quindi la bocciatura del sistema assistenziale che tanto piace alle sinistre e ai grillini. Il Reddito d’Inclusione voluto dal PD, antipasto del reddito di cittadinanza dei 5stelle, non ha arginato in alcun modo la infelice decrescita economica che stanno subendo da anni le famiglie piemontesi. E’ necessario cambiare strada varando serie politiche per il lavoro: senza imprese non si creano posti di lavoro, senza posti di lavoro non si genera benessere”.

Conclude Rosso: “Questi dati dimostrano che i dati Istat sull’aumento dell’occupazione, comunicati appena qualche giorno fa, sono un bluff per sostenere il governo uscente. Se su 293mila cittadini piemontesi che vivono una ‘una grave deprivazione materiale’, 39.400 sono minori, un numero doppio rispetto ai dati registrati l’anno prima, Chiamparino e Appendino debbono risponderne politicamente visto che rappresentano l’azzeramento delle speranze e del futuro di intere generazioni. Non è un caso l’aumento del numero di casi di bullismo, violenza a cui assistiamo quotidianamente in particolare nelle nostre periferie. E’ inutile scandalizzarci, dobbiamo voltare pagina staccando la spina ad una piattaforma politica che non può creare benessere alimentandosi esclusivamente di nuova povertà”.



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