Defiscalizzazione delle imprese e dei negozi in montagna

Proposta Uncem di OdG per i comuni montani piemontesi

TORINO – Se la crisi ha toccato tutti, grandi e piccoli centri urbani, e solo faticosamente, pare, ora stiamo risalendo la china verso la ripresa, è vero anche che non è stata subita e pagata da tutti in eguale misura.

Ai problemi di sempre, per chi vive in montagna, giusto per capirci quelli dell’abbandono e della progressiva incuria di ampie aree che necessiterebbero di continue manutenzioni, in questi ultimi anni si sono aggiunti un accentuato calo occupazionale, meno vacanze, con conseguenti chiusure di attività produttive e commerciali. Anche a causa dell’apertura di numerosi grandi centri commerciali.

“Visto che alla Germania è stato recentemente concesso di portare in house i suoi porti, per evitare finissero in mano cinese, si permetta all’Italia di varare una legge che permetta di sostenere la montagna, le zone più interne e le sue imprese, di tutti i tipi – afferma Lido Riba, presidente Uncem Piemonte – È un’azione di civiltà, di buon senso e di grande vantaggio per l’intera collettività piemontese. Sui media leggiamo di abbandono delle aree montane, ma sempre più anche storie di ‘ritorno’. Si possono moltiplicare. Ma servono norme e azioni chiare, occorre agire subito. La politica deve fare la sua parte, le sue scelte”.

Ecco allora l’Uncem fare le sue proposte concrete tese a favorire la ripresa anche nei comuni montani, proposte racchiuse in due Ordini del Giorno. Il primo sulla defiscalizzazione delle attività commerciali (negozi), ed il secondo che preveda “zone a fiscalità di vantaggio” per chi apre una partita iva (attività artigianali e imprenditoriali): entrambi devono essere approvati dai comuni piemontesi. Gli OdG fanno parte di un più ampio piano di proposte con il seguente contenuto: varare una legge che individui sgravi fiscali e minor carico burocratico per chi possiede un negozio in un comune montano, per chi avvia un’attività nelle Terre Alte, per chi vuole potenziare una piccola impresa, per chi apre una partita iva; prevedere opportune “zone a fiscalità di vantaggio” nella legislazione regionale e anche all’interno dei provvedimenti adottati con la Strategia nazionale Aree interne; incentivare i centri multifunzionali, “negozi che vendono prodotti e allo stesso tempo svolgono dei servizi”, d’intesa anche con associazioni locali presenti nei piccoli comuni, come Pro Loco e gruppi Alpini.

Nell’ordine del giorno inviato dall’Uncem ai 553 comuni montani piemontesi e già condiviso da molti altri centri alpini e appenninici, sono racchiuse tre azioni concrete.

1 – Un atto politico da varare in Giunta o in Consiglio comunale, che chieda a Regione, Parlamento e Governo, oltre ai piani per la defiscalizzazione, di sostenere la campagna “Compra in valle, la Montagna vivrà”, favorendo così tutte le azioni possibili di marketing territoriale individuate dalle Unioni montane di comuni, in accordo con i soggetti privati, le imprese e le loro rappresentanze, nonché di promuovere nuovi progetti di sostegno agli esercizi commerciali di prossimità nei piccoli comuni, già promossi in passato dalla Regione.

2 – Un programma di mobilitazione dal basso, di proposta e di sensibilizzazione per le necessità delle aree ad “alta marginalità socio-economica” teso ad ottenere una specifica legge che consenta ad esempio di eliminare l’Irap ai negozi e alle imprese delle Terre Alte o comunque di avviare nuovi progetti per il sostegno al commercio di prossimità.

3 – Un impegno al Parlamento al fine di individuare sgravi fiscali per le zone montane. Ma anche  di superare gap strutturali permanenti che finora hanno impedito a molti esercizi commerciali e a molte imprese di crescere e sopravvivere nei comuni montani più distanti dai poli dei servizi. Questo per ridurre o eliminare la desertificazione commerciale che ad oggi vede 80  comuni piemontesi (sui 1.205) senza negozi e 200 con un solo esercizio commerciale, quindi a rischio.

Un OdG che, infine, vuole essere un monito all’Europa, affinché dal Governo, dal Parlamento e dalla Regione possa partire un chiaro no ai blocchi di Bruxelles alle iniziative contro la defiscalizzazione in alcune aree, in nome della concorrenza.

In Trentino Alto Adige e in Valle d’Aosta, dove vi sono state opportune strategie regionali, la popolazione è cresciuta. “Nelle aree montane delle altre Regioni alpine si sono perse quasi un milione di persone, scese a valle – evidenzia ancora Riba – Non vogliamo assistenza, ma sgravi fiscali sì, capaci di sostenere chi sceglie di restare e far crescere l’economia di un territorio. Non saranno le ideologie UE sulla concorrenza a bloccarci. La voce e le proposte dei comuni sono un chiaro segnale di impegno e mobilitazione istituzionale che interpella tutte le forze politiche, affinché agiscano subito. Uncem farà la sua parte e dà la massima disponibilità al Consiglio regionale del Piemonte per approfondire il tema e individuare soluzioni”.

Nella foto: interno di un negozio di montagna 

 Franco Cortese Notizie in un click



Informativa sui Cookie

Informativa ai sensi dell’art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196

NotizieInUnClick.it utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione.
Per leggere di più su i cookie utilizzati interni e di terze parti visita la pagina dedicata.
Per continuare a navigare questo sito acconsenti all'uso dei cookie.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi