Di Ilde ce n’è una sola – Vitali Andrea – Garzanti, Milano, 2013 – 151 p. 118 p.

Il susseguirsi degli “a capo”, anche quando, dal punto di vista grammaticale, non sembra essercene bisogno, per separare le frasi prima del previsto, rende la lettura semplice e scorrevole, costringendo il lettore a divorare pagina dopo pagina.

La prepotente presenza di spazi vuoti, vuoi per capitoli che occupano meno di una pagina, vuoi per paragrafi di solo una parola e per la presenza di dialoghi brevi e veloci, fanno si che le pagine ruotino una dietro l’altra.

Questi due aspetti uniti insieme rendono “Di Ilde ce n’è una sola” un romanzo che si consuma in un giorno.

Vitali fa prendere lentamente vita ad ogni singolo personaggio, anche il più marginale, nei confronti della vicenda; ognuno di essi merita un certo spazio in cui viene raccontata un pezzettino della sua vita, giusto per dargli quel tocco di colore in più, che li fa sembrare più autentici.

Il protagonista viene presentato a quasi un terzo del libro; prima vengono descritti i vari passaggi che hanno portato una carta d’identità senza foto dalle braccia di un fiume alle mani di una segretaria comunale. Il documento si scopre appartenere alla moglie di Oscar, il protagonista. Il resto del libro riprende le indagini personali di Oscar per scoprirà perché la carta d’identità della moglie, Ilde, è finita nel fiume, il tutto all’oscuro di lei, che nemmeno si era resa conto di averla “persa”.

Si scopre infine che il documento era stato scambiato con quello di un noto geometra di un paese vicino alla casa di Oscar e della moglie, che aveva poi buttato nel fiume la carta d’identità di Ilde. Lo scambio era avvenuto durante il ritiro dei rispettivi documenti al pagamento di un motel.

Questa storia viene raccontata ad Oscar direttamente dal geometra che scopre così il tradimento della moglie.

Il lettore si aspetta, nel finale, almeno un litigio tra il marito cornuto e la moglie, se non addirittura un divorzio fulmineo, invece non accade nulla, proprio nulla,

Oscar non dice nemmeno a Ilde di averla scoperta.

C’è da dire che la situazione fra i due personaggi è particolare, è Ilde a “portare i pantaloni” in casa, l’unica a lavorare e a permettere il mantenimento dei due.

Il tradimento sembra essere stato causato dalla possibilità di ottenere un impiego miglior retribuito per la moglie. Forse per questi motivi Oscar decide di non muovere nessuna accusa nei confronti della sua compagna.

Voto: 7/10.

Cristina Arione.



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