Ecosistemi Digitali, Ciuoffo: “Colmare gap tra potenzialità nuovi strumenti e capacità di attuarli”

FIRENZE – Superare la distanza tra le potenzialità dei nuovi strumenti digitali per lo sviluppo del turismo digitale e le capacità di metterli in atto. Un argomento sul quale la Toscana in questi giorni, prima con la BTO ed oggi con Ecosistemi Digitali, ha svolto un ruolo da protagonista. Al centro del dibattito tre temi cruciali: big data, accoglienza, narrazione e autenticità.

“La Toscana – ha detto l’assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo – ospitando un evento come questo è consapevole di rappresentare, a livello nazionale, un tassello di un percorso complessivo che ci auguriamo di essere capaci di sviluppare. Purtroppo la distanza tra le potenzialità dei nuovi strumenti digitali e le nostre capacità di metterli in atto resta ancora ampia. Tra i territori c’è ancora un comportamento a macchia di leopardo: ce ne sono di propositivi e proattivi ed altri, invece, che ancora non ne comprendono importanza e portata. Un esempio? L’overbooking. Dai confronti ai quali ho assistito anche durante BTO mi sono accorto che percezione e consapevolezza del tema sono molto differenti. Questo non possiamo assolutamente permettercelo. Ho già detto nei giorni scorsi che siamo condannati all’evoluzione, non c’è spazio per il compiacimento rispetto ai risultati ottenuti. Occorre essere attori e non soltanto spettatori, questo lascerebbe aperto il campo a trasformazioni che non saremo in grado di governare. La trasformazione in atto – ha concluso – non si può frenare, però possiamo cercare di condizionarla e prevederla. Questo è il terreno sul quale diventa indispensabile muoverci, con progettualità condivisa ed assunzione di responsabilità”.

Una contaminazione tra settore pubblico e in parte anche privato, tra chi è preposto a fare le politiche e chi beneficia dei provvedimenti che ne derivano, sui tre temi. “Dal confronto maturato oggi – ha spiegato il direttore di Toscana Promozione Turistica Alberto Peruzzini – sono emersi spunti significativi. Sul lato dell’accoglienza le migliori best practices presentate sono quelle che hanno sviluppato un contatto diretto con chi vive in quel determinato territorio, fattore che, per una regione come la Toscana diventa un’esigenza essenziale in termini di promozione turistica. Su quello della narrazione emerge la necessità di lavorare su forme di turismo innovative, fare uno sforzo per uscire dallo stereotipo e individuare soggetti diversi capaci di raccontare in modo autentico la propria esperienza. Infine, riguardo ai big data, diventa indispensabile non soffermarsi sul mero dato quantitativo ma puntare sull’analisi qualitativa: dove va, dove spende il turista, cercare di spingerlo a seguire un itinerario che rappresenta l’essenza di un determinato territorio”.

Secondo il direttore esecutivo di ENIT Giovanni Bastianelli, “la prima cosa che colpisce seguendo il lavoro svolto a Ecosistemi Digitali è la coerenza con il dettato del piano strategico nazionale del turismo. Un punto sul quale insistere è sfruttare l’orgoglio di raccontarsi da parte di chi vive in un determinato territorio per stimolare il turista. Una spinta dal basso che può incidere in modo determinante sullo sviluppo del settore”. “Il digitale – ha detto Francesco Palumbo, direttore generale MiBACT – è il settore più importante a livello mondiale dal punto di vista economico. E il turismo si è adeguato in tal senso. In Italia c’è ancora molto da fare. Il tema dei big data ad esempio diviene decisivo: per gestire l’overbooking, per sapere come si muoveranno i turisti e adeguare l’offerta. In altri paesi si investe molto in termini di soldi e tempo, l’Italia deve organizzarsi. Ad esempio, abbiamo un patrimonio archeologico straordinario e l’utilizzo di strumenti digitali aprirebbe possibilità di promozione e valorizzazione incredibili”.

Connettività, reti, servizi, 5G, sono i punti analizzati da Alessio Beltrame, capo segreteria del Sottosegretario di Stato Antonello Giacomelli. “L’evento di oggi ci dice chiaramente che dobbiamo abbandonare la logica del lavoro limitato al proprio orticello e ‘costringerci’ a fare sistema. In tema di digitale diventa un elemento fondamentale. Il nostro impegno in questo momento si sta concentrando sulla realizzazione di una banda ultralarga per arrivare in tutti quei comuni, 7700, in cui questa fatica ad arrivare per logiche di mercato. E questo diviene cruciale in tema di turismo. Siamo partiti a luglio con Wifi Italia, con soggetti pubblici, adesso vogliamo abbracciare anche il privato. Questo è un passo decisivo dal punto di vista dello sviluppo turistico. Eppoi non dimentichiamo il 5G, sul quale stiamo sperimentando in 5 città, tra cui anche Prato. Un sistema che trasformerà radicalmente tutti gli aspetti della nostra vita”.



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