Dal Comune di Sassari è lotta alle ludopatie

Dal Comune è lotta alle ludopatie
Approvato dalla giunta un bando per l’erogazione di contributi ai commercianti che decidono di rendere slot-free i loro locali e aderiscono al programma triennale di contrasto al gioco d’azzardo patologico. Emanata anche un’ordinanza che stabilisce le fasce orarie di funzionamento delle slot machine

Sassari  – Per contrastare la ludopatia arriva il bando per l’erogazione di contributi. È rivolto ai titolari di pubblici esercizi del comune di Sassari che cessano di detenere le slot machine nei loro locali, o che non le detengono da almeno un anno o che ancora si impegnano a non installarle per i prossimi tre anni. Inoltre, gli operatori commerciali si impegneranno ad aderire al programma triennale di contrasto alla ludopatia. Lo ha deliberato nei giorni scorsi la giunta comunale di Sassari durante l’ultima seduta a margine della quale il primo cittadino ha anche emanato un’ordinanza che stabilisce le fasce orarie massime di funzionamento degli apparecchi di intrattenimento all’interno dei locali autorizzati.

La scelta adottata dell’amministrazione comunale nasce dall’idea di perseguire strategie di promozione della salute, con attività anche di contrasto al fenomeno della ludopatia. Il gioco d’azzardo patologico, infatti, rappresenta, sia a livello nazionale che locale, un fenomeno con risvolti sociali ed economici sempre più pesanti, che si configura come una vera e propria emergenza sociale e sanitaria pubblica.
«Si tratta di un passo importante per il nostro Comune – afferma il sindaco di Sassari Nicola Sanna – che rende operativo il regolamento votato all’unanimità dal consiglio comunale nel febbraio 2015 e che, viste le carenze normative della Regione Sardegna e le numerose contestazioni ai tribunali amministrativi regionali d’Italia delle ordinanza sindacali, aveva bisogno di una definizione corretta delle misure da adottare per evitare che potessero essere facilmente impugnate. Quello che conta – prosegue – è costruire una più ampia coscienza sociale e culturale attorno al fenomeno della ludopatia, che ha costi rilevantissimi per la salute delle persone coinvolte e per le famiglie vittime di familiari affetti da questa grave patologia».

L’azione dell’amministrazione comunale si basa, allora, su tre pilastri coordinati. Il primo punta a incentivare i commercianti che decidono di non detenere slot machine, rendendo così il loro locale slot-free, e che aderiscono al programma di contrasto messo in campo dal Settore Servizi sociali in coordinamento con il Servizio dipendenze della Assl di Sassari.Le agevolazioni consistono nell’erogazione di contributi, la cui quantificazione è rapportata alla sommatoria dei tributi comunali Imu, Tosap e imposta sulla pubblicità, dovuti integralmente e regolarmente pagati fino all’importo massimo di 1.000 euro (all’anno per tre anni). I contributi saranno per il 70 per cento a favore di chi cessa di detenere le slot-machine o non le detiene da almeno un anno e per il 30 per cento a favore di chi si impegna a non installare nei successivi tre anni le slot-machine.Per ottenere le agevolazioni i titolari dei pubblici esercizi dovranno partecipare al bando che, appena approvato dalla giunta, sarà pubblicato a breve.

Il secondo pilastro mira a mettere in campo un’azione di tutela della salute. In quest’ambito si inserisce l’ordinanza del sindaco che contiene misure preventive quali la riduzione, a sole otto ore giornaliere, del funzionamento delle slot machine. L’ordinanza stabilisce una pausa “pranzo” dalle 13 alle 16 e lo spegnimento dalle 21 alle 10 del giorno successivo. Vengono previste, poi, azioni di contrasto, come sanzioni che variano tra i 100 euro per la mancata affissione di apposite e ben visibili targhe che avvertono sul rischio di dipendenza dalla pratica di giochi con vincita in denaro, ai 200 euro per la mancata affissione di avviso al pubblico sugli orari dell’attività, per arrivare sino ai 300 euro per chi non osserva l’orario di “spegnimento” dello slot. Viene prevista, inoltre, la sospensione del funzionamento degli apparecchi da uno a sette giorni per chi non rispetta gli orari.

Il terzo pilastro, infine, punta a coinvolgere tutte le categorie, famiglie, esercenti, associazioni per affermare la libertà dalle dipendenza. Un’azione, quest’ultima, prevista all’interno del programma triennale di contrasto alla ludopatia e al gioco d’azzardo patologico, in collaborazione con il Serd. Un lavoro che prevede anche la creazione di un osservatorio sul tema della ludopatia che consente il reperimento e l’incrocio di dati non solo limitati al gioco d’azzardo patologico ma anche alle altre dipendenze, al disagio e alle condizioni di rischio che rimandano, più in generale, allo stato di benessere o di malessere della Comunità.

Andrea Bazzoni

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