Elicotteri e armi italiane utilizzate dalla Turchia contro i civili curdi

Il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, di Liberi e Uguali, denuncia un clamoroso caso di “coinvolgimento dell’industria bellica di Stato italiana nell’illegittima aggressione che il regime di Erdogan sta conducendo in queste ore contro le popolazioni curde della Rojava.

“Segnalo un documento video, diffuso nella serata di ieri dall’Ufficio Stampa delle YPG, le unità di autodifesa della popolazione curda nelle regioni del Nord della Siria, che mostra come gli elicotteri da combattimento T129, realizzati dalla TAI (Tusas Aerospace Industries) su licenza dell’Augusta Westland, oggi Leonardo (Finmeccanica), siano stati impiegati dal Land Forces Command dell’esercito turco per attaccare dal cielo nelle ultime ore villaggi e paesi nel cantone di Afrin.

“Si tratta – prosegue il leader di SI – del micidiale Mangusta, in codice AW129. Nel settembre 2007 la Turchia ne ha acquistati 51 dall’Augusta Westland, già allora controllata dall’industria bellica di Stato FINMECCANICA (poi diventata Leonardo). E i primi velivoli, prodotti nello stabilimento di Vergiate, sono stati inviati nel 2013 per l’assemblaggio finale curato dalla TAI. Oggi queste macchine di morte sono impiegate in una sporca guerra d’aggressione contro le regioni autonome della Rojava, con la quale Erdogan colpisce proprio quelle comunità curde e quelle forze che sono state protagoniste nella lotta al terrore integralista dell’ISIS, dalla liberazione di Kobane fino alla sconfitta del sedicente Califfato a Raqqa.”

“In nessun modo – conclude l’esponente di Liberi e Uguali – il nostro Paese deve continuare a rendersi complice degli interessi del regime turco in Siria, là dove agisce fianco a fianco dei terroristi. Oggi i nostri parlamentari chiederanno conto di quanto sta avvenendo al presidente del Consiglio Gentiloni e ai ministri Alfano e Pinotti: l’Italia deve immediatamente interrompere qualsiasi fornitura bellica alla Turchia e sospendere ogni programma di cooperazione militare. Il Governo italiano, insieme agli altri Paesi dell’Unione europea, deve invece impegnarsi da subito per porre fine all’aggressione di Erdogan contro la Rojava e sostenere le comunità impegnate per la pace e l’autodeterminazione dei popoli di quest’area.”



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