Cs. Nuova VIA e autorizzazione delle “infrastrutture strategiche”

STEFANO

Cs. Nuova VIA e autorizzazione delle “infrastrutture strategiche” in Italia, interrogazione dell’europarlamentare M5S Eleonora Evi alla Commissione Europea
Il 9/6/2017 il Consiglio dei Ministri ha approvato, per il recepimento della direttiva 2014/52/UE, un decreto legislativo – che sarà presto pubblicato in Gazzetta Ufficiale – relativo alla VIA, la valutazione d’impatto ambientale cui sono sottoposte tutte le opere che ricadono sul territorio italiano.

In sede di recepimento della nuova direttiva sulla VIA, il Governo italiano ha risposto proponendo un modello fondato su procedure autorizzative semplificate, sulla falsa riga della Legge obiettivo per le grandi infrastrutture strategiche, motivo per il quale il M5S non può che essere critico e che ha portato tutto il mondo ambientalista italiano a manifestare perplessità e preoccupazioni diffuse.
Per questo, l’eurodeputata M5S Eleonora Evi ha presentato un’interrogazione con la quale chiede alla Commissione europea se ritiene che la Legge Obiettivo sia compatibile con le novità introdotte dal legislatore europeo in materia di VIA.
“Il ministro Galletti in questo modo tradisce lo spirito positivo della direttiva 2014/52/UE, tanto che le 20 associazioni ambientaliste italiane han fatto notare al Ministro come lo schema di decreto legislativo, così come strutturato, non garantirà la piena conformità della normativa italiana alla nuova disciplina UE sulla valutazione di impatto ambientale (VIA). Al contrario, avrà effetti opposti a quelli intesi dal legislatore europeo, il cui obiettivo era quello di rafforzare i capisaldi della VIA e renderla più trasparente migliorando la qualità delle informazioni rese disponibili al pubblico per favorirne la partecipazione.

In sostanza, siamo di fronte a una nuova procedura di VIA che rischia di essere più opaca e distruttiva perchè ricalca proprio quella Legge Obiettivo per la realizzazione delle grandi infrastrutture strategiche che, caratterizzata da procedure semplificate e da tempistiche ridotte, in quindici anni ha causato importanti danni erariali, danneggiato l’ambiente e colpito negativamente numerose comunità. Quella stessa legge che Delrio critica tanto a parole ma che non ha mai voluto cancellare.
Il Governo italiano è così riuscito a ribaltare completamente le finalità della direttiva europea, spianando la strada, ancora una volta, a quelle grandi opere non rispettose dei territori e delle comunità locali oltre che foriere di danni a scapito dello Stato stesso. Non a caso, il M5S ha criticato quest’azione del Governo anche a livello nazionale, sottolineando l’errato recepimento della direttiva. Una direttiva che, come concepita, avrebbe dovuto favorire uno dei valori cardini del MoVimento 5 Stelle, a qualsiasi livello istituzionale: la partecipazione attiva dei cittadini nei processi decisionali, prima fra tutti proprio la valutazione di impatto ambientale di progetti pubblici e privati. Peccato che il Governo italiano stia facendo di tutto per ribaltare il senso della direttiva europea e ancora una volta a farne le spese saranno i cittadini e l’ambiente”. Così l’europarlamentare M5S Eleonora Evi in una nota.

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