Disabilità: il progetto Ausilia prosegue fino al 2019

Proseguirà per tutto il 2019 l’attività di Ausilia-Assisted Unit for Simulating Independent Living Activities, il progetto nato nel 2015 con l’obiettivo di ideare soluzioni personalizzate di supporto alla disabilità motoria e cognitiva, attraverso soluzioni avanzate di domotica. La giunta ha approvato oggi, su proposta del presidente Ugo Rossi, dell’assessora all’università e ricerca Sara Ferrari e dell’assessore alla salute e politiche sociali Luca Zeni, la prosecuzione del progetto fino al 31 dicembre 2019 e ha assegnato ulteriori 377mila euro a favore dell’Università degli Studi di Trento, che ha realizzato il progetto in collaborazione con l’Azienda provinciale per i servizi sanitari. “Ausilia è una sfida altamente innovativa, che ha già dato risultati importanti. Questo perché – ha sottolineato l’assessora Sara Ferrari – vede lavorare fianco a fianco, in un’ottica di integrazione e coordinamento, risorse e saperi provenienti dal mondo della ricerca e della sanità”. “Questo rinnovo e l’ulteriore stanziamento economico in favore di Ausilia dimostrano quanto la Provincia creda in questo progetto, – ha aggiunto l’assessore Luca Zeni. Abbattere le barriere negli ambienti pubblici e privati è fondamentale, al fine di garantire la massima autonomia e indipendenza delle persone con disabilità”.

Ausilia integra un ambiente aperto di ricerca e innovazione con un servizio clinico ospedaliero unendo quindi le competenze mediche e le migliori tecnologie a favore della riabilitazione motoria e cognitiva. Il progetto si basa su un laboratorio – una infrastruttura progettata dai Dipartimenti di Ingegneria dell’Università in collaborazione con medici fisiatri e fisioterapisti – realizzato all’interno dell’Ospedale Villa Rosa, centro riabilitativo di Apss e punto di riferimento provinciale per le disabilità motorie e cognitive.

Il laboratorio Ausilia è diviso in due ambienti. Il primo è un laboratorio di analisi e progettazione, uno spazio-palestra in cui vengono testate le diverse soluzioni domotiche proposte, al fine di trovare formule personalizzate e in grado di rispondere alle esigenze abitative del singolo utente. Il secondo è un appartamento, una vera e propria abitazione in cui le persone sperimentano le soluzioni provate in palestra in un ambiente realistico, trascorrendo alcuni momenti di vita quotidiana costantemente monitorati. L’obiettivo finale è fornire ad ogni paziente un protocollo con interventi personalizzati in funzione delle specifiche patologie, da realizzare poi nella propria abitazione, migliorando così la qualità di vita.

Con l’avvio di questa seconda fase del progetto Ausilia punta ad evolvere come polo di innovazione sulle fragilità, attraverso la gestione di progetti di ricerca, anche internazionali, e a intensificare i contatti con il tessuto imprenditoriale. Questa fase evolutiva passa anche da una definizione concreta delle modalità di erogazione dei servizi di Ausilia all’esterno, presso privati, Rsa e Case di Cura. Trasferimento di competenze dal laboratorio al territorio che va necessariamente supportato da un’adeguata attività di formazione.



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