Disabilità: Cgil, tema da rimettere al centro del dibattito in Umbria

Rimettere il tema della disabilità e in particolare delle difficoltà di accesso al mondo del lavoro al centro dell’attenzione politica in Umbria: è questo l’obiettivo dell’iniziativa “Disuguaglianze, disabilità, diritti…” che la Cgil dell’Umbria, insieme alla Camera del Lavoro di Perugia e a quella di Terni, ha messo in campo  ad Assisi e alla quale hanno partecipato, tra gli altri, Cecilia Guerra (economista e senatrice) e Nina Daita, responsabile delle politiche per la disabilità della Cgil nazionale.
“Abbiamo voluto questa iniziativa – hanno spiegato nei loro interventi Barbara Mischianti, Vanda Scarpelli e Valentina Porfidi per Cgil Umbria, Perugia e Terni – come inizio di un percorso che punta a rimettere al centro una condizione, perché la disabilità non è una malattia, ma è una condizione che va riconosciuta, va gestita e va superata se possibile. Per fare questo, però, è fondamentale lavorare sull’integrazione, riconoscendo il concetto di salute come condizione di benessere che deve essere tutelata e riconquistata”.
Da questo punto di vista, secondo la Cgil, un aspetto fondamentale è quello dell’inserimento lavorativo: “Le persone che vivono una condizione di disabilità – hanno affermato le sindacaliste nei loro interventi – rappresentano una delle categorie più fragili, sicuramente una delle categorie che risente maggiormente della crisi occupazionale. Secondo una recente indagine dell’associazione Luca Coscioni, infatti, il tasso di occupazione tra le persone disabili in Italia è drammaticamente basso: solo il 3,5%, che scende addirittura sotto il 2% per le donne. Per quanto riguarda l’Umbria, una delle regioni italiane con il tasso di disabilità più elevato (oltre 60mila persone), i centri per l’impiego riferiscono di un tasso di successo nell’inserimento lavorativo di persone con gravi disabilità che si rivolgono ai servizi per il lavoro che si aggira intorno al 10%.
In questo quadro difficile, uno strumento di intervento importante per l’Umbria può venire dal Piano Sociale varato dalla Regione: sono 126 i progetti annunciati dall’assessorato alla Sanità per favorire la “vita indipendente”, l’autonomia e l’inclusione sociale. I fondi a disposizione sono importanti, circa 2,8 milioni destinati all’inserimento lavorativo. Compito del sindacato, ora – è stato sottolineato – sarà quello, attraverso la contrattazione territoriale, di vigilare, chiedere, sollecitare i Comuni affinché diano indicazioni e facciano azioni per la realizzazione dei vari progetti”.
“L’iniziativa di oggi ad Assisi è importante perché vuole ricordare a tutta la nostra società che esistono persone con disabilità, persone che in questa fase, insieme alle loro famiglie, stanno correndo un grave rischio di regressione sui diritti di cittadinanza – ha detto nel suo intervento Nina Daita – il diritto all’istruzione, il diritto all’assistenza, il diritto al lavoro. Quindi ben venga questa iniziativa perché c’è bisogno di reagire a queste politiche nefaste per la nostra dignità”.



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